L’artista Michael Beitz compromette in modo sovversivo la funzionalità di oggetti quotidiani come il tavolo da picnic, il divano, la panchina e molti altri. Mettendo in discussione la determinazione dell’oggetto di design come luogo d’interazione sociale lo trasforma così in uno spazio d’intimità e isolamento.
Michael Beitz limita la capacità di ogni elemento di svolgere la propria regolare funzione, allungandolo o intrecciandolo su se stesso. In questo modo l’artista rappresenta in modo simbolico, ma anche ironico, la complessità delle relazioni umane.











