Connubio tra arte, tecnica, ingegneria e sociologia, il Design ci circonda, ci trasforma, ci connota: per Ettore Sottsass era una fatalità, per Bruno Munari “il designer è un progettista dotato di senso estetico, che lavora per la comunità”.
Ma al di là del proliferare di definizioni e specializzazioni, è cosa certa che il Design sia diventato negli anni un vero e proprio fenomeno di costume, testimoniato dall’attenzione internazionale dimostrata per eventi dedicati come Il Salone del Mobile e il suo più popolare fratello FuoriSalone. Ma cosa succede se proprio quella ricerca di funzionalità perseguita dalla disciplina si volatilizza riducendo l’oggetto a pura forma e privandolo quindi della sua funzione primaria? O ancora, se il corpo si fonde con gli oggetti di design?
Nel suo progetto “ReadyMade”, il fotografo Vito Lauciello, giovane fotografo di origini pugliesi, attinge dalla produzione duchampiana per destrutturare e de-funzionalizzare iconici oggetti di design del secolo scorso e renderli superfici neutre per l’interazione con il corpo umano.




Attraverso una mise-en-scène teatralizzata, i due performer entrano in contatto con poltrone, chaise longue, lampade e complementi d’arredo che hanno letteralmente segnato la storia del design, simulando una danza in cui il confine tra umano e inanimato lentamente si dissolve. Gli scatti di Vito Lauciello, realizzati in studio, trasmettono l’idea di un moderno catalogo in cui il vintage e il contemporaneo coesistono per cercare nuove modalità di interazione e creatività.
I corpi al limite che spesso ricordano le contorsioni scomposte delle coreografie di Melissa Schriek, stavolta si confrontano con elementi nati in un’altra epoca, li annusano, li fiutano, entrano in relazione con loro e intessono nuovi spazi di movimento, inglobando nel contemporaneo un’allure senza tempo.
Ritroviamo così la lampada da tavolo Dania di Dario Tognon e Studio Celli per Artemide, la Poltrona Montebello di Kazuhide Takahama per Gavina, la lampada a sospensione Taraxacum 1, prodotta da Flos e disegnata dai Fratelli Achille e Pier Giacomo Castiglioni e la Poltrona Bertoia Diamond realizzata da Harry Bertoia per Knoll: tutti oggetti disegnati da grandi designer e prodotti solo in pochi esemplari che celebrano l’importanza dell’unicità in un mondo di copie e produzioni dozzinali.








