Art Year In Search, tutti i perché che abbiamo cercato su Google nel 2020
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Year In Search, tutti i perché che abbiamo cercato su Google nel 2020

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Giulia Pacciardi

Una delle caratteristiche tipiche dell’uomo è quella di voler conoscere i perché.
Cominciamo da bambini quando le cose si fanno a mano a mano più chiare, nitide, ma ancora difficili da comprendere, e non finiamo da adulti quando i motivi per cui alcune cose succedono diventano fondamentali per andare avanti.
Non a tutto c’è una risposta, ma un posto dove poterle almeno provare a cercare c’è e dal 1997 corrisponde al nome di Google che, come ogni anno, ha raccolto in un video le domande più frequenti poste dagli utenti di tutto il mondo.

In un anno come questo, caratterizzato da eventi che hanno sconvolto la nostra quotidianità, non era difficile aspettarsi tante domande sui momenti più difficili e concitati di cui siamo stati protagonisti o spettatori, ma qualche curiosità che esula dai temi più trattati di questo 2020 per fortuna c’è (perché Marte è rosso? Perché la Luna è rosa? Perché Parasite è così bello?).

Tra le tante domande riguardanti il Covid-19 e le sue numerose vittime, i grossi incendi in Australia, le proteste che sono iniziate in America dopo la morte di George Floyd e che hanno fatto il giro del mondo, la scomparsa di personalità importanti come Ruth Bader Ginsburg, Kobe Bryant e Chadwick Boseman, le persone si sono chieste anche perché sono importanti l’empatia, la democrazia, perché troviamo sempre la forza di continuare, come riusciamo comunque a vincere quando il mondo ci mostra quanto può essere difficile, e soprattutto, perché le persone sognano?

Un video, e una pagina interamente dedicata ai trend del 2020, che ci racconta il nostro anno mostrandoci immagini che forse non avremmo avuto tutta questa voglia di rivedere, ma anche tutto ciò che di bello è successo mentre non riuscivamo a dormire, mentre cercavamo speranzosi un modo per uscirne, mentre le notizie negative vincevano sul mondo che, comunque, è andato avanti.

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Scritto da Giulia Pacciardi
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