Photography Cinematography – Grand Budapest Hotel
Photographycinematographyphotography

Cinematography – Grand Budapest Hotel

-
Giordana Bonanno

Venerdì è arrivato, di nuovo, e anche questo fine settimana avremo del tempo da dedicare al nostro hobby preferito: guardare un film. Se siete a corto di idee non preoccupatevi, non perderete tempo neanche questa volta perché abbiamo già scelto Grand Budapest Hotel, film che più o meno tutti abbiamo visto una volta nella vita, ma riguardarlo una seconda è sempre meglio.

È sicuramente il film più intricato e interessante di Wes Anderson e molto probabilmente anche il capolavoro estetico e narrativo del regista. Ha ottenuto ben nove nomination agli Oscar del 2015, trionfando nelle categorie “Miglior costumi”, “Migliore scenografia”, “Miglior trucco” e “Migliore colonna sonora”; ai Globe, invece, il film si aggiudicò la vittoria come “Miglior film commedia o musicale”.

(Ancora indecisi se guardarlo o meno?)

La storia è sicuramente bizzarra come i personaggi che ne fanno parte, talvolta anche così intricata che sembra impossibile uscirne, eppure niente è impossibile dentro quel misterioso Hotel in cui tutto è sospeso in un mondo surreale.

Wes, insieme al direttore della fotografia Robert Yeoman, costruisce ogni singola scena tenendo conto dei dettagli più impercettibili al fine di produrre immagini perfette anche in pausa e qui le scelte cromatiche sono il suo forte, tutti i film hanno infatti una palette di riferimento così da conquistare memorabilità tra i ricordi di chiunque li abbia già visti.

I colori giocano un ruolo importante dal momento che determinano due tipologie di scene: per quelle armoniche e tranquille prevale la selezione di colori tenui e pastello, mentre quelle incalzanti e stranianti appaiono sotto forti accostamenti cromatici. Inutile dire che la fotografia rappresenta l’elemento chiave nella realizzazione cinematografica e inutile anche dire che in questo Wes è il maestro.

Non c’è dubbio: il suo immaginario estetico ed artistico è unico, ma c’è chi, lasciandosi ispirare, ha costruito il proprio lavoro fotografico su una scelta cromatica e un’inquadratura ai limiti della precisione. È il caso di Teresa Freitas, giovane fotografa portoghese che attraverso i suoi scatti ci mostra scene comuni con un’attenzione meticolosa per gli elementi che le costruiscono, proponendo qualcosa che forse abbiamo già visto ma mai attraverso questa prospettiva.

Lo sapevi che: per le riprese esterne dell’hotel Wes utilizzò un modello in scala di 3 metri d’altezza, fatto interamente a mano, perché se questo fosse stato realizzato al computer, nell’idea del regista, sarebbe apparso al pubblico troppo sfalsato rispetto alla realtà.

Film: Comedy
Director: Wes Anderson
Writers: Stefan Zweig (inspired by the writings of), Wes Anderson (screenplay)
Stars: Ralph Fiennes, F. Murray Abraham, Mathieu Amalric

Photographycinematographyphotography
Scritto da Giordana Bonanno

Editor's Picks

x
Ascolta su