Art Simona Fedele – La presenza ermetica
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Simona Fedele – La presenza ermetica

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Collater.al Contributors
Simona Fedele - La presenza ermetica - Figurative Paintings

Poche parole per descriversi, non ama mettersi in mostra, parliamo molto spesso ma è stata la prima persona ad avermi rifiutato un’intervista. Come contraddirla. Vuole lasciar parlare le sue opere, che sono la comunicazione prima, così come è giusto che sia. “What it’s in my mind it can be written” titola una di queste ma io, nonostante tutto, ho voluto provarci.

Simona Fedele - La presenza ermetica - Figurative Paintings

1967, Udine, di Simona Fedele su internet c’è molto poco… descrizione sfuggente, ci tiene a precisarlo: è autodidatta. Simona ama la pittura e decide che la sua passione non può fermarsi al poco tempo libero, deve diventare il suo lavoro. Il suo scopo nella vita. Simona è artista, lavoratrice, mamma. Una donna dalle mille sfaccettature che assorbe l’ispirazione che le serve da ciò che ama: l’arte.

Quando le chiedo chi sono i suoi preferiti, ecco che mi inonda di meravigliosi spunti: Sophie Calle, Gormley, Kiefer, Viola, Stingel, Valls, Beel, i Masbedo… Parlando della sua visione della pittura invece dice: “…è graffiare, lacerare, asportare per poi rimettere e sporcare nuovamente, perennemente insoddisfatta.”

Simona Fedele - La presenza ermetica - Figurative Paintings

Simona fa parte di un collettivo di artisti: l’Art Industriel. Un progetto che nasce con l’intento di rendere fruibile l’arte figurativa contemporanea al maggior numero di appassionati possibile, del settore o meno. Gira il mondo, esponendo in numerosi eventi di settore: dal St-Art di Strasburgo, all’Art Fair di Colonia, all’Art Market di Budapest, alla fiera irlandese Eva, solo per citarne alcuni.

Ma veniamo alle sue opere: cerco di leggerle, interpretarle. Volti. Molteplici volti. Mai troppo espliciti. Ma basta un attimo d’attenzione in più che ecco, quei visi lasciano irrimediabilmente spazio allo sguardo protagonista, che vuole uscire, quasi a tranciare la tela. Gli occhi, fissi, sono consapevoli d’essere il punto focale, il centro dello spazio.

Simona Fedele - La presenza ermetica - Figurative Paintings

Se il viso è annebbiato, se il viso è ricoperto da una patina sottile che funge da schermo protettivo, ecco che invece con quegli occhi diventa quasi impossibile non instaurarci un collegamento, visivo ma soprattutto emotivo. Quello che nasce da lì a poco è una relazione: tra chi si nasconde e chi guarda, fra chi fugge e chi scruta. L’immagine che la Fedele ricrea si proietta verso lo spettatore in maniera sì velata, ma sincera. Sincera perché chi sta dinanzi ad una sua tela non può non coglierne tutto il contenuto simbolico.

Contenuto simbolico, che viene rivelato al tempo stesso dall’immagine e dai titoli delle sue opere.“So far away from me”, eppure è difficile da capire se la presenza che mi sta di fronte voglia scappare o mi stia maliziosamente sfidando. “When you cut me, when you forget me” il nome di un viso che quasi dissolve in bianco, sul quale viene posto in primo piano un filo, quasi fosse quello di un palloncino, quasi fosse la rimanenza di ciò che ormai è volato via, di ciò non c’è più.

Simona Fedele - La presenza ermetica - Figurative Paintings

Tornando al filo, è proprio questa l’immagine che mi si pone davanti, quella di una funambola sul filo del proprio istinto, perennemente indecisa tra il concedersi o il ritrarsi. E ancora, “Silent series”, “I’m not breathing, I’m not dreaming” a confermarmi quanto fugace voglia infine essere la sua figura. Nascosta dietro la sua riconoscibile tecnica pittorica, che concretamente e metaforicamente vuole proteggerla dall’esterno.

Sono arrivata alla conclusione che è proprio questo, è proprio l’indomabile presenza ermetica che da forza e carattere ai dipinti di Simona Fedele. È l’attrazione per l’impenetrabile, fatta di scomposizioni, pennellate istintive, variabili, dove tutto è in movimento pur restando immobile, fisso in una tela, fisso in uno sguardo. E seppur la paura di donarsi ad occhi estranei permanga, sebbene la sua donna resti infine nascosta da pellicole e filtri, fuoriesce colando il suo stesso colore dalle crepe. E lo fa in un vivace rosso, quasi fosse, d’un tratto, la sua personale ed estrema liberazione.

I quadri di Simona Fedele sono questo. L’insieme di un mondo interiore che quasi mai si espone in modo sfacciato, ma esige cautela, empatia, immedesimazione. Solo e solamente in questo modo si può carpirne e capirne la vera anima.

Simona Fedele - La presenza ermetica - Figurative Paintings
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