Novembre 2019 secondo Blade Runner

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4 Novembre 2019

Amanti di Blade Runner, benvenuti nel futuro! Come si era immaginato il 2019 Ridley Scott e come invece è nella realtà.

Los Angeles
Novembre, 2019

Potrebbe essere l’inizio dell’ennesimo articolo di cronaca sugli incessanti incendi in California e invece è l’incipit di uno dei film cult degli ultimi quarant’anni. 

È il 1982 quando Ridley Scott presenta al mondo il suo terzo film, Blade Runner. Il CD è nato da poco e il World Wide Web è un sogno ancora irraggiungibile, ma il regista inglese decide di trasformare in sceneggiatura il romanzo di Philip K. Dick Do Androids Dream of Electric Sheep? e, quindi, di dare una forma al futuro. 

Oggi, trentasette anni dopo siamo arrivati a quel famoso novembre 2019. La situazione non è proprio uguale al mondo abitato da umani e replicanti, ma forse non siamo nemmeno troppo lontani. 

Il film si apre con una veduta aera di una Los Angeles dove i vecchi edifici hanno fatto posto a grattacieli senza fine dai quali escono fumi e fiamme. L’intera città è infatti ricoperta da una coltre di smog e nebbia che oltre a provocare una pioggia incessante, rappresenta una vera e propria barriera impenetrabile per i raggi solari. Questa situazione ambientale ha reso il Pianeta invivibile sia agli uomini, molti dei quali migrati verso le colonie extramondo, sia alle specie vegetali, completamente perdute, che a quelle animali, sostituite con copie artificiali. 

Come in ogni società che si rispetti, i superstiti sono comunque divisi in base alla ricchezza che ha creato un divario incolmabile tra le classi povere, relegate nella parte bassa della città, e le classi più agiate alle quali spettano ancora i piani più alti ed elevati. 

Lo scenario sembra una foresta tecnologica dove le uniche fonti di luce sono artificiali: i neon dei cartelloni pubblicitari, le luci provenienti dalle finestre e i fari delle automobili. 

A proposito, se sulla situazione climatica Ridley Scott e gli sceneggiatori Hampton Fancher e David Webb Peoples non sono andati poi così lontani – contando che i livelli di inquinamento di grandi città come Il Cairo, Pechino, New Delhi e Hong Kong, spesso provocano dense nebbie che offuscano le strade e la suddivisione delle ricchezze è tutt’altro che equa – sull’argomento motori hanno visto un po’ lungo. Certo, noi oggi disponiamo di treni ad alta velocità e aerei che hanno accorciato di molto le distanze, ma le macchine volanti che fanno zig-zag tra i piani più alti dei palazzi sono ancora un’utopia.

blade runner | Collater.al
blade runner | Collater.al

In tutto questo marasma apocalittico non può passare inosservato il fatto che la Los Angeles di Ridley Scott pulluli di polizia in tutti gli angoli, situazione sempre più simile a quella dei centri delle nostre città. 

Blade Runner è uno di quei film che è riuscito a superare la prova del tempo, spiccando nell’immenso panorama dei film di fantascienza. Il futuro messo in scena da Ridley Scott di sicuro e per fortuna non ricalca il nostro, ma può essere un eccellente spunto di riflessione sul presente che stiamo vivendo.

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