Le storie nelle fotografie di Cian Oba-Smith

Le storie nelle fotografie di Cian Oba-Smith

Claudia Fuggetti · 3 mesi fa · Photography

Cian Oba-Smith è un fotografo con sede a Londra che ha focalizzato la sua ricerca artistica sulla relazione tra i soggetti che ama immortalare e i loro luoghi d’appartenenza. Attraverso il suo stile sofisticato e mai artificiale, l’artista racconta le storie di coloro che vivono in comunità spesso dimenticate, come ad esempio i cavalieri afro-americani di Filadelfia e la comunità in rapido esaurimento di Tory Island.

Pur affermando di essere attratto da temi che lo riguardano personalmente, ha spesso scattato al di fuori del Regno Unito, in paesi lontani come la Cina, dove ha cercato di dare un risposta visuale a quelle che sono le problematiche sociali che connotano il mondo in cui viviamo.

“Penso che la difficoltà della cultura moderna sia che la fotografia viene diffusa e consumata a un ritmo così veloce che è difficile distinguere una storia reale da una costruita”.

Il dialogo con queste realtà è fondamentale per poter arrivare ad avere degli scatti di qualità, che vogliono sia essere belli da guardare, ma soprattutto interessanti da scoprire.

Dai un’occhiata al sito di Cian Oba-Smith qui.

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Justin Dingwall, la diversità è un valore

Justin Dingwall, la diversità è un valore

Claudia Fuggetti · 3 mesi fa · Photography

Il fotografo e artista visivo sudafricano Justin Dingwall costruisce immagini di forte impatto visivo, capaci di catturare immediatamente l’attenzione di chi le guarda. Attraverso forma e composizione ben studiate, tutte le immagini esplorano un’ampia gamma di temi importanti, dalla xenofobia in Sudafrica agli stereotipi obsoleti dell’albinismo.

Justin Dingwall si è sempre occupato delle minoranze e dei “diversi”, come nella sua serie Albus del 2016, nella quale mette in discussione la nostra comprensione della bellezza albina.

A Seat at the Table è il nome di un’altra sequenza di immagini che sfrutta oggetti di uso quotidiano in maniera creativa. Il modello della serie, Moostapha, è affetto da vitiligine, condizione che non viene nascosta, ma esaltata.

In Fly by Night l’artista si serve della favola del Brutto Anatroccolo per commentare la questione della xenofobia in Sud Africa. Dingwall traspone questa metafora nella sua serie fotografica, usando un vero e proprio cigno nero. Il suo immaginario diventa parte attiva nella trasposizione di tematiche complesse e vogliono indirizzare il pubblico nella giusta direzione, quale?

Quella che vede la diversità come un valore.

Non è un caso che l’artista abbia affermato più volte che il suo lavoro non riguarda la razza, la politica o la moda, ma la percezione e “ciò che soggettivamente percepiamo come bello”.

Justin Dingwall, la diversità è un valore | Collater.al
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West Coast, la California attraverso gli occhi di Sam Wright

West Coast, la California attraverso gli occhi di Sam Wright

Giulia Guido · 3 mesi fa · Photography

Ci sono aspetti e atmosfere che solo una macchina fotografica riesce a catturare. Attraverso il suo obiettivo, il fotografo inglese Sam Wright immortala i luoghi e le persone che vive e incontra durante i suoi viaggi. È il legame tra il dove e il chi che affascina il fotografo, che è in grado di coglierlo e restituirlo a chi guarda le sue fotografie. La serie intitolata West Coast è composta da una selezione di scatti che Sam Wright ha realizzato in California e il risultato è straordinario. 

Lo scenario che vediamo è ben lontano dalla California che immaginiamo, quella fatta da mega ville, macchine lussuose e surfisti. L’attenzione di Sam si focalizza su aspetti che possiamo definire più reali: le tavole calde, le piccole villette unifamiliari, il deserto e soprattutto le persone. 

Nella nostra gallery trovi una selezione delle fotografie di West Coast. 

West Coast Sam Wright | Collater.al
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West Coast, la California attraverso gli occhi di Sam Wright
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The Blue Moment, la città vista da Romain Jacquet-Lagrèze

The Blue Moment, la città vista da Romain Jacquet-Lagrèze

Claudia Fuggetti · 3 mesi fa · Photography

L’ora blu nella tradizione fotografica è quel momento particolare della giornata che riguarda il tramonto e, più nel dettaglio, gli ultimi istanti prima che il sole scompaia del tutto nel cielo. Il fotografo Romain Jacquet-Lagrèze sa bene di cosa stiamo parlando, dato che il suo progetto The Blue Moment è dedicato proprio all’ora blu.

La storia del progetto, come racconta l’artista stesso, è molto semplice:

“Un giorno in particolare stavo riprendendo la città al tramonto, la luce brillante ha spazzato via la maggior parte dei colori, si poteva sentire il calore attraverso le immagini. Ho deciso di rimanere un po’ di più a guardare il tramonto e l’illuminazione della città. Ho visto come per pochi minuti essa è stata avvolta in una foschia blu intenso. L’azzurro si proiettava ferocemente sugli edifici che poco prima sembravano incolori. Sono rimasto profondamente impressionato”.

Viviamo questo istante ogni giorno, eppure non riusciamo a vedere la magia che ci circonda, ecco perché Romain ha deciso di dedicare il suo progetto alla bellezza dell’ora blu che catapulta la città di Hong Kong in una dimensione quasi spirituale.

Attraverso una sapiente composizione dell’immagine, l’artista ha accentuato il potere estetico della particolare condizione luminosa, proponendo delle immagini che fondono l’elemento naturale con quello urbano in maniera quasi surreale ed onirica.

The Blue Moment rappresenta il perfetto equilibrio tra la forza visiva della città e l’innegabile potere della natura.

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Polar Night, il freddo e il buio dell’Alaska

Polar Night, il freddo e il buio dell’Alaska

Giulia Guido · 3 mesi fa · Photography

Si chiama Utqiaġvik, la città più settentrionale dell’Alaska – e quindi degli Stati Uniti -, e si trova 320 miglia a nord del Circolo Polare Artico. Qui, ogni anno per ben 65 giorni il sole non sorge mai, facendo piombare la terra, le case, le strade, le macchine sotto un freddo manto di neve, oltre che di buio. Questo fenomeno porta all’aumento del tasso di suicidi e di uso di sostanze stupefacenti e antidepressivi. 

Qui la solastalgia, quel sentimento di malessere legato ai cambiamenti repentini che avvengono nel luogo in cui si vive, è reale, è palpabile. 

Il fotografo Mark Mahaney è stato affascinato da questo luogo e questo periodo di buio perenne tanto da dedicargli un intero progetto fotografico: Polar Night

I suoi scatti sono un viaggio in un luogo che periodicamente viene congelato sotto metri di neve e con esso anche la vita si ferma, cambia, rallenta. 

Nella nostra gallery trovi una selezione degli scatti di Polar Night di Mark Mahaney. 

Polar Night di Mark Mahaney | Collater.al
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Polar Night, il freddo e il buio dell’Alaska
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