Vi è mai capitato di trovare un oggetto appartenente a qualcuno che non conoscete?
Un portafogli, un foglietto, un’agenda o magari un libro?
A me sì, e quello che ho trovato sulla prima pagina fu una dedica bellissima, qualcosa che forse non avrei dovuto leggere, che avrei tanto voluto restituire al legittimo proprietario ma che mi ha permesso di fantasticare senza limiti su un rapporto a me completamente sconosciuto.
E questo è quello che immagino possa essere successo anche alla proprietaria dell’account Instagram @coseneilibri, la cui bio recita:
Titolo didascalico per un archivio semi serio di cose trovate nei libri usati. Cose perse, dimenticate o abbandonate. 1 cosa su 3 fa piangere.
E quelle cose dimenticate all’interno di libri ingialliti, sfogliati in chissà quali luoghi da chissà quali mani, fanno piangere davvero ma anche tanto ridere.
C’è una cartolina che ritrae Moana Pozzi seminuda all’interno di un testo di Elena Gianini Belotti, “Dalla parte delle bambine. L’influenza dei condizionamenti sociali nella formazione del ruolo femminile dei primi anni i vita”, coerente, no?
Il flyer di una serata alla Disco Tiffany valido per l’estate dell’87 usato per tenere il segno di “Caro Michele” di Natalia Ginzburg, la cartaccia di un cerotto dell’esselunga all’interno di “Moby Dick”, il bigliettino da visita della discoteca Nepentha di Milano all’interno di un libro di Jean Paul Sartre e scarabocchi colorati di un bambina sulle pagine di, un distrutto, “Cipì” di Mario Lodi.
Poi ci sono le dediche, le foto in bianco e nero e quelle color seppia che raccontano storie ben più intime, romantiche, emozionanti, quelle che, secondo la bio e anche secondo me, fanno piangere.
“Visto che rompi sempre le palle con ste cazzo di poesie di Pavese”, inizia così una dedica all’interno di “Il mestiere di vivere”, poi c’è un “A sua altezza Titti, la nostra principessa” scritto da Walter S. Currell autore del libro “mila cercaveje”, una lettera intera di una nonna a sua nipote Anna “Cara Anna, grazie del volumetto di Erich Segal che mi hai prestato. Ieri mi ha fatto veramente compagnia.” All’interno di “Love Story” di Segal.
E giù a piangere ed emozionarsi con “Anthony, Carrer has been one of my favorite writers for a long time and you have been one of my very favorite people for a long time.”
Una collezione incredibile di ricordi che non ci riguardano, non ci appartengono ma che in qualche modo ci entrano dentro e ci fanno immaginare scenari a cui mai avremmo pensato, troppo lontani, distanti da tutto ciò che sono le nostre vite.
@coseneilibri è uno di quei profili che vale la pena seguire per la meraviglia che mostra, proprio perché tutto ciò che trovate al suo interno non è nato per essere mostrato, ma per essere custodito e forse noN abbandonato.
Tutte le immagini di @coseneilibri









