Art Il cinema abbandonato in mezzo al deserto del Sinai
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Il cinema abbandonato in mezzo al deserto del Sinai

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Collater.al Contributors

Nel cuore del deserto del Sinai, lontano da qualsiasi città e immerso in un paesaggio che sembra sospeso fuori dal tempo, esiste un luogo che sembra uscito da un sogno, o forse da un film mai proiettato. File di sedie rivolte verso il nulla, una struttura ormai corrosa dal vento, e tutto intorno solo sabbia, montagne e silenzio. Si tratta di End of The World Cinema e da quasi trent’anni nulla sembra cambiato in quella frazione di deserto.

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Alla fine degli anni ’90, un viaggiatore francese decise di trasformare quell’angolo remoto dell’Egitto in un’esperienza cinematografica radicale. Il progetto era tanto semplice quanto surreale: costruire un cinema all’aperto nel mezzo del deserto, dove lo schermo si sarebbe acceso sotto un cielo pieno di stelle, senza interferenze, senza città, senza distrazioni.

Per realizzarlo furono trasportate decine e decine di sedie, un grande schermo e un generatore elettrico. Nacque così una sala cinematografica improbabile, incastonata tra le montagne, pensata per offrire una visione completamente diversa del cinema, in cui la natura diventava parte integrante della proiezione. Poi arriva la notte inaugurale, ed è qui che il progetto si incrina.

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Secondo le versioni più diffuse, il generatore smise di funzionare proprio quando tutto era pronto. Altri racconti parlano di sabotaggi o ostacoli imprevisti. Qualunque sia la verità, il risultato è lo stesso: il film non partì mai. Il cinema venne abbandonato quasi subito.

Da allora, il deserto ha fatto il suo lavoro. Il vento ha consumato il legno, la sabbia ha invaso le file ordinate di sedie, e lo schermo è rimasto lì, immobile, rivolto verso un pubblico che non è mai arrivato. Oggi quello che resta non è solo una rovina, ma una specie di installazione involontaria. Un luogo sospeso tra utopia e fallimento, tra idea e realtà.

Un cinema senza film, senza spettatori, dove l’unica proiezione possibile è quella dell’immaginazione. E forse è proprio questo il punto: un progetto nato per mostrare immagini che è diventato esso stesso un’immagine.

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Scritto da Collater.al Contributors

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