Il video-racconto della quinta edizione dell’Altrove Festival

Il video-racconto della quinta edizione dell’Altrove Festival

Giulia Guido · 2 anni fa · Art

Si è svolto gli scorsi 8 e 9 agosto, a Catanzaro, la quinta edizione dell’Altrove Festival, il progetto che, dal 2014, ha come obiettivo quello di riportare il concetto di bellezza in luoghi abbandonati al degrado estetico e sociale. Da cinque anni promuovono l’arte come mezzo di ricostruzione e come punto da cui ripartire per costruire un futuro diverso, migliore.

Il fitto programma di Altrove prevedeva una mostra collettiva ospitata dal museo MARCA (Museo nazionale d’arte moderna e contemporanea) e la realizzazione di una nuova opera d’arte contemporanea.

Per quest’edizione, dal titolo Post-Graffiti Stress Disorder, le opere sono state realizzate in una residenza, dove gli artisti hanno avuto la possibilità di vivere a 360° il paesaggio urbano circostante. Questa esperienza condivisa ha ricreato alla perfezione la tipica attitudine dell’arte dei graffiti.

Aspettando la prossima edizione, che si terrà il 7 e l’8 agosto 2019 e per la quale si cercherà di rafforzare l’autorevolezza già raggiunta grazie al lavoro di graphic designer, specialisti nella comunicazione e nei social media, potete rivedere l’esperienza degli artisti di quest’anno che è stata filmata da Nicola Barbuto, che ha realizzato il documentario che mostra alla perfezione il clima di Altrove Festival.

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Cinematography – Trainspotting

Cinematography – Trainspotting

Giordana Bonanno · 3 giorni fa · Photography

“Scegliete la vita; scegliete un lavoro; scegliete una carriera; scegliete la famiglia; scegliete un maxitelevisore del cazzo; scegliete lavatrici, macchine, lettori CD e apriscatole elettrici. (…) Ma perché dovrei fare una cosa così? Io ho scelto di non scegliere la vita: ho scelto qualcos’altro. Le ragioni? Non ci sono ragioni. Chi ha bisogno di ragioni quando ha l’eroina?”

È chiaro sin dall’incipit di Trainspotting lo scopo di Renton e dei i suoi amici: farsi di eroina. In breve è proprio questo che racconta Irvine Welsh nel suo romanzo e che in seguito Danny Boyle adatta per il grande schermo con questo film, la solidarietà che lega in maniera profonda chi mette la droga davanti a qualsiasi altro interesse. Il racconto segue un periodo della storia di questi giovani, senza schierarsi dalla parte di qualcuno e senza avanzare moralismi, tra bugie, disperazione, e anche un pò di humor britannico.

Ad averlo reso un vero cult, oltre all’ambientazione e la narrazione di una storia ai limiti del disagio, è l’espressione stilistica del punk anni 90 ispirata alla sottocultura dell’heroin-chic, che ha dettato legge tramite i look dei personaggi.

Trainspotting è un vero trip mentale ma soprattutto visivo e l’uso del grandangolo e la manipolazione dei colori nella fotografia ne giustificano l’effetto allucinogeno. Il regista vuole renderci partecipi di ciò che sta accadendo non solo mostrandolo ma suscitando in noi le stesse instabili sensazioni e stati d’animo di una realtà parallela.

Questa realtà, a volte occultata, esisteva davvero, e il fotografo tedesco Tilman non ha mancato l’opportunità di documentarla. Dalla Scozia ci spostiamo verso la capitale tedesca, la Berlino avanguardista che nel frattempo aveva anche istituito una sorta di legge non scritta contro la fotografia in alcuni club come il Berghain, al fine di assicurare protezione e privacy dei frequentatori.

Lì dentro tutto era possibile e ognuno poteva esprimere sé stesso.

Così Tilman decise di realizzare un reportage scattato in analogico di cui ogni fotogramma rappresenta testimonianze uniche di giovani eccitati, sballati che bramano la libertà. La sua raccolta contiene più di 10.000 immagini che vanno dal 1991 al 1997 e, nel trentesimo anniversario della caduta del muro, sono state inserite nell’esposizione chiamata “No Photos on the Dance Floor”.

Lo sapevi che: gli Oasis ricevettero la proposta di contribuire alla colonna sonora, ma Noel Gallagher rifiutò perché pensava che il film riguardasse in realtà gli “appassionati di treni” (trainspotters).

Genere: Drammatico
Regista: Danny Boyle
Direttore della fotografia: Brian Tufano
Scrittori: Irvine Welsh, John Hodge (screenplay)
Cast: Ewan McGregor, Ewen Bremner, Jonny Lee Miller

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InstHunt Special Edition – Safe place

InstHunt Special Edition – Safe place

Giordana Bonanno · 3 giorni fa · Photography

InstHunt Special Edition è la nuova raccolta fotografica delle vostre migliori foto, ideata per la prima volta seguendo un tema specifico. Ogni mese avrà un titolo dedicato e sarete voi a darle vita attraverso i vostri scatti. 

Il tema di questo mese era “Safe place”: tutti abbiamo un posto sicuro in cui rifugiarci, e voi ci avete mostrato il vostro. Scopri qui sotto le foto migliori e non perderti i prossimi appuntamenti!

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Fotografico: @marcopizza_ Scrittrice : @fra_not — Le parti del corpo si rinnovano continuamente, unghie, capelli, denti. È come se fossimo tante persone diverse in un'unica persona. Nascono nei e si formano nuove costellazioni, spariscono le fossette ma spesso rimangono i sorrisi, compaiono delle rughe che parlano di giorni vissuti e di notti perse, si screpolano le labbra ma si sente lo stesso il profumo di un bacio, si screpolano anche le dita, per il freddo, e perdiamo tutto quello che avevamo poggiato sulle mani, tra le mani. Ci coloriamo con dei tatuaggi, per riuscire a vedere su di noi quello che proviamo dentro. Accumuliamo ferite, da tutte le parti, sempre nuove, sempre diverse: sulle gambe quando la mattina assonnati sbattiamo al letto; sulle braccia quando trasportiamo pesi troppo grandi; sul cuore quando ci dimentichiamo di chiudere a chiave ed entrano i ladri; sugli occhi quando qualcosa che doveva esserci è partita via senza ritardi, senza biglietto di ritorno.Pensiamo stupidamente di abitare sempre nello stesso posto, ma non è così. Il nostro corpo cambia in continuazione, dentro la perenne lotta tra la vita e il tempo, è l'insieme di ciò che resiste, che non si arrende, che combatte. La persona che oggi guardo allo specchio non è la me di ieri, non sarà la me di domani. È semplicemente una possibilità, che però semplice non è stata mai.. . . . #project_uno #somewheremagazine #theportraitpr0ject #project_soul #thedarkproject #humanedge #thehub_portraits #bravogreatphoto #rawmates #igpodiun #hvmansouls #majestic_people #italian_portraits #vogueitalia #777luckyfish #creatorsmag #expofilm #bnwphotography #igersitalia #igcampania

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Camera bruciata #insthunt #specialed

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InstHunt Special Edition – Safe place
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Brooks Reynolds, volti tra luci e ombre

Brooks Reynolds, volti tra luci e ombre

Giulia Guido · 5 giorni fa · Photography

È difficile definire Brooks Reynolds con una parola sola. È un regista, ma anche autore, e fotografo. Nato a Burlington, in Canada, Brooks Reynolds si approccia per la prima volta alla fotografia durante gli anni del liceo, poi, con il tempo ha esplorato tutte le possibilità che questa arte aveva da offrire. Oggi Brooks trascorre la maggior parte del suo tempo dietro l’obbiettivo, a volte realizzato stupende fotografie, altre girando cortometraggi e spot. 

In questo caso vogliamo focalizzarci su un piccolo aspetto del suo lavoro, che vi consigliamo di scoprire interrante sul suo sito, ovvero sui ritratti. Scorrendo il suo portfolio, o il suo profilo Instagram, tra i frame dei suoi corti e i progetti per i clienti, ci si può imbattere in volti, in sguardi che spiccano nel buio di strade e stanze. 

Molte volte si tratta di estranei, incontrati per caso, ma quelle di Brooks Reynolds non mostrano solo banali visi, raccontano delle storie, possiamo percepire gli stati d’animo delle persone, riusciamo quasi a sentirne i pensieri. 

Caratteristica principale di tutti i suoi scatti è una visione cinematografica sella scena, messa a punto grazie ai suoi cortometraggi e che si sposa alla perfezione con un utilizzo esasperato della luce, che crea zone amplificate di luce e di ombra. 

Qui sotto trovi una selezione dei suoi scatti, ma per scoprire di più sul lavoro di Brooks Reynolds vai sul suo sito

Brooks Reynolds, volti tra luci e ombre
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Brooks Reynolds, volti tra luci e ombre
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I ritratti femminili di Nicholas Fols

I ritratti femminili di Nicholas Fols

Giulia Guido · 6 giorni fa · Photography

Conturbanti, tristi, malinconici, tormentati e straordinariamente perfetti. Sono i volti immortalati negli scatti di Nicholas Fols, giovane fotografo attualmente di base a Milano. 

Nonostante la giovane età, il suo è un nome già riconosciuto a livello internazionale sia nel campo della fotografia che in quello della moda, infatti Nicholas, oltre a creare dei veri capolavori stando dietro la macchina fotografica, non si sottrae mai dal mettersi davanti all’obiettivo, che sia il suo o quello di altri fotografi come, ad esempio, quello di Pasquale Autorino aka Siermond

Ma in questo caso vogliamo soffermarci sui suoi scatti che come soggetto hanno prevalentemente volti femminili. Quando questi guardano dritto nell’obiettivo veniamo catturati dai loro sguardi ipnotici, quasi glaciali che affascinano a tal punto da farci pensare che sì, stanno guardando proprio noi. 

Altre volte, invece, guardando le sue fotografie abbiamo la sensazione di essere esattamente di fianco alle modelle, di spiarle mentre si truccano, mentre si specchiano, avvolte da un’atmosfera tormentata ma soave, sospesa, quasi surreale, dove tutto sembra talmente delicato da poter essere spazzato via con un soffio. Trattenete il respiro!

E alla fine, l’unica cosa che vorremmo è essere una di quelle ragazze, la prossima musa di Nicholas Fols. 

Noi abbiamo selezionato alcuni dei suoi scatti, ma per scoprirne di più andate sul profilo Instagram di Nicholas Fols. 

I ritratti femminili di Nicholas Fols
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