L’arte spontanea e dai colori ottimisti di Tylor Cox

L’arte spontanea e dai colori ottimisti di Tylor Cox

Collater.al Contributors · 7 mesi fa · Art

Taylor Cox è una giovane artista che vive e lavora ad Atlanta, la stessa città in cui nel 2013 ha conseguito il diploma di laurea in disegno e pittura presso l’università Kennesaw State.

La sua è un’arte spontanea nata da colori ottimisti e accesi che stratifica sulla tela creando spunti visivi riconducibili a ricordi di luoghi e momenti da lei vissuti.

Il suo amore per il mare ha fatto si che diventasse protagonista assoluto delle sue ultime creazioni, affidandosi completamente alle setole dei pennelli è riuscita a creare la texture perfetta per le onde e spazi bidimensionali occupati anche da piccoli bagnanti.

I suoi lavori sono esposti in varie gallerie di Atlanta ma per chi non si trovasse nei paraggi per questioni logistiche, c’è comunque possibilità di seguirla sul suo sito personale.

Qui in basso una selezione delle sue coloratissime creazioni.


L’arte spontanea e dai colori ottimisti di Tylor Cox
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Le sculture di Han Hsu Tung si dissolvono in cubi pixelati

Le sculture di Han Hsu Tung si dissolvono in cubi pixelati

Collater.al Contributors · 7 mesi fa · Art

Le sculture di Hsu Tung Han fondono passato, presente e futuro in un’unica opera. L’artista taiwanese scolpisce abilmente figure – uccelli, e umani – da blocchi di legno, aggiungendo ed eliminando segmenti cubettati come a trasformarli in una serie monocromatica di pixel. Questo processo li fa sembrare oggetti che si sono materializzati da uno schermo di un laptop alla vita reale.

Il lavoro dell’artista taiwanese Hsu Tung Han è di fondamentale importanza in termini di materialità. Come un puzzle che collega due mondi, queste sculture sono fatte da un unico blocco di legno. Il senso è il voler mettere in discussione il tempo, l’interruzione, il lavoro manuale, la natura e l’attrazione verso il digitale degli esseri umani. Il processo di pixelizzazione richiama anche la frammentazione del nostro elemento rimario, il DNA.

L’artista utilizza modelli e schizzi in creta per dare una base al lavoro.
In un secondo momento passa alla lavorazione di blocchi di legno come noce, teak o legno di cera africana. Ogni opera non sembra mai completamente finita, come se rimanesse in sospeso, anche se ognuna di esse arriva dopo un processo laborioso. Ogni scultura si rifà di un dinamismo che sembra darle vita e metterle in moto. Il presente si trasforma in passato, il futuro si trasforma in presente. Le opere suggeriscono il nostro rapporto con lo schermo, presentando il modo sempre più distratto in cui vediamo il mondo.

Testo di Elisa Scotti

Le sculture di Han Hsu Tung si dissolvono in cubi pixelati
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Disney ha rilasciato un nuovo video su “Il Re Leone”

Disney ha rilasciato un nuovo video su “Il Re Leone”

Collater.al Contributors · 7 mesi fa · Art

Il momento è ormai vicino, mancano poco più di dieci giorni e Il Re Leone, Il ritorno del Re uscirà nei cinema di tutto il mondo, o quasi. La versione in cartone animato uscì nel novembre del 1994 ed è stata una delle colonne portanti dell’infanzia di ogni bambino e, perché no, anche di ogni adulto.

Dopo il trailer ufficiale e avervi stilato una lista di tutte le colonne sonore e dei loro interpreti, siamo tornati per farvi vedere questo ultimo video, sullo stile del recap che andava in onda alla fine dell’omonima VHS – venivano ricapitolati i passaggi per la realizzazione delle animazioni.

Uno spaccato di due minuti e mezzo include clip d’interviste al regista Jon Favreau, riprese del tutto inedite – non comparse nel trailer ufficiale – e Donald Glover, alias Childish Gambino, Seth Rogen e Billy Eichner ( Simba, Pumba, Timon) che cantano l’iconica colonna sonora “Hakuna Matata” e si divertono a registrare la canzone in studio. 

Compare anche Beyoncè che interpreta Nala e intona insieme a Childish “Can you feel the love tonight”. James Earl Jones e Chiwetel Ejiofor interpretano rispettivamente Mufasa e Scar. 

S’intravede anche Pharrell e avremo anche la partecipazione di Elton John, che scrisse insieme a Tim Rice le colonne sonore sulle note di Hans Zimmer nel cartone animato.

L’uscita ufficiale è prevista per il 19 luglio negli Stati Uniti e il 21 agosto in Italia. Noi non vediamo l’ora e voi?

Testo di Elisa Scotti

Disney ha rilasciato un nuovo video su “Il Re Leone”
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Brindi il tatuatore che mescola cultura giapponese a quella moderna

Brindi il tatuatore che mescola cultura giapponese a quella moderna

Collater.al Contributors · 7 mesi fa · Art

Il tatuatore Maxime Gautron, meglio conosciuto come Brindi, vanta un’eclettica serie di opere su pelle. Sviluppando un interesse per le stampe giapponesi su tavolette di legno, crea tatuaggi in stile giapponese contemporaneo che si rifà anche ai cartoni animati.

Ogni tatuaggio combina in modo sopraffine l’arte del passato con le tendenze e gli interessi attuali, moderni. Come già detto, molte delle sue opere somigliano alle tradizionali stampe su blocchi di legno Ukiyo-e.
Ukiyo-e significa “immagini del mondo fluttuante“- composti da una vasta e diversificata gamma di colori, piani d’immagine poco profondi, bidimensionali, composizioni non convenzionali e ovviamente soggetti giapponesi.

I tatuaggi di Brindi richiamano la cultura pop e inserisce anche Dinosauri, UFO e persino i Simpson, figure stravaganti che compaiono inaspettatamente di fianco ai soggetti giapponesi. Anche se alcuni di essi sono sottili nella loro peculiarità e potrebbero persino passare come opere standard dell’arte giapponese, molti dei suoi lavori sono inconfondibilmente originali. Da un serpente composto da ciambelle, a un paesaggio moderno pieno di dinosauri, le fantasiose scene immaginate da Brindi catturano perfettamente il suo spirito creativo e l’approccio unico nel suo genere alla body art.

Testo di Elisa Scotti

Brindi il tatuatore che mescola cultura giapponese a quella moderna
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Il Walkman di Sony festeggia 40 anni di musica

Il Walkman di Sony festeggia 40 anni di musica

Collater.al Contributors · 7 mesi fa · Art

Il 1° luglio 1979 Sony uscì sul mercato con il Walkman, il piccolo oggetto portatile che ha rivoluzionato il modo di ascoltare la musica. Musica di alta qualità, a portata di mano in qualsiasi momento e in qualunque luogo.

Masari Ibuka – co-founder della Sony – pensava che il classico lettore multimediale fosse ingombrante, così iniziò facendo produrre un lettore di cassette, appunto portatile. Da quel momento in poi il fatturato schizzo alle stelle e vennero venduti 400 milioni di pezzi in tutto il mondo.

Fino ai quei tempi la musica era un lusso di cui si poteva godere solo a casa, seduti sul divano o nella propria cameretta. Venne cambiata per sempre la percezione musicale dell’utente che ha potuto iniziare a personalizzare la propria esperienza, stesso meccanismo che hanno adottato i servizi streaming di oggi, a portata del nostro dispositivo mobile.

Per festeggiare il 40esimo anno dalla nascita di questa rivoluzione, la casa giapponese ha inaugurato una mostra nel quartiere di Ginza a Tokyo. 

La mostra è intitolata “#009 Walkman in the park – 40 anni da quando la musica ha iniziato a camminare” . Il focus è su tutte quelle persone che del Walkman ne hanno fatto un stile di vita e l’hanno vissuto nella quotidianità. 

Divisa in due parti, inizia con “La mia storia, il mio walkman” – sono condivisi anche momenti della vita di 40 celebrità – e continua con “Walkman wall”, 230 versioni del lettore in questi 40 anni.

Dai modelli più vecchi a quelli più recenti, una timeline di Walkman mostra agli utenti come le forme e le tecnologie – dalle cassette, ai lettori CD all’MP3 – si sia evoluta durante tutto questo tempo.

La mostra ha aperto il 1° luglio e durerà fino al 1° settembre, quindi se siete nostalgici o semplicemente curiosi non potete perdervela.

Testo di Elisa Scotti

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