Una mostra di famiglia da Antonio Colombo

Una mostra di famiglia da Antonio Colombo

Giorgia Massari · 7 mesi fa · Art

La Galleria Antonio Colombo Arte Contemporanea si prepara a ospitare, a partire da domani 27 settembre, una mostra che è una celebrazione dell’arte, della creatività e della famiglia. ZaLiZaZa: Inventario di Famiglia, curata da Francesca Pellicciari, presenta una raccolta di opere uniche e affascinanti create da artisti che condividono il legame più profondo possibile: il sangue. Questi artisti sono Miro Zagnoli (Za), Emi Ligabue (Li), e le loro talentuose figlie, l’illustratrice Olimpia Zagnoli (Za) e la costumista Emilia Zagnoli (Za). La famiglia ZaLiZaZa incarna un’armoniosa fusione tra modernità e tradizione. Se chiudessimo gli occhi e immaginassimo questa famiglia in un’epoca passata, potremmo facilmente visualizzarli al lavoro in una bottega rinascimentale o barocca, sperimentando con ardore nuove tecniche pittoriche o rivoluzionando stili. In realtà, questa immagine non è così lontana dalla realtà degli ZaLiZaZa nel XXI secolo. Ciascun membro della famiglia è immerso nel proprio ambito artistico, spesso sovrapponendosi tra di loro e conducendo ricerche e sperimentazioni costanti. La forza di questo nucleo familiare risiede nel loro linguaggio condiviso e nel loro vero e proprio lessico familiare.

ZALIZAZA – Inventario di famiglia

Il percorso espositivo di ZaLiZaZa: Inventario di Famiglia è un’opera d’arte in sé. Esso consiste in un inventario eclettico di opere di vario genere e natura: disegni e fotografie, libri di legno, collage, oggetti-scultura, stoffe, paraventi e scatole magiche. Questa esposizione è un dialogo fitto di corrispondenze, in cui le quattro voci degli artisti si alternano e si sovrappongono senza un ordine cronologico preciso. Il dialogo è accompagnato da una selezione di apparati che documentano il processo creativo e al tempo stesso rivelano la costante presenza dell’arte nella vita privata degli ZaLiZaZa, attraverso schizzi, appunti, cartoline e fotografie di famiglia.

Non è un caso che molti temi e soggetti si ripetano tra gli ZaLiZaZa. Per decenni, il design ha permeato l’opera fotografica di Miro (Za) e si riflette spesso anche nelle opere di Emi (Li), che tratti sia del Cicognino di Albini, della vita e dell’opera di Charlotte Perriand o di un design anonimo trovato online: “Non ho tabù, non ho nessun tipo di rispetto né di norma,” afferma Emi. Lo stesso spirito di sperimentazione con materiali non convenzionali si ritrova nella serie di abiti “Souvenir” di Emilia (Za), realizzati a partire da strofinacci turistici con la mappa del Belpaese. Nel frattempo, Olimpia (Za) traccia migliaia di linee, costantemente alla ricerca della sintesi perfetta tra l’idea e la sua rappresentazione.

Miro Zagnoli, Falkland, 2003-2023, stampa a getto d’inchiostro su carta cotone, 80×65 cm

Oltre al design, alle montagne, alle figure, ai corpi, ai ritratti, ai chiaroscuri e ai balconi, persiste una qualità unica nelle diverse generazioni degli ZaLiZaZa, un’essenza che richiama le parole di Matisse a Picasso: “In fondo, Picasso, non dobbiamo fare i furbi. Voi siete come me: quel che tutti noi cerchiamo di ritrovare in arte, è l’atmosfera della nostra prima comunione.” Gli ZaLiZaZa guardano il mondo attraverso gli occhi di un bambino, preservando la meraviglia e la purezza che solo l’arte può catturare.

Emi Ligabue, Ghost furniture, 2021, olio su cartoncino, 20,5×25,5 cm
Emilia Zagnoli, Giacca per un’illustratrice, 2019, cotone, bottoni in plastica, amuleto di giada, 58×58 cm
Miro Zagnoli, Briol, 1991, stampa fotografica, 80x122cm
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Tintilia di Lello Muzio parla di tradizione e Molise

Tintilia di Lello Muzio parla di tradizione e Molise

Collater.al Contributors · 1 giorno fa · Photography

Osserviamo i progetti di Lello Muzio già un pò. Prima in occasione dell’edizione di Liquida Photo Fest dell’anno scorso ma anche in occasione di S O S P E S A, un percorso composto da otto immagini di fotografia concettuale. Questa volta parliamo di lui in relazione a ‘Tintilia‘, un altro progetto fotografico che si ispira alla preghiera al vino, «con il quale eliminare gli affanni e cantare in una lingua che va al di là dell’umano». La protagonista è la ballerina Francesca Sara Spallone e questa serie di immagini e un vero e proprio omaggio alla sua terra, il Molise, e «alla sua remissiva e tribale saggezza» come ci dice Lello Muzio attraverso le parole di Antonio Mastrogiorgio.

Tintilia di Lello Muzio sarà in mostra anche nell’edizione di Liquida Photo Fest di quest’anno, dal 3 al 5 maggio a Torino.

Tintilia di Lello Muzio parla di tradizione e Molise
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La solitudine negli scatti di Kira Gyngazova

La solitudine negli scatti di Kira Gyngazova

Giulia Guido · 1 giorno fa · Photography

Nata a San Pietroburgo, è da anni che Kira Gyngazova trascorre il suo tempo tra l’Asia e l’Europa, da Bangkok a Parigi. Questi continui trasferimenti hanno inciso non solo sulla sua vita, ma anche sulla sua fotografia. Infatti, è proprio quando si è trasferita la prima volta che Kira Gyngazova ha sentito la necessità di comprare una macchina fotografica e iniziare a catturare ciò che la circondava, nuovi volti, nuove strade, nuovi luoghi. 

Con il tempo, Kira ha spostato la sua attenzione sulle persone che vivono le città, cercando di mostrare come a volte la vita in grandi metropoli iper-popolate possa essere solitaria. La stessa Kira Gyngazova, ad ogni nuovo trasferimento, notava come fosse facile vivere in mezzo a milioni di persone e sentirsi comunque soli e come le città si trasformavano in deserti. 

Proprio per questo motivo i suoi scatti raccontano di locali semi vuoti dove ognuno vive in solitaria la propria esistenza, di persone sedute su un autobus o un traghetto con gli sguardi persi nel vuoto, circondati da altrettanti sguardi vuoti e indifferenti. 

Inoltre, la solitudine delle persone sembra avvolgere i luoghi, le stanze spoglie e monocolore, le fermate della metropolitana deserte.

Qui sotto puoi trovare alcuni scatti di Kira Gyngazova, ma per scoprirne di più visitate il suo sito e il suo profilo Instagram

La solitudine negli scatti di Kira Gyngazova
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La solitudine negli scatti di Kira Gyngazova
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Gli autoritratti introspettivi di Handra Rocha

Gli autoritratti introspettivi di Handra Rocha

Federica Cimorelli · 8 ore fa · Photography

Handra Rocha, in arte fotolucida, è una fotografa autodidatta messicana, di Tampico in Tamaulipas. La sua arte si concentra sull’autoritratto come mezzo di analisi, catarsi ed esplorazione interiore.

Disconnect to create from source.

Le sue fotografie, a colori o in bianco e nero, la vedono immersa in paesaggi naturali desolati dove è possibile entrare in profonda connessione con il circostante. Handra Rocha mescola fotografia, make-up, styling e set design e dà vita a immagini creative, equilibrate e sospese nel tempo.

– Leggi anche: I progetti fotografici di nudo artistico di Dawid Imach

Guarda qui una selezione delle sue opere, seguila su Instagram e visita il suo sito personale

Gli autoritratti introspettivi di Handra Rocha
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Il surrealismo storico di Phillip Toledano

Il surrealismo storico di Phillip Toledano

Anna Frattini · 3 ore fa · Photography

Di intersezioni fra il mondo dell’Intelligenza Artificiale e quello della fotografia ne abbiamo parlato tantissimo nel corso degli ultimi mesi, sopratutto in occasione di Photo Vogue e del contributo di Andrea Baioni nei visual di questo articolo di Laura Tota. Torniamo a riparlarne oggi con l’uscita del libro di Phillip Toledano, Another America – pubblicato da L’Artiere. L’artista parla di surrealismo storico commentando l’uscita di questo progetto, tutto da scoprire in questo progetto, in vendita dal 25 aprile.

Another America di Phillip Toledano è una storia inventata ambientata a New York. Un viaggio negli anni ’40 e re-immaginati attraverso l’AI e i brevissimi racconti di John Kenney – penna che avrete letto sul New Yorker. Questo libro nasce da una riflessione sulla verità e sulla situazione politica americana, il tutto in un paese consumato dalle teorie del complotto. Segue a ruota l’arrivo dell’AI che corrobora questo sentimento ed ecco Toledano, pronto a mettere in discussione anche la fotografia grazie all’aiuto del primo mezzo in grande di rendere tutto vero e niente vero.

«Per me, la cosa affascinante dell’IA è la possibilità di ciò che chiamo surrealismo storico. L’arrivo dell’intelligenza artificiale significa che ogni bugia può ora avere una prova visiva convincente. Possiamo ricreare il mondo come non è mai stato. Per ogni teoria del complotto, può esserci una prova visiva» racconta Phillip Toledano.

Credit Phillip Toledano – Another America courtesy of L’Artiere

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