Scarlett Poppy cattura i sogni non convenzionali

Scarlett Poppy cattura i sogni non convenzionali

Collater.al Contributors · 2 settimane fa · Photography

Nella vivace città costiera di Brighton, Regno Unito, risiede la giovane fotografa Scarlett Poppy. Modella ed artista, Scarlett sta facendo parlare di sé con le sue creazioni oniriche che trasportano gli spettatori in dimensioni eteree. Tra autoscatti e Polaroid, il lavoro di Scarlett Poppy trae ispirazione da fonti non convenzionali, come film e arte che sfidano le norme sociali e invitano gli spettatori a uscire dalla loro zona di comfort.

Il percorso di Scarlett Poppy nel mondo della fotografia è iniziato all’età di soli 16 anni, e nel corso degli anni il suo lavoro si è evoluto in uno stile unico nel suo genere, riflesso delle molteplici identità che lei stessa ritrae attraverso i suoi autoritratti. Scarlett si nutre di un approccio anticonformista ai media e al cuore delle sue creazioni si trovano scenari eterei che spesso presentano la forma femminile, con Scarlett stessa come soggetto. All’interno delle sue immagini emergono varie forme di femminilità, con abbigliamento e corpo umano che giocano ruoli fondamentali nell’accentuare le narrazioni visive che lei crea.

Un aspetto interessante della fotografia di Scarlett è la sua missione di ridefinire la rappresentazione del corpo nudo. In un mondo in cui la sessualizzazione è pervasiva, lei affronta audacemente queste norme, spingendo costantemente i confini di ciò che l’arte può ottenere. La qualità delicata e sensuale delle sue immagini cerca di suscitare emozioni profondamente personali in ogni spettatore, invitandoli a connettersi con le profonde storie che le sue fotografie raccontano.

Scarlett Poppy, all’età di 22 anni, ha già scavato un’ampia nicchia nel mondo della fotografia. La sua attenzione principale alla fotografia Polaroid e al film, insieme alla sua padronanza della camera oscura, la rendono un’artista vera e propria. Lei si delizia nella libertà creativa che le offre l’autoritratto, permettendo all’intuizione di guidarla in viaggi fotografici che esplorano la sensualità e l’emozione.

Scarlett Poppy sarà parte della mostra Collater.al Photography alla Fondazione Matalon di Milano dal 22 al 24 settembre 2023.

Courtesy Scarlett Poppy

Scarlett Poppy cattura i sogni non convenzionali
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La dimensione acquatica di Mira Nedyalkova

La dimensione acquatica di Mira Nedyalkova

Collater.al Contributors · 2 settimane fa · Photography

Il percorso artistico di Mira Nedyalkova è affascinante e anticonvenzionale. Ha iniziato a interessarsi al mondo dell’arte con il disegno e ha persino esplorato il mondo del modellismo. Tuttavia, nel 2007, ha scoperto la fotografia come mezzo di espressione personale, e questa scoperta ha segnato una svolta nella sua creatività. Per Nedyalkova, la fotografia è diventata molto più che un mezzo per catturare momenti attraverso un obiettivo; è diventata un canale per esprimere i suoi pensieri ed emozioni più profondi.

Mira Nedyalkova

Le sue fotografie non sono solo fotografie; sono profonde riflessioni del suo intimo mondo interiore. Si addentra nei territori del dolore, della bellezza e dell’erotismo, utilizzando questi elementi come modo per comunicare le sue esperienze e prospettive personali sulla vita. Infine, ciò che distingue il lavoro di Mira Nedyalkova è la sua capacità di ritrarre l’acqua attraverso una qualità altamente erotica. Per la fotografa l’acqua è un simbolo di dualità, rappresenta opposti che coesistono nelle nostre vite. L’acqua può soddisfare la nostra sete e salvarci, così come può rappresentare un rischio e minacciare di distruggerci.

Sono questi due aspetti che rendono l’acqua un elemento altamente erotico per Nedyalkova. Il desiderio di vita, amore e l’eterna lotta per superare il dolore, la tristezza e la solitudine. L’acqua viene utilizzata come metafora per queste complessità emotive, creando immagini che sono tanto belle quanto oscure. Il suo lavoro ci ricorda che l’erotismo non si limita alla fisicità; può essere trovato nelle profondità delle nostre emozioni e nella turbolenza dei nostri mondi interiori.

Ph. courtesy Mira Nedyalkova

La dimensione acquatica di Mira Nedyalkova
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La fotografia sensuale e vulnerabile di Alexandra Mavrofridi

La fotografia sensuale e vulnerabile di Alexandra Mavrofridi

Collater.al Contributors · 2 settimane fa · Photography

Nella sua dichiarazione d’artista, Alexandra Mavrofridi sottolinea la sua attitudine nel comunicare la forza delle emozioni piuttosto che il tentativo di descriverli in modo inadeguato con le parole. La fotografa si confronta con la tendenza della società a etichettare e criticare le donne in base alle loro scelte, al loro aspetto e al loro comportamento. Di fronte a questa violenza verbale, ha trovato rifugio e forza attraverso l’obiettivo della sua macchina fotografica. La fotografia di Mavrofridi diventa un rifugio dove può abbracciare la sua sensualità e vulnerabilità senza paura di essere giudicata. All’interno di questo spazio creativo, si confronta con la violenza che la società spesso nasconde sotto le sue aspettative. Il suo lavoro diventa una testimonianza della sua resilienza, una narrazione visiva del suo viaggio per abbattere le barriere tra il suo io innocente e la donna seducente che è in lei.

Ogni autoritratto che scatta è uno sguardo al suo mondo interiore, un luogo sicuro dove fragilità e forza coesistono armoniosamente. Attraverso il suo obiettivo, la fotografa intraprende un viaggio nostalgico, una reminiscenza della realtà che ha iniziato a plasmare quando si è avventurata per la prima volta nella fotografia. È un viaggio svincolato dalla direzione, ma dalle emozioni profonde e dalle storie che vuole trasmettere. L’avventura fotografica di Mavrofridi è guidata dall’intuizione, che la porta a esplorare vari mezzi. Il suo obiettivo è creare un corpo di lavoro proteiforme, un’opera d’arte in crescita che dipinge un universo vivido popolato da forme nude, ombre enigmatiche e ibridi umani. In questo modo, sfida gli stereotipi e i preconcetti, usando la sua arte per provocare la contemplazione piuttosto che il giudizio.

In un’epoca in cui le parole possono talvolta essere deboli nell’esprimere la profondità delle emozioni, la fotografia di Alexandra Mavrofridi è una testimonianza del potere della narrazione visiva. Le permette di confrontarsi con le norme sociali e di rivelare la vulnerabilità che spesso si nasconde sotto la superficie, creando un corpo di lavoro accattivante che parla dell’esperienza umana.

Ph. courtesy Alexandra Mavrofridi

Per altri scatti di Alexandra Mavrofridi qui il suo profilo Instagram.

La fotografia sensuale e vulnerabile di Alexandra Mavrofridi
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Il nomadismo nelle fotografie di Gaia Caramellino

Il nomadismo nelle fotografie di Gaia Caramellino

Anna Frattini · 2 settimane fa · Photography

Gaia Caramellino, talentuosissima fotografa, ha intrapreso un viaggio alla ricerca dei concetti di casa, di appartenenza e di identità attraverso la fotografia. La sua creatività si riflette in un’esplorazione del suo passato nomade, trasformando il movimento perpetuo in un mondo sospeso e malinconico dove il concetto di “casa” si tramuta in profonda riflessione.

Nata in una famiglia di viaggiatori itineranti, Caramellino ha trascorso la sua infanzia in una casa su quattro ruote insieme ai genitori, sempre in movimento. Inizia qui il suo viaggio fotografico. La sua fotografia si contraddistingue per il tono agrodolce, alla ricerca di qualcosa di stabile all’interno di questo moto perpetuo. «Mia madre diceva che la malinconia dei nomadi non è altro che la ricerca di un luogo innocente, un luogo da proteggere», spiega la fotografa.

Attraverso il suo obiettivo, Gaia Caramellino cattura i momenti fugaci di un’esistenza nomade e le emozioni profonde che ne derivano. Le sue fotografie raccontano storie di transitorietà e la ricerca di quell’inafferrabile senso di appartenenza. Ogni immagine è una testimonianza del potere dell’arte di esplorare, esprimere e guarire l’anima. Il lavoro di Gaia invita gli spettatori a unirsi a lei in questo viaggio, a contemplare la bellezza della malinconia e a riflettere sulla ricerca universale di un luogo da chiamare casa.

Ph. courtesy Gaia Caramellino

Per scoprire di più sui suoi scatti qui il profilo Instagram della fotografa. Vi ricordiamo anche che Gaia Caramellino sarà parte della mostra Collater.al Photography alla Fondazione Matalon di Milano dal 22 al 24 settembre 2023.

Il nomadismo nelle fotografie di Gaia Caramellino
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Le immagini sospese di Lello Muzio

Le immagini sospese di Lello Muzio

Collater.al Contributors · 2 settimane fa · Photography

L’Istituto Italiano di Fotografia ospita dal 16 al 26 settembre la mostra vincitrice di Idee Photo Contest. Si tratta di “S O S P E S A“, il progetto fotografico omonimo di Lello Muzio. Vi abbiamo già parlato in passato di Lello Muzio, un fotografo italiano orientato verso nuovi linguaggi visivi e focalizzato sull’esplorazione di spazi vuoti, di scene di vita quotidiana e, più in generale, sul raccontare delle storie.
In occasione di questa mostra – a cura di Anna Mola – il fotografo espone il suo progetto “Sospesa” composto da otto immagini di fotografia concettuale che illustrano lo stato d’animo di sospensione attraverso la rappresentazione cinematografica di persone comuni e oggetti quotidiani.

«Molto interessante è vedere come l’autore si focalizzi su dettagli infinitesimali, che nessuno noterebbe ma che diventano protagonisti, isolati da tutto il contesto» – spiega Anna Mola nel testo curatoriale – «Quelle piccole gocce di cera rappresa sulla base del candelabro da dove vengono? Perché era stata accesa una candela? Era un’occasione triste o allegra? Quella poltrona verde sta per accogliere un ospite oppure una persona si è appena alzata? Questi piccoli set sono costituiti di oggetti reali, come i set cinematografici; ne riprendono pure l’estetica. Ed esattamente come per un film, non ci chiediamo che fine fanno i personaggi dopo la scritta “the end”»

Contemporaneamente a “S O S P E S A”, sarà visitabile l’esposizione “Guida al XXI secolo” con le immagini di Francesco Paolo Nolfo, che qui espone sei immagini tratte dalla serie omonima: un progetto di street photography in b/n. Gli scatti, realizzati in diverse città d’Europa, mostrano i passanti che camminano per strada o partecipano a un evento, mentre sono assorti e rapiti dal loro smartphone: un ritratto vivido e oggettivo del mondo contemporaneo.

Le due mostre sono visitabili dal 16 settembre al 26 settembre presso l’Istituto Italiano di Fotografia nella sede di Milano in via Enrico Caviglia 3. Per maggiori informazioni visita il sito qui.

Le immagini sospese di Lello Muzio
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