Art Mattia Ozzy B. risponde al sovraconsumo con l’arte
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Mattia Ozzy B. risponde al sovraconsumo con l’arte

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Giorgia Massari

«Le opere di Mattia Ozzy B. fanno riferimento ad un immaginario fatto di cemento, asfalto, buio e realtà dei fatti». Con queste parole Leo De Luca, founder della LAMB Gallery di Mestre, introduce il giovane artista Mattia Ozzy B. Abbiamo conosciuto entrambi alla fiera torinese The Others, attratti dal loro booth al quanto singolare. Il pavimento era completamente ricoperto da un copertone industriale macchiato di pittura e le installazioni, dall’impronta street e ready-made, fluttuavano nell’aria. Abbiamo approfondito il lavoro di Mattia e oggi vogliamo farvi scoprire qualcosa in più su questo giovane artista e sul suo linguaggio che guarda al post-vandalismo e all’arte involontaria.

Mattia Ozzy B., classe 1998, nasce e cresce a Rozzano, nella provincia milanese e si forma all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove si laurea in Arti Visive. Osservando le sue opere è evidente la sua forte influenza street, in particolare è attratto dal writing e più in generale dall’immaginario urban. Le sue installazioni fondono la pittura astratta e la pratica del ready-made con un linguaggio industriale. La sua pratica parte dalla strada, più precisamente da quelli che possiamo definire “luoghi transitori”. Dai cantieri e da zone periferiche, Mattia Ozzy B. recupera oggetti scartati e dimenticati, che poi assembla in installazioni intrise di un animismo condizionato. Secondo l’artista, l’insieme degli oggetti che recupera rappresenta memorie da ripristinare, da curare e da preservare, in risposta alla sovrapproduzione e al sovraconsumo. Di conseguenza, l’artista crea sculture e installazioni con l’intenzione di dare una nuova vita a oggetti destinati alla deriva. Il suo è un modo per rendere permanente ciò che sembra perduto, mantenendo l’originaria precarietà ed instabilità insita negli oggetti.

«L’obiettivo di Mattia Ozzy B. risiede nell’utilizzare una serie di gesti e relazioni per raggiungere la luce», ci spiega Leo De Luca, che con LAMB sostiene l’attività di Mattia e lo promuove attraverso mostre personali e fiere d’arte. Lo spazio di De Luca, figlio di Marina Bastianello, è sostenuto proprio dalla galleria omonima della madre e, proprio grazie a lei entra in contatto con Mattia. Più precisamente fu Ruben Montini, artista esposto dalla Bastianello, a presentare Leo De Luca a Mattia Ozzy B., che da qualche tempo accompagna Montini nei suoi vari progetti come assistente e “braccio destro”. Il binomio LAMB – Mattia Ozzy B. sembra essere vincente. Accomunati dalla voglia di sperimentare, l’obiettivo di LAMB è proprio quello di creare uno spazio fluido e libero da vincoli, un luogo di confronto diretto con gli artisti sperimentando anche con nuove forme di collezionismo, più democratiche e accessibili. A questo punto, non ci resta che vedere cosa riserverà il futuro a questi due giovani di talento.

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Courtesy Mattia Ozzy B. and LAMB
Ph credits Nicola Morittu

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Scritto da Giorgia Massari
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