Tutto per Margarita Senkova ha inizio da un sogno. All’età di otto anni, quando era ancora nel suo paese d’origine, la Bielorussia, incontrò in un sogno un enorme gatto nero con una stella disegnata sulla fronte. «Da lì ho capito di essere una strega ed è quello che mi ha fatto sopravvivere durante gli anni noiosi della mia infanzia», racconta Margarita, in arte Electropantera. In realtà il vero turning point della sua arte avviene a Milano, città in cui vive da dieci anni. Qui inizia a disegnare dei buffi gatti che con il tempo hanno iniziato ad assumere sembianze umane. Oggi l’immaginario delle sue illustrazioni è ben delineato. La donna strega, libera e disinibita, è spesso la protagonista di narrazioni che si inseriscono in luoghi con forti riferimenti alla tradizione folkloristica bielorussa nei quali, però, non mancano elementi della contemporaneità, soprattutto legati al mondo della moda. Uno strano mix erotico e occulto, senza dubbio femminista e incredibilmente consapevole. Il suo story telling è sì diretto ma è anche altrettanto stratificato, con dietrologie nascoste non troppo facili da svelare. Per questo abbiamo deciso di incontrare Elettropantera e abbiamo commentato insieme a lei alcune delle sue illustrazioni che più abbiamo amato.
I miei personaggi indossano Balenciaga, Vetements, Gucci, Louis Vuitton, Prada. Mi piace immaginare che il tempo non sia lineare e che le mie creature vivano al di là di esso e possano assomigliare a una contadina che indossa scarpe da ginnastica Adidas e una borsa Ikea.

Prima di commentare alcuni tuoi lavori, parlaci della tua ricerca. È evidente che ci sia una forte componente esoterica. Da dove deriva questo tuo interesse?
Electropantera: Non definirei la mia arte esoterica in quanto non mi baso sulla nessuna dottrina o “scienza spirituale”. Sono attratta dalla mitologia “bassa”, dal folklore, dalle favole, dal paganesimo. I miei personaggi sono delle creature ctonie, legate alla natura, soprattutto alle foreste. Sono molto legata alla mia casa — alle palude, piccoli villaggi, foreste infinite. Cerco di incorporare questi elementi nei miei disegni.
Le protagoniste sono quasi sempre donne, con un aspetto a metà tra l’umano e l’alieno. Cosa significa questa rappresentazione per te?
Electropantera: Nel mio immaginario uso spesso la Donna Strega, per me rappresenta il concetto della donna libera, priva di qualsiasi ruolo sociale. Storicamente, una strega è stata sempre un personaggio marginale all’interno della società in cui viveva: o troppo brutta o troppo bella, o troppo vecchia o troppo strana. Anche le mie donne sono così, ma per me è positivo: non sono né madri, né mogli, né lavoratrici. Possono fare quello che vogliono.
Il tuo stile sembra strizzare l’occhio al mondo anime e, allo stesso tempo, a molti elementi della tradizione orientale e dell’est Europa. Sono questi i tuoi riferimenti visivi?
Electropantera: Conosco poco il mondo anime. Come a tanti, mi piace Miyazaki. Il mio regista preferito è Yoshiaki Kawajiri, ma qui finiscono i miei riferimenti anime e orientali. In realtà la mia ispirazione visiva arriva principalmente dall’arte. Ti direi soprattutto la pittura medievale e quella barocca. Amo il surrealismo e il simbolismo, mi ispiro molto alla grafica dell’Art Nouveau.

Nell’opera Swan Lake il protagonista è il cigno – l’uccello che nella mitologia slava collega il mondo dei vivi con il mondo dei morti.

Apple Garden è basato sulle leggende comuni in tutta Europa che parlano delle mele magiche, in più ho inserito i serpenti, creature ctonie, generalmente femminili legate ai culti della terra, del mondo sotterraneo e fertilità.

Nella mia testa ci sono sempre le memorie della mia infanzia, il passato per me è come un lago profondo dove mi tuffo.
Sono cresciuta in una città post-sovietica a cavallo tra gli anni Novanta e Duemila. Il suo nome è Moghilev e significa “tomba di un leone”, nonché le mie passioni future: la morte e i gatti. Da piccola amavo le leggende urbane, le cosiddette “creepypasta”. Le mie illustrazioni uniscono elementi di architettura e di interior che mi ricordano quell’epoca passata a leggende urbane che spesso invento io. Per esempio, Art School è la leggenda urbana creata da me. Racconta la storia di una donna che voleva avere figli, ma per colpa di una magia andata male, ha dato vita a due gatti.


Autumn Time Sadness è un quadro con due streghe ambientato nella tipica cucina sovietica. Going Home è ambientato negli anni Novanta, si riconoscono subito i tipici palazzi post-sovietici, così come in Sailor Moon.

Spesso torno con la mente nel villaggio di mia nonna e immagino come poteva essere cinquant’anni fa se fosse stato abitato dalle streghe. Un esempio sono le opere Party Time, Devil in a Well – la storia d’amore tra un diavolo del pozzo e la ragazza mortale -, e Break Time.




Courtesy Electropantera, Margarita Senkova