Era il 2016 quando il Cubo di Pirelli Hangar Bicocca accolse il murales del duo brasiliano OSGEMEOS, una coppia di street artist formata dai fratelli gemelli Otavio e Gustavo Pandolfo. L’opera del duo doveva essere la prima del programma Outside the Cube, una serie di interventi site specific commissionati a street artist internazionali con l’intenzione di cambiare ogni due anni. L’opera Efêmero – raffigurante un maxi vagone della metropolitana – è rimasto però visibile fino allo scorso febbraio diventando quasi un simbolo dello spazio. Per questo oggi, che vediamo il Cubo con una nuova veste, ci troviamo a guardare le vecchie foto con un po’ di nostalgia. Ma in fondo è proprio di questo che parla il nuovo murales di eL Seed, presentato alla stampa oggi 2 luglio. Il significato di appartenenza, di immigrazione e i sentimenti legati all’emigrazione dal proprio Paese e andare in un altro creando nuove connessioni, sono tutti i concetti che eL Seed affronta nella nuova gigantesca opera milanese Waves Only Exist Because the Wind Blows.
eL Seed – Waves Only Exist Because the Wind Blows, 2024 | Courtesy l’artista e Pirelli HangarBicocca, Milano, 2024
Foto Lorenzo Palmieri
Il titolo dell’opera – letteralmente Le onde esistono solo perché il vento soffia – anticipa quello che l’opera vuole interpretare, parlando delle memorie collettive di ognuno di noi e degli strati della nostra identità. Rappresentativa è la frase di Cesare Pavese, «Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via», che colpisce eL Seed per essere la sintesi del suo stesso concetto:
«Dove si trova la casa? È un luogo o un sentimento? Come esseri umani, tutti noi vogliamo appartenere a un luogo, a un gruppo. La sensazione di sentirsi a casa si intreccia con il sentimento di appartenenza. Il senso psicologico di attaccamento alla casa è così complesso e profondo che va oltre gli aspetti fisici di un luogo. Si tratta di una profonda connessione emotiva e di un senso di radicamento. Come esseri umani, tutti desideriamo un senso di appartenenza. Milano è un centro internazionale che da sempre è impegnato ad accogliere persone di ogni provenienza, a celebrare la loro diversità e a preservare il loro senso di radicamento e identità».


Quello che l’opera di eL Seed presenta sulla facciata sono onde colorate di calligrafia araba su un fondo color sabbia. Sotto questi colori, eL Seed ha nascosto i nomi di persone a lui care e di chi ha richiesto di essere incluso, restituendo così l’opera alla comunità. Curato da Cedar Lewisohn, il progetto esplora temi globali attuali e interagisce con l’architettura storica del luogo. In generale, tutte le opere di eL Seed, esposte in tutto il mondo, utilizzano colori, simboli e calligrafia per trasmettere messaggi di unità. Se rimaniamo in territorio milanese, le sue opere sono visibili anche alla Galleria Patricia Armocida di Milano fino al 26 luglio.