Nel suo progetto El pez muere por la boca, il fotografo colombiano Santiago Escobar-Jaramillo racconta la resilienza delle comunità costiere che vivono tra il mare e la terra. Queste popolazioni, legate da tradizioni secolari di musica, danza e pesca, convivono con la costante presenza della violenza e del narcotraffico.

Le coste da Rincón del Mar a Bahía Solano sono crocevia di culture e traffici illeciti. I narcotrafficanti usano queste acque per trasportare droga, spesso gettando il carico per sfuggire alla Marina Colombiana. I pescatori locali si trovano così di fronte a una scelta: cedere alla tentazione di un guadagno immediato o resistere alle pressioni del crimine organizzato.


Il progetto fotografico, realizzato tra il 2016 e il 2023, coinvolge direttamente gli abitanti. Le immagini raccontano il contrasto tra le tradizioni locali e la minaccia costante del narcotraffico. Attraverso ritratti, interventi paesaggistici e installazioni di oggetti, il fotografo mostra una realtà in bilico tra legalità e proibizione.

Escobar-Jaramillo ha iniziato a visitare Rincón del Mar sin dall’infanzia, creando amicizie che sono rimaste sospese per un decennio a causa della presenza paramilitare. Dal 2012 ha ripreso a fotografare Federico Martínez e Deivis Vecino Altamar, documentando la loro quotidianità tra pesca e lotta contro il narcotraffico.

El pez muere por la boca è un progetto performativo e multimediale. Le immagini, realizzate con tecniche miste tra fotografia medio formato, istantanee e GIF animate, vengono poi soggette a interventi artistici con piastre metalliche, inchiostri ed emulsioni. Questo approccio riflette la natura frammentaria della memoria e della realtà vissuta da queste comunità. Il lavoro di Escobar-Jaramillo si inserisce in un dibattito più ampio. La guerra alla droga ha alimentato la violenza, colpendo in particolare le comunità locali. Il presidente colombiano Gustavo Petro ha sottolineato la necessità di porre fine a questa guerra e costruire una società più equa.

In questa prospettiva, il progetto diventa non solo un documento visivo, ma anche un atto di resistenza. Un modo per dare voce a chi vive sulla linea di confine tra sopravvivenza e illegalità, tra tradizione e minaccia costante, tra mare e terra.

El pez muere por la boca è diventato anche un libro che potete trovare qui.




