Life’s a Bitch, una storia ridotta ai suoi momenti salienti

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Giulia Guido
lifes a bitch | Collater.al

Riuscire a racchiudere in un corto di 5 minuti un’intera storia d’amore, con i suoi alti e i suoi bassi, con il suo inizio e la sua fine, con tutte le emozioni che si possono provare non è impresa facile, ma con il corto Life’s a Bitch il regista franco-canadese François Jaros ce l’ha fatta.

Dal punto di vista tecnico, Life’s a Bitch è una vera chicca: 95 scene realizzate ciascuna con girata in un’unica ripresa e con un proprio significato sono state montate per raccontare una storia più grande. La storia della vita di tutti noi, di quando ci sentiamo bene e poi il giorno dopo ci sentiamo dei falliti, di quando perdiamo un amore e di quando ci innamoriamo di nuovo, di quando vorremmo solo urlare tutta la nostra frustrazione e di quando cerchiamo un po’ di pace.

Life’s a Bitch arriva dritto al cuore, molto più di alcuni film lunghi due ore.

“Love grief. Shock. Denial. Bubble bath. Mucus. Masturbation. Pop tart. Pigeons. Toothpaste. Hospital. Fuck. Bye. Hair. Chicken. Bootie. Kids. Rejection. Squirrels. Cries. Awkward. 95 scenes. 5 minutes. Life’s a bitch.”

 

CREDITS:
Director / editor : François Jaros
Screenplay / starring : Guillaume Lambert
With: Marie-Ève Milot, Marie-Claude St-Laurent, Sarah Pellerin
Production : Fanny-Laure Malo, François Jaros (La Boîte à Fanny)
Cinematography : Olivier Gossot
Sound : Jean-Philippe Villemure
Color grading: Jérôme Cloutier
Post-production: MELS

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