Ha inaugurato alla Triennale di Milano MARTELLATE, la nuova mostra di Marcello Maloberti, la più instagrammabile tra quelle da visitare nelle prossime settimane.
Le opere dell’artista italiano sono autoritratti realizzati attraverso la scrittura, pensieri gettati su epigrafi bianche, in cui si sovrappongono registri colloquiali e poetici, tone of voice differenti, per riprendere un termine utilizzato nella comunicazione online da cui Maloberti prende ispirazione. Il progetto presentato in questi giorni è l’immagine accurata della contaminazione sempre più frequente tra i linguaggi, che porta quelli più colloquiali e social ad elevarsi a poesia, in quanto strumenti diretti per descrivere sentimenti quotidiani.
La scrittura calligrafica degli artwork esposti in MARTELLATE è imprecisa, con lettere differenti e altre che riflettono l’unicità del gesto, come la T che diventa una croce e vero tratto distintivo dei testi.
L’esperienza della mostra è arricchita da un sonoro che diffonde la voce di Lydia Mancinelli, compagna di vita di Carmelo Bene, incisa sul vinile LYDIA MANCINELLI LEGGE MARCELLO MALOBERTI. MARTELLATE SCRITTI FIGHI 1990 – 2020.
La messa in scena creata dall’artista diventa così uno spettacolo teatrale, fatto di giochi di parole e spunti filosofici. Tutto è inserito perfettamente in un tempo in cui le parole devono arrivare in modo diretto, percepite con gli occhi prima che elaborate per il loro significato. I giochi di parole confondono una prima lettura, la familiarità di alcune frasi rimanda a concetti noti, salvo poi essere disattesa provocando un urto.
La mostra rimarrà visitabile fino al 25 aprile 2022, l’ingresso è libero, info e orari sono sul sito di Triennale.








