Viacheslav Poliakov è un fotografo ucraino interessato agli spazi pubblici di piccole città di provincia, l’artista sembra avere infatti una vera e propria ossessione per gli oggetti e le strutture bizzarre. Come lui stesso afferma:
“Ci può essere una fabbrica sovietica abbandonata usata come pascolo accanto al castello medievale trasformato in magazzino, che a sua volta sarà circondata da un mercato fatto di plastica lucida e colorata, con una chiesa dorata a sinistra e un’area vuota fatta di fango e pozzanghere a destra”.
Il complesso passato storico e culturale della zona, fatto di leggi superate, burocrazia e infiltrazioni mafiose delle amministrazioni, ha posto in secondo piano la riparazione degli edifici e delle infrastrutture sovietiche, portando i cittadini a fare tutto il possibile per migliorare lo stato delle loro strade e dei loro giardini. Il risultato è il caos più totale, che ispira e diverte Viacheslav.
“Una sottocultura visiva ingenua che coinvolge lo spazio pubblico si è diffusa in tutta l’Ucraina dopo la caduta dell’Unione Sovietica e la successiva espansione della globalizzazione”.
Così negli scatti dell’artista ci ritroviamo davanti a sculture di unicorni realizzate con vecchi pneumatici e pezzi di una recinzione: insomma è la creatività della gente comune che questa serie mira a catturare.
Ciò che sembra nascere per errore, diventa l’attrazione principale, il soggetto prediletto dall’artista, che attraverso il caos mette ordine, donando al pubblico una nuova chiave di lettura della realtà.












