Jazz:Re:Found 2019 – Monferrato: Festival panteista

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25 Giugno 2019

Siamo stati al Jazz:Re:Found 2019, il Festival apripista in materia di esplorazione dei nuovi linguaggi jazz e black music.

L’edizione di Jazz:Re:Found Festival 2019 evolve i fasti indoor che ne hanno consacrato, a Torino, il ruolo di apripista in materia di esplorazione dei nuovi linguaggi jazz e black music, catapultandoci en plein air in pieno Monferrato (Cella Monte) – patrimonio UNESCO. 

Il Festival – scolpito in una venue di inattaccabile splendore – diventa dunque un bocciolo intenso di suoni, emozioni, rimandi, esperienze collaterali (workshop, food/wine tasting, yoga, cinema, rafting) che travalicano persino la didascalica definizione di Festival. 

Sui 6 stage, lungo 4 giorni, un susseguirsi di più di 80 artisti: alieni (Yussef Dayes!), mostri sacri (immortale Tullio De Piscopo) e innumerevoli astri nascenti (che bravo Ibakuu con il suo afro-futurismo). 
Menzione d’onore a quei volponi degli I hate my village che, rei di aver cucito out of the blue una delle proposte italiane più interessanti dell’anno, condensano live tutta la loro dionisiaca verve incendiando il main stage, sabato, all’ora di punta. 
Arguta anche la strizzata d’occhio a un certo tipo di hip hop made in Italy che, attraverso gli ambasciatori Colle Der Fomento e Kaos, risponde Presente a tutti i nostalgici cultori della doppia H ante litteram. 

Notevoli le performance di DJing nell’incantata collinetta di San Quirico (Gilles Peterson B2B Lefto, chapeau). 
Una gemma il Secret Garden dove, con estrema disinvoltura, capitava di sorseggiare birra in assoluta allegria con i protagonisti della lineup e il sapiente sottofondo musicale a cura di Salgari Records. 

Jazz:Re:Found Festival 2019 – Monferrato scalza dunque il vuoto glamour come raison d’être focalizzandosi, con cuore e cervello, sul contenuto e sul legame materno tra musica, origini, cultura e territorio.
Ingredienti capaci di ispirare e far fiorire un Festival maturo e – mediante un processo collettivo di condivisione gioiosa e consapevole –  di sedare con maestria la FOMO da Festival a favore di un volteggiare sapiente tra spruzzi di jazz, natura e benessere.

Testo: Marco Gardenale
Ph: Lorena Florio

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