Photography Rankin ha fotografato la fine del mondo
Photographyphotography

Rankin ha fotografato la fine del mondo

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Tommaso Berra
Rankin | Collater.al

Per un fotografo abituato a guardare le persone intorno a se per trovare il soggetto giusto per i propri scatti, ritrovarsi chiuso in casa durante lo scorso lockdown non è stato facile nemmeno sul piano lavorativo. Dopo trent’anni di carriera Rankin si è trovato nel proprio studio, alla ricerca di una metafora visiva che rappresentasse il suo stato interiore.
Serviva un’immagine d’impatto, di qualcosa di delicato che stava per essere distrutto senza speranze, ma che in qualche modo rappresentasse un mondo, il cosmo in un singolo elemento: un dente di leone.
Da questa esperienza è nata la serie contenuta nel libro uscito da poco An Exploding World, progetto a colori di 68 pagine e complementare a quello del 2021 intitolato Embrace.

I denti di leone sono fiori puri, che fanno parte dei ricordi e dei giochi d’infanzia di molti. Rankin vede questa purezza anche nei suoi scatti, al pari di quelli più espressivi a persone in carne e ossa. I fiori in questa serie prendono fuoco, la natura morta non è ancora distrutta e l’impressione è quella di vedere un’esplosione galattica, un disastro nucleare in miniatura, contenuto ma non per questo meno spaventoso.
Rankin porta in An Exploding World l’estetica della distruzione e dell’irreversibilità, la natura che incide sull’ordine dei sentimenti esattamente come è successo negli ultimi due anni a causa della pandemia.
Uno degli obiettivi del fotografo britannico era quello di rendere le fotografie tangibili e materiche, la collaborazione con Fedrigoni ha permesso di trovare le sensazione fisiche che trasmettessero ancora meglio il calore e la delicatezza dei soggetti.

Rankin | Collater.al
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Scritto da Tommaso Berra
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