Gli scatti in bianco e nero di Chiara Borgaro

Gli scatti in bianco e nero di Chiara Borgaro

Giulia Guido · 10 mesi fa · Photography

Non provate a cercare spiegazioni nascoste, guardando le fotografie di Chiara Borgaro c’è solo una cosa da fare: lasciarsi andare. 

Chiara Borgaro è una fotografa italiana che oggi vive e lavora a Torino. Scorrendo i suoi scatti possiamo notare due elementi ricorrenti, su cui si basa la sua ricerca artistica: l’utilizzo del bianco e nero e il legame tra uomo e natura. Ci troviamo davanti a fotografie in cui le silhouette di giovani donne si fondono con le rocce, gli alberi, la terra, il cielo e con la nostra immaginazione. 

Alcuni scatti di Chiara Borgaro saranno esposti per Ph.ocus – About Photography nella sezione “Please, Take Care” e per l’occasione non ci siamo fatti raccontare qualcosa in più sul suo lavoro e il suo stile. Non perderti la nostra intervista qui sotto! 

Qual è il primo ricordo che hai legato alla fotografia? 

Forse l’immagine di mia nonna che di tanto in tanto mi chiedeva di seguirla nella tavernetta di casa, dove in un cassetto tiene ancora oggi una grande quantità di vecchie fotografie. Mi diceva sempre che la fotografia non la interessava per niente, ma quando si ritrovava a scorrere tutti quei ricordi tra le dita era come se si dimenticasse di quanto poco le importava. Cercava di ricordarsi chi fosse ritratto in quelle immagini, non sempre era facile individuarlo. Alcuni erano componenti della famiglia emigrati in Argentina, altri vecchi compagni di scuola, poi c’erano le foto di famiglia, di quando lei e il nonno erano giovani. Per ognuna cominciava il racconto di una storia e quello sapevo essere un momento solo nostro. 

Spesso i tuoi scatti sono in bianco e nero. Cosa ti porta a scegliere questa tecnica e quali aspetti di essa apprezzi maggiormente? 

Un giorno è nata per gioco una canzone che un mio amico ha scritto sulla mia persona e in un verso cita un mondo in bianco e nero, definendolo un po’ nostalgico. Ecco, la scelta forse si lega bene a questo sentimento che mi caratterizza e mi tiene sempre legata in modo piuttosto romantico al passato.

Fotografare in bianco e nero mi consente di dare alla realtà un’altra dimensione, di lasciare spazio all’immaginazione e sono proprio le immagini che si generano nella mia mente, spesso surreali, che mi interessa riprodurre. Non voglio ricreare il reale, per questo i colori non mi servono. Chi guarda può sicuramente intuirli e non è detto che corrispondano a quelli reali, per questo è un esercizio di immaginazione anche per l’osservatore. 

Molte volte le tue fotografie si sviluppano attorno a una figura umana. Cosa vuoi trasmettere e raccontare attraverso i corpi che fotografi? 

Esatto, sono corpi che entrano a far parte del paesaggio, del contesto da cui sono circondati. Spesso è come se fossero in qualche modo privati della loro dimensione propriamente umana. Divengono al pari di un albero, un sasso o un qualsiasi altro elemento naturale.

La mia fotografia non ha il proposito di trasmettere messaggi, ma cerca piuttosto di estendere a chi guarda la possibilità di trovare un senso. Molte volte sono immagini intime, che generano da una necessità personale, (forse egoistica?), di espressione e nemmeno io sono in grado fino in fondo di attribuirne il significato. 

Forse è proprio così che si lascia spazio all’immaginazione, allargando, anziché restringere, le possibilità di interpretazione.

Parte del tuo progetto realizzato su Porta Palazzo sarà esposto a Paratissima. Raccontaci e dicci come è nato. 

Dopo aver trascorso dei mesi nelle campagne dell’Irpinia a cui devo molto, mi sono spostata a vivere in città, a Torino. Ho trovato un appartamento che sin da subito mi ha dato la sensazione di trovarmi come su di un confine. Da un lato, la vita ordinata e sistemata secondo certi canoni del centro della città, dall’altro, alle spalle del palazzo, la vita caotica e caratteristica dei quartieri che si aprono oltre Porta Palazzo. Al mercato persone che conducono vite molto diverse tra loro si incontrano e condividono uno stesso spazio. È un punto di osservazione privilegiato sull’umanità, ma bisogna entrarci dentro per raccontarlo, per questo l’intero progetto si intitola “La vie ici”. È la vita qui, mia e di chi condivide una realtà che sorge e tramonta ogni giorno con il mercato. Nello specifico le fotografie esposte a Paratissima ritraggono momenti in cui nulla fa più rumore e il silenzio domina sulla piazza, ma le immagini non posso spiegarle. 

C’è uno scatto al quale sei particolarmente legata? Raccontacelo. 

Ci sono più scatti a cui sono molto affezionata. Non è semplice scegliere. Sicuramente ho un legame significativo con una fotografia in bianco e nero di un albero, posizionato sul lato destro dell’immagine, il cui tronco piega verso il lato opposto dello scatto. È lasciato poco spazio alla terra in cui affonda le radici, mentre ampio spazio è lasciato a un cielo di nubi dense che creano con il loro candore un forte contrasto con gli altri elementi. Per i più attenti si intravede un filo di stelle che scende dalla chioma verso il suolo. A distanza di due anni da quello scatto ne è seguito un altro, il soggetto era lo stesso, ma accanto all’albero questa volta c’erano due corpi, spogli, nell’atto di un abbraccio. È divenuto per me simbolo di una fase della mia vita, che come un cerchio si è chiusa nel punto stesso in cui aveva avuto inizio. 

Gli scatti in bianco e nero di Chiara Borgaro
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La fotografia aerea e concettuale di Brad Walls

La fotografia aerea e concettuale di Brad Walls

Tommaso Berra · 2 giorni fa · Photography

Il noto fotografo Brad Walls ha presentato “Detached, in Harmony”, la sua ultima serie di fotografie elaborata negli ultimi due anni di pandemia.
Il punto di vista è aereo, che contraddistingue tutta la produzione artistica di Walls. In quest’ultimo progetto non abbiamo l’impressione di guardare la scena attraverso un occhio meccanico ma con uno sguardo impersonale che osserva con distacco un deserto nel quale si muovono donne in costumi colorati. Il cielo azzurro annulla la profondità del campo visivo, mentre lo spazio si definisce solo grazie alle coreografie dei soggetti e alle ombre che il sole proietta sulla sabbia. I corpi diventano pezzi di un modulo in cui tutte le distanze sono studiate e la simmetria annulla la spontaneità dei gesti.

Quella di Brad Walls in “Detached, in Harmony è uno dei pochi casi di fotografia aerea concettuale. Non utilizzare la fotocamera a mano per scatti concettuali è una scelta insolita, ma aiuta a rappresentare la distanza emotiva vissuta dall’artista durante la pandemia.
“Le figure sono volutamente statiche, per simboleggiare come siamo stati congelati nel tempo negli ultimi 18 mesi” ha commentato Walls.
In attesa di vedere esposta “Detached, in Harmony” in una personale in programma nel 2022, la serie di fotografie si è classificata seconda nella categoria ‘Conceptual’ dei Fine Art Photography Awards del 2021 e nei prestigiosi premi PX3 e Moscow Fine Art Awards 2021.

Scopri il lavoro dell’artista sul suo sito ufficiale.

Brad Walls | Collater.al
Brad Walls | Collater.al
Brad Walls | Collater.al
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La fotografia aerea e concettuale di Brad Walls
Photography
La fotografia aerea e concettuale di Brad Walls
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Foto di manifesti erotici nella Napoli degli anni ’70

Foto di manifesti erotici nella Napoli degli anni ’70

Tommaso Berra · 3 giorni fa · Photography

Conosco alla perfezione la città in cui sono nato e in cui vivo da sempre, potrei andare ovunque seguendo il percorso più veloce, potrebbero persino bendarmi, lasciarmi in qualsiasi angolo del reticolo di vie romane e riconoscerei immediatamente il posto in cui sono. C’è solo una via in cui non sono mai passato, vicino alla stazione, in cui un’insegna bianca e rossa anticipa la presenza di un cinema porno.
In tutti gli anni in cui sono transitato per l’incrocio dal quale è visibile l’insegna, ho sempre avuto una specie di timore nel voltare lo sguardo, non tanto per vergogna, più per paura di vedere qualcosa che non avrei dovuto vedere. Come se mi aspettassi di trovare un set cinematografico lungo il marciapiede, oppure una locandina che non lasciasse molto spazio all’immaginazione.

Rosalba Russo | Collater.al

Racconti di generazioni passate parlano di quel cinema come un rito di passaggio dei 18 anni (o prima se eri fortunato), in una stagione di conquista della libertà sessuale – generalmente maschile – e di apertura a un repertorio di immagini che, giudicate con il termometro del tempo, definiremmo oscene. In questo stesso clima, in un periodo breve che va dalla fine degli anni ’70 all’inizio degli anni ’80, inizia il lavoro fotografico a Napoli di Marialba Russo.
Le strade in quegli anni iniziavano a riempirsi di locandine e poster di film erotici, ed è proprio il fascino attrattivo di quelle opere che porta Marialba Russo a fotografarle di nascosto, da lontano, di sfuggita o sporgendosi dal tettuccio del suo Due Cavalli.

Rosalba Russo | Collater.al
Rosalba Russo | Collater.al

Le illustrazioni di quei flani, raccolte in un bellissimo libro edito da NERO Editions dal titolo Public Sex (2020), viste oggi sono pornografia pudica, ma ai tempi erano il segno della spaccatura in una morale cattolica e patriarcale. Russo documenta questo strappo attraverso la raccolta di illustrazioni di sogni adolescenziali e non, che pochi anni dopo verranno eliminate e poi sorpassate da una pornografia all you can eat.
La raccolta è un lavoro di difficile catalogazione, se non fosse perché il genere pornografico in quegli anni iniziò a insinuarsi – pur alleggerito – in altri generi come la commedia, grazie al divismo di attrici rimaste anch’esse nei racconti di quei diciottenni dei quali si parlava qualche riga più su. 

Guardo il lavoro di Marialba Russo e ripenso al tic che mi porta, a quasi 30 anni, a schivare ancora l’insegna del cinema Roma, come fosse quella scena soft-porno del film che passava in TV mentre ero sul divano insieme ai miei genitori. È l’importanza documentaristica di queste fotografie a determinarne il valore, il fatto di provenire da anni nei quali serviva molta fantasia per immaginare il piacere, oppure bastava solamente non voltare lo sguardo per strada.

Rosalba Russo | Collater.al
Foto di manifesti erotici nella Napoli degli anni ’70
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Foto di manifesti erotici nella Napoli degli anni ’70
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Le migliori foto al microscopio del 2021 secondo Nikon

Le migliori foto al microscopio del 2021 secondo Nikon

Tommaso Berra · 4 giorni fa · Photography

La natura mi fa paura. Mi fa paura semplicemente perché ha ancora troppi misteri, piante, batteri, insetti che non so come siano fatti. Come sono fatte le ali di una farfalla? Come è fatto un pidocchio? Una muffa invece? Intendo dire, come sono davvero?
L’unico modo per chiarire alcuni dei misteri della natura è guardandola al microscopio ed è a quel punto che grazie a una lente, si apre un mondo di colori e forme, che in molti casi non fanno altro che aumentare la paura per ogni singolo minuscolo insetto.
Il fascino un po’ spaventoso di queste micro-fotografie è celebrato ogni anno dal Nikon Small World Photomicrography, il concorso fotografico giunto alla 47° edizione e organizzato da Nikon, che nei giorni scorsi ha svelato le migliori foto del 2021.
A vincere è stata l’immagine di una foglia di quercia, realizzata sovrapponendo duecento foto poi modificate in post produzione, per far emergere una superficie, che assomiglia al suolo di un pianeta sperduto a milioni di anni luce da noi, ma più probabilmente è sopra la vostra testa, nel giardino di casa.
“Nikon Small World è stato creato per mostrare al mondo come l’arte e la scienza si uniscono al microscopio. Il primo classificato di quest’anno non potrebbe essere un esempio migliore di questa fusione”, ha detto Eric Flem, Communications Manager, Nikon Instruments.


Ecco alcune delle più belle foto del 2021.

Fotografia microscopica | Collater.al
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Le migliori foto al microscopio del 2021 secondo Nikon
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Le migliori foto al microscopio del 2021 secondo Nikon
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InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram

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Giulia Guido · 1 settimana fa · Photography

Ogni giorno, sul nostro profilo Instagram, vi chiediamo di condividere con noi le vostre immagini e fotografie più belle.
Per la raccolta InstHunt di questa settimana abbiamo selezionato le vostre 10 migliori proposte: @veber.photos, @alessandrascoppetta, @a.leszandra, @photoworldvlada, @foteinizaglara, @feebelli, @andreeacaas, @sonolucio, @francescaersilia1, @marcopiropirondini.

Tagga @collateral.photo per essere selezionato e pubblicato nel prossimo numero di InstHunt.

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