Art Anthropoceano, il murale anti-smog a Lambrate
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Anthropoceano, il murale anti-smog a Lambrate

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Anthropoceano | Collater.al 4

Da pochi giorni a Milano – in zona Lambrate – è comparso Anthropoceano, un murales sulla facciata di un edificio di via Viotti, davanti alla stazione dei treni, realizzato da Iena Cruz, uno street artist milanese. Questo è a tema marino e unisce arte e sostenibilità per sensibilizzare su una delle emergenze ambientali più attuali: l’inquinamento dei mari causato dalla plastica. Il concetto è quello di realizzare un’opera che abbia come obiettivo principale far riflettere le persone sulle “cicatrici” lasciate dall’uomo sui fondali e sulla superficie dell’oceano.

La particolarità di questo lavoro è la tecnica con cui è stato creato in quanto l’artista ha deciso di realizzare un murale anti-smog. Ciò è stato reso possibile grazie all’utilizzo di una pittura speciale, chiamata Airlite, che riduce dell’88% la presenza di biossido di azoto nell’aria, una tecnologia innovativa in grado di eliminare gli agenti inquinanti tramite la luce naturale e artificiale. La pittura ha il compito di assorbire l’inquinamento della città in maniera artistica. Questo ha reso la parete dell’edificio una sorta di depuratore naturale la cui efficacia è pari all’azione di circa 330 metri quadrati ricoperti da alberi ad alto fusto.

La realizzazione di questo murale fa parte del progetto No Plastic More Fun ideato e portato avanti da Worldrise, una onlus che sponsorizza soluzioni sostenibili per i grandi centri urbani, con il sostegno della Ocean Family Foundation e la collaborazione di North Sails. Quest’ultima già da tempo si è attivata a fronteggiare il problema della plastica monouso creando un network di locali che hanno deciso di non servire qualsiasi tipo di prodotto in plastica monouso.

Al centro di Anthropoceano vi è una piattaforma petrolifera, la cui ciminiera ricalca il profilo di un contenitore di plastica che intrappola l’ecosistema marino.
In un periodo come questo, dove la lotta ambientale è più viva che mai, l’opera vuole ripercorrere in maniera creativa il percorso che la plastica compie: dalla sua origine, il petrolio, fino all’impatto ambientale che ne deriva. Allo stesso tempo, raffigurando alcuni delle specie marine più minacciate, il murale invita le persone a riflettere su tutte le problematiche legate allo sfruttamento delle risorse naturali quali la sovrappesca e il bracconaggio di cui sono vittime gli squali e le balene.

Anthropoceano | Collater.al 6
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Anthropoceano | Collater.al 5

Testo di Anna Cardaci

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Scritto da Collater.al Contributors

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