No, non avete letto male. E sì, mi riferisco proprio a quel Jack Kerouac.
Kim Jones ha messo in connessione la sua personalissima ossessione per Jack Kerouac e la Beat Generation con la maison Dior per presentare la collezione Fall 2022 di Dior Men.
Andato in scena all’interno dell’Olympia Exhibition Centre di Londra – dove il giovanissimo curatore Sammy Jay ha allestito una mostra con i 63 volumi delle prime edizioni delle opere di Kerouac prese direttamente da casa Jones – città natale del direttore creativo di Dior, lo show e la collezione hanno raccontato il parallelismo temporale tra il padre del movimento beat e il designer che fondò la maison e la stessa casa di moda francese.
Subito dopo la seconda guerra mondiale e fino alla fine degli anni ’50, la voglia di rinascita, di emancipazione, di libertà e spensieratezza dominava le menti dei più giovani su entrambe le sponde dell’Atlantico. Questa scintilla diede il via a un cambiamento radicale nell’approccio e nella filosofia di vita di tantissimi ragazzi in tutto il mondo spingendoli a non omologarsi e a sovvertire qualsivoglia status-quo. La Beat Generation è esattamente questo: una ribellione giovanile che rifiuta le norme imposte, il materialismo e che desidera innovare lo stile. Vuole appropriarsi della rivoluzione attraverso il sesso, la musica, la letteratura, l’uso di droghe e molto altro inventando un nuovo linguaggio.
Partita dalla Columbia University di New York grazie a giovani scrittori come Allen Ginsberg, Lawrence Ferlinghetti e William S. Burroughs, fu lo starter di una ridefinizione di ogni tipo di priorità e per una ri-scoperta del mondo e delle regole che l’uomo si era dato.
Il nesso temporale grazie al quale Jones è riuscito a mettere insieme Kerouac e la maison Dior è l’anno di pubblicazione del più famoso romanzo dello scrittore statunitense, On The Road, scritto nel 1951 ma pubblicato nel 1957. Il 1957 fu anche l’anno in cui Christian Dior si spense al Grand Hotel & La Pace di Montecatini Terme dopo una partita di canasta con un gruppo di amici per un collasso, all’età di 52 anni. Il suo posto come direttore artistico della maison andò al 21enne Yves Saint Laurent che scioccò e scandalizzò il mondo della moda con le sue prime collezioni beatnik, che portarono in passerella e nel mondo dell’haute-couture quella controcultura giovanile e ribelle. In una di queste collezioni Saint Laurent presentò una giacca da motociclista di pelle di coccodrillo chiamandola “Chicago”, guarda caso proprio la meta di Kerouac nel suo viaggio On The Road.
Molto probabilmente fu proprio questa voglia di contemporaneità a contribuire al licenziamento di Yves Saint Laurent da parte di Dior soltanto 3 anni dopo.
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La passerella dello show della Fall 2022 di Dior Men era una copia gigantesca di On The Road, dove i modelli hanno sfilato esibendo giacche e cappotti di tweed, pantaloni anni ’50, ibridi tra trench e zaini, montoni da aviatore, maglioni melange e pantaloni di maglia infilati negli stivali.
Questa collezione rappresenta una ricerca, la voglia di una trasformazione necessaria della haute couture contemporanea che Jones sta portando avanti sin dal suo insediamento come direttore creativo di Dior Men. Una spinta indomabile, come quella che caratterizzava il movimento beat, che deriva dall’incessante voglia di creatività. La miscela di stili diversi che emergono dai look sono figura della fusione di più stili narrativi che fu emblema stilistico proprio della Beat Generation.
