Qual è il futuro del design? L’esempio IKEA Circular Exhibition

Qual è il futuro del design? L’esempio IKEA Circular Exhibition

Tommaso Berra · 8 mesi fa · Design

IKEA da anni non si impegna solamente a mettere, nelle confezioni dei mobili, facili istruzioni illustrate, spiegate dal disegno di un personaggio sempre sorridente. Con Circular Hub, IKEA realizza mobili e oggetti per la casa recuperando prodotti di seconda mano, provenienti dalle esposizioni, inutilizzabili o invendibili come nuovi. La scelta sostenibile del brand svedese in questi giorni incontra a Milano lo studio Parasite 2.0, insieme al quale è nata una mostra allestita fino al 17 dicembre al BASE.
Nove designer hanno realizzato, partendo da pezzi di oggetti IKEA, 26 opere d’arte, assemblaggi di pezzi nei quali sono riconoscibili alcuni dettagli famosi di lampade e sedie per esempio, stravolte di senso e funzione. La nota funzionalità dei prodotti IKEA viene stravolta lasciando spazio a una visione artistica che ha anche un fine più pratico. Tutte le opere in mostra infatti saranno battute in occasione di un’asta benefica (alla quale accedere qui), il cui ricavato è destinato a Legambiente.

Circular Exhibition riflette un pensiero necessario e contemporaneo riguardo al ruolo del design in un’epoca di estrema ripetitività e consumo. Quello promosso da IKEA è un progetto di economia e design circolare in cui il ciclo della vita dei mobili non termina nel momento in cui i prodotti vengono montati e posizionati in salotto.
La casa è intesa nel pensiero alla base della mostra solo come un passaggio, non come la destinazione finale. Ogni componente può diventare altro, slegandosi dalla sua funzione di oggetto con un’utilità pratica, per trasformarsi in opera d’arte, scenografia e astrazione.
Da molti anni i designer si sono interrogati sul ruolo dei materiali e sulla possibilità di riciclare il più possibile allungando la vita degli oggetti, puntando alla trasformazione estrema e al deterioramento totale dei materiali. L’utilizzo di materiali naturali ha fatto nascere progetti molto interessanti e in linea con un’idea di sostenibilità necessaria per proteggere l’ambiente. IKEA ha scelto di affrontare la questione senza snaturare il design inteso come progettazione delle forme in senso stretto, riposizionando piuttosto gli oggetti all’interno di una sfera diversa, rinunciando al grande obiettivo iniziale della funzionalità.

Forse è un limite pensare alla sostenibilità del design solo in relazione al mercato di seconda mano o alle fiere di antiquariato. L’evoluzione del pensiero potrebbe continuare sulla strada percorsa da IKEA, lungo la quale il cambiamento è anche nel ruolo dei prodotti, nella visione globale di quello che possono essere anche quando smettono di essere utili, o semplicemente belli per il modo in cui sono stati progettati.


Photo credits: Francesco Stelitano

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InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram

InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram

Tommaso Berra · 1 settimana fa · Photography

Ogni giorno, sul nostro profilo Instagram, vi chiediamo di condividere con noi le vostre immagini e fotografie più belle.
Per la raccolta InstHunt di questa settimana abbiamo selezionato le vostre 10 migliori proposte: @effyrose__, @niinque, @saraperacchia, @jus._._._, @nuovi_obiettivi_, @serenabiaginiph, @nellys.ph, @matti_b9, @franscescaersilia1, @kevin.ponzuoli.

Tagga @collateral.photo per essere selezionato e pubblicato nel prossimo numero di InstHunt.

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10 foto per scoprire Fiumefreddo Photo Festival

10 foto per scoprire Fiumefreddo Photo Festival

Tommaso Berra · 1 settimana fa · Photography

Negli scorsi giorni ha inaugurato nel suggestivo borgo del basso Tirreno cosentino di Fiumefreddo Bruzio il Fiumefreddo Photo Festival. L’evento dedicato alla fotografia contemporanea è alla sua prima edizione e ospita artisti italiani e internazionali, oltre ad una sezione dedicata ai fotografi emergenti.
Fino al 10 settembre l’evento ospiterà gli scatti degli artisti, insieme a eventi, talk e workshop che approfondiranno il tema dell’edizione, intitolata “MIDWAY: between past and future”.
L’obiettivo dei progetti è quello di descrivere il tempo che ci appartiene ma anche di suscitare perplessità e innescare dubbi, approfondendo il tema della salvaguardia ambientale e climatica e alle ricadute culturali, politiche e sociali che questa innesca.

Fiumefreddo | Collater.al

Tra i nomi protagonisti del festival ci sono Misha Vallejo Prut, con il suo racconto della comunità indigena Kichwa di Sarayaku (in Ecuador), Marco Zorzanello e le sue immagini di come il settore del turismo stia reagendo agli effetti del cambiamento climatico e Gabriele Cecconi, in mostra con un’indagine fotografica sul micro-cosmo del Kuwait. Tra gli altri poi anche Giacomo d’Orlando e le sue serre subacquee, Fabian Albertini e Alex Urso.
La vincitrice della call dedicata ai fotografi emergenti è Bianca Maldini, che al festival presenterà “Una volta qualcuno mi disse”, progetto espositivo che nasce da una ricerca personale sull’incredibile, sull’irrazionale.
Dai uno sguardo a 10 delle migliori fotografie in mostra a Fiumefreddo Photo Festival, una terrazza sul mondo che si apre nel cuore del Mezzogiorno d’Italia.

Fiumefreddo | Collater.al
Alexandre Silberman
Fiumefreddo | Collater.al
Maria Giulia Trombini
Fiumefreddo | Collater.al
Gabriele Cecconi
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Giacomo D’Orlando
Fiumefreddo | Collater.al
Misha Vallejo
Fiumefreddo | Collater.al
Bianca Maldini
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Marco Zorzanello
Fiumefreddo | Collater.al
Francesca Corriga
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Alex Urso
Fiumefreddo | Collater.al
Fabian Albertini
10 foto per scoprire Fiumefreddo Photo Festival
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Esistono due diverse Hong Kong negli scatti di Cody Ellingham

Esistono due diverse Hong Kong negli scatti di Cody Ellingham

Tommaso Berra · 2 settimane fa · Photography

Il fotografo neozelandese Cody Ellingham crede che esistano due versioni di Hong Kong: una reale che esiste con i suoi grattacieli monumentali e una che ricordiamo con affetto nei nostri ricordi. 
La serie “Fantasy city by the harbour” – dalla quale è nato anche un libro fotografico – nasce proprio dal tentativo di provare a capire come di possa tornare all’ “altra” Hong Kong, di cui rimangono solo i sogni e le atmosfere dense di neon e persone che freneticamente percorrono le strade della città asiatica.

Gli scatti mostrano principalmente l’architettura della città, studiata attraverso i momenti di calma della metropoli. Infatti non compaiono mai le persone, una sfida se si pensa che Hong Kong è una delle aree più densamente popolate del pianeta con i suoi 7 milioni di abitanti.
Nelle strade quindi rimane sono il silenzio, interrotto dal ronzio dei neon, che Cody Ellingham utilizza per accentuale l’effetto estetico degli scorci, come fossero scenografie di un film futuristico ambientato in una città iper tecnologica tra androidi e macchine volanti.
Il fotografo ha avuto modo di studiare la città durante i suoi frequenti viaggi, scegliendo i momenti di calma per rendere ancora più vivida e reale quella Hong Kong che persisteva nei suoi ricordi ma che era difficile ritrovare nella vita di tutti i giorni. La nebbia favorisce il clima di sospensione generale delle scene, i grandi billboard sembrano tv lasciate accese dopo essersi addormentati sul divano mentre le luci dei grattaceli smentiscono il tutto: la città non sta dormendo.

Cody Ellingham | Collater.al
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Il viaggio di Daniele Frediani tra i popoli nomadi del Kirghizistan

Il viaggio di Daniele Frediani tra i popoli nomadi del Kirghizistan

Tommaso Berra · 2 settimane fa · Photography

È possibile per l’uomo urbano abbandonare ogni stimolo e servizio della città per ricongiungersi con un’idea di pragmatismo brutale dettata dalla natura? Il fotografo Daniele Frediani ha intrapreso un viaggio in Asia, in alcuni dei territori nei quali la verità del tempo e dello spazio sovrastano apparenze, consumo e debolezze della nostra società.

Frediani in Kirghizistan ha forse visto cosa accadrebbe se fossimo costretti a tornare a vivere come secoli e secoli fa, dipendenti dal ciclo della natura e da quello animale. Gli scatti della sua serie fotografica mostrano i nomadi Kirghizi mentre vivono eliminando ogni cosa superflua, diminuendo il margine di errore, di dubbio su cosa sia giusto o sbagliato. Quello che i protagonisti di queste foto hanno a disposizione è solo ciò che i loro animali hanno da offrire, mentre tutt’intorno ci sono solo grandi praterie ancora fredde nella zona del lago Song Kol.
Vivere con loro è un’esperienza che ti porta in un altro mondo, un mondo senza tempo e spazio: prima di internet e dei social media, prima della tecnologia e dell’elettricità” ha dichiarato Daniele Frediani.

Daniele Frediani | Collater.al
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