Art Musica, performance e virtual reality: Digitalive torna a Roma
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Musica, performance e virtual reality: Digitalive torna a Roma

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Giulia Guido

Il confine tra reale e virtuale si assottiglia ogni giorno di più. Le nostre giornate le viviamo in casa, in ufficio, sui mezzi di trasporto, ma anche in luoghi digitali dove interagiamo con decine e decine di avatar. E se questo rapporto tra realtà e realtà digitale invadesse il campo dell’arte, della musica e del teatro?
È proprio ciò che succede a Digitalive, il festival dedicato alle culture digitali che ha inaugurato lo scorso 23 settembre e continuerà a offrire performance e spettacoli fino al 9 ottobre. 

Il Mattatoio e l’Auditorium di Roma e il sito del REF ospiteranno per tutta la durata del festival una serie di creazioni cross-over tra musica elettronica, performance, video e opere in Virtual Reality.  

A rompere il ghiaccio è stato “Così è (o mi pare) – Pirandello in VR” di e con Elio Germano, uno spettacolo che ha portato nella società di oggi il classico pirandelliano “Così è (se vi pare)”, ma soprattutto attraverso cuffie e visori indossati dal pubblico che si è improvvisamente ritrovato all’interno della scena. 

Il festival continuerà per le prossime settimane offrendo spettacoli dal vivo e online, live set e video installazioni. Tra i nomi presenti in programma troviamo Francesco Luzzana, Colin Benders, Marta De Pascalis, Not Waving, fuse*, Mara Oscar Cassiani, Umanesimo Artificiale e Coralie Vogelaar. Vi invitiamo di visitare il sito del REF per scoprire il programma nel dettaglio. 

A proposito di questa quarta edizione di Digitalive la curatrice Federica Patti ha dichiarato:“Digitalive prosegue nel suo percorso di esplorazione delle culture performative digitali, aprendo all’incontro con nuovi pubblici e accogliendo le infinite declinazioni della liveness multimediale. Questa quarta edizione è in versione X: X come cross, X come extended, è una edizione in cui il concetto di com-presenza si espande. DIGITALIVE continua a raccontare il presente e a coltivare il futuro, accompagnando lo spettatore alla scoperta delle “terre di mezzo”, degli spazi liminali, ibridi e fluidi, fra reale e virtuale”. 

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Scritto da Giulia Guido

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