First of the Roll, la bellezza casuale delle foto bruciate

First of the Roll, la bellezza casuale delle foto bruciate

Giulia Guido · 1 anno fa · Photography

Quelli della mia generazione forse se lo ricordano ancora, i più giovani molto probabilmente no, come si carica una macchina fotografica analogica, come maneggiare un rullino. Fare una foto era anche quello, erano tutti i gesti che precedevano il click. La regola d’oro era una, ovvero fare uno o due scatti a vuoto, scatti che non avremmo mai sviluppato, frammenti di realtà letteralmente bruciati, incompleti. 

Qualcuno però ha pensato di prendere tutti questi primi scatti “sbagliati” e raccoglierli nell’account Instagram First of the Roll, la cui bio cita giustamente “Account dedicated to the first frame of a 35mm roll.

First of the Roll, la bellezza casuale delle foto bruciate
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Inception of Desire, gli oggetti quotidiani diventano arte concettuale

Inception of Desire, gli oggetti quotidiani diventano arte concettuale

Giulia Guido · 1 anno fa · Photography

Un portafoglio, un computer, un cartone delle patatine del McDonald’s. Con la serie di foto intitolata Inception of Desire, la fotografa coreana Claire Lee ha preso degli oggetti di uso quotidiano e li ha fatti diventare dei pezzi d’arte. Giocando con sfondi dello stesso tono degli oggetti, con le luci e le ombre e, soprattutto, con le forme e le linee, Claire sembra essere riuscita a nobilitare cose di comune utilizzo, che tutti abbiamo. 

Non  la prima volta che la fotografa del 1993 lavora con questi soggetti, anche nella precedente serie Domestic Calculus aveva immortalato un libro, un pennello, un bicchiere, insomma niente di straordinario. 

La bravura e il talento di Claire è quello di vedere in qualcosa di accessibile a tutti degli aspetti nuovi, inediti e sorprendentemente belli e di riuscire a catturarli in uno scatto. 

Inception of Desire Claire Lee | Collater.al
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Inception of Desire, gli oggetti quotidiani diventano arte concettuale
Photography
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Romance, innamorarsi secondo Jean Pierrot

Romance, innamorarsi secondo Jean Pierrot

Claudia Fuggetti · 1 anno fa · Photography

Di cosa parla il libro fotografico d’esordio del fotografo sloveno Jean Pierrot? Romance, questo il titolo del progetto, rappresenta una riflessione visiva sul tema dell’innamoramento con una poetica estetizzante e nostalgica.

Le analogiche di Jean rappresentano sensuali ritratti e delicati primi piani che hanno il compito di “demistificare un processo intimo che tutti inconsapevolmente intraprendiamo almeno una volta“, ovvero l’essere innamorati. Nonostante il suo lavoro sia molto estetico, l’artista cerca in qualche modo di avvicinarsi a dare una spiegazione razionale a ciò che, semplicemente, non può essere del tutto suddiviso e sezionato in modo analitico.

È possibile acquistare qui la pubblicazione autoprodotta di Romance.

Romance, innamorarsi secondo Jean Pierrot | Collater.al
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It’s Called Ffasiwn, la creatività prende forma

It’s Called Ffasiwn, la creatività prende forma

Claudia Fuggetti · 1 anno fa · Photography

It’s Called Ffasiwn, è il nome gallese del progetto artistico della fotografa Clémentine Schneidermann e dell’art director Charlotte James, dei bambini delle valli del Sud del Galles, composto da ritratti di bambini originari del Sud del Galles.

I due artisti hanno organizzato dei laboratori creativi in centri giovanili dove ai partecipanti sono state insegnate le basi di fashion styling, design e sartoria, col fine di incoraggiarli a sperimentare con capi acquistati in negozi di beneficenza.

Così è nato il progetto fotografico, che è caratterizzato da un’accurata composizione, resa armoniosa da colori, abbinamenti e precisione.

“The photographs show that while the Valleys wear the marks of time, they’re no match for the elixir and hope of a new generation: the project is a celebration of this”.

It’s Called Ffasiwn’ sarà in mostra fino al 25 maggio 2019, presso la Martin Parr Foundation, Bristol.

It’s Called Ffasiwn, la creatività prende forma
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Noémi Ottilia Szabo: imperfezione è unicità

Noémi Ottilia Szabo: imperfezione è unicità

Claudia Fuggetti · 1 anno fa · Photography

Noémi Ottilia Szabo è una fotografa di moda svizzera che ha pubblicato i suoi lavori su diverse riviste del settore tra cui Vogue Portugal, Cake Magazine, L’Officiel Ukraine ed altre.

In più di un’occasione la fotografa ha affermato ciò che per lei è importate:

“Perfection is ugly – I want to see scars, failure, disorder, distortion. My main source of inspiration is my model, the light, the location I’m shooting in. It’s different on every shoot”.

Ogni progetto assume una veste differente, a seconda della situazione e del contesto nel quale è stato ambientato, ma l’elemento in comune in tutte le sue immagini è quello di ricreare un’atmosfera soft, che sfiora i soggetti con la luce.

Dai un’occhiata al profilo Instagram dell’artista, che trovi qui.

Noémi Ottilia Szabo: imperfezione è unicità | Collater.al
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