Design I tappeti di Phlox van Oppen non si usano
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I tappeti di Phlox van Oppen non si usano

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Giorgia Massari

Più che tappeti, quelli di Phlox van Oppen sono veri e propri arazzi super colorati e soprattutto sostenibili. Upcycling e riciclo sono parole imprescindibili quando si parla delle sue opere, rigorosamente appese alle pareti come quadri, ma che per consistenza e tecnica strizzano l’occhio al mondo dei tappeti. Tra arte e design, questi artwork si collocano decisamente nella categoria del collectible design, di cui abbiamo tanto parlato. In effetti Phlox van Oppen l’abbiamo conosciuta durante la Milano Design Week, per la precisione a Isola da Lampo, che quest’anno ha messo il tema della sostenibilità al centro. A colpirci è stato uno dei suoi arazzi appeso alla parete di una mostra collettiva, oltre al suo entusiasmo che durante la nostra chiacchiera è trasparso parecchio. Osservando da vicino la sua opera è evidente come dietro il risultato finale ci sia molta cura e precisione soprattutto perché Phlox cuce personalmente uno a uno tutti i materiali che recupera, dai braccialetti dei festival alle buste della spesa. Scopriamo qualcosa in più sul suo processo creativo.

I tappeti che guardano al sovraconsumo

Dietro i tappeti dell’artista basata ad Amsterdam c’è un’ispirazione che va oltre quella artista. Phlox van Oppen ha una missione ben precisa, facendo decisamente sue le sfide affrontate dalla sua stessa generazione, come i cambiamenti climatici e il sovraconsumo nell’industria della moda. La sua pratica artistica si concentra sul riciclo, l’upcycling e la sostenibilità, utilizzando materiali di tutti i giorni spesso trascurati. Questo approccio ha portato alla creazione di opere che danno una nuova vita a materiali altrimenti destinati alla spazzatura.

Tufting, felting e weaving

Nel suo atelier ad Amsterdam, la designer sperimenta con varie tecniche tessili, tra cui il tufting, il felting e il weaving, utilizzando materiali riciclati come il lint della lavatrice, abiti dismessi e imballaggi in plastica. La genialità sta anche nell’aspetto finale. Nel complesso infatti, senza un’accurata osservazione, non si direbbe mai che sono materiali di scarto, tutt’altro, Phlox van Oppen riesce a valorizzarli e a tirare fuori il loro lato più prezioso. Con il suo lavoro l’artista è in grado di dimostrare il potenziale dei tessuti come mezzo di impegno sociale e ambientale. L’arte tessile diventa così un veicolo per sensibilizzare e ispirare un cambiamento positivo, attraverso l’estetica e la consapevolezza ambientale.

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Courtesy Phlox van Oppen

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Scritto da Giorgia Massari
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