Photography La fotografia di Filippo Barbero al confine fra gioia e dolore
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La fotografia di Filippo Barbero al confine fra gioia e dolore

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Anna Frattini

In Borderland, il fotografo Filippo Barbero costruisce un atlante emotivo che attraversa il tempo, la memoria e il paesaggio, muovendosi lungo una linea sottile dove passato e presente si sfiorano senza mai sovrapporsi del tutto.

Filippo Barbero

Il progetto, sviluppato tra il 2018 e il 2024, nasce da un ritorno fisico e mentale in un territorio familiare: un piccolo paese rurale dell’Appennino Tosco-Emiliano, luogo d’infanzia, di rifugio e di formazione affettiva.

È qui, tra le colline silenziose e la casa dei nonni, che Filippo Barbero ha imparato a osservare il mondo come uno spazio di confine, in cui ogni cosa sembra esistere in uno stato di indefinitezza.

Il titolo non è solo un’indicazione geografica, ma una condizione esistenziale. Borderland è una terra intermedia, sospesa, in cui il fotografo si muove alla ricerca di tracce: di un tempo forse vissuto troppo poco o, al contrario, interiorizzato fino all’eccesso.

Le immagini non documentano, non celebrano, non simbolizzano. Piuttosto, tentano di decifrare la realtà che passa attraverso il corpo, la memoria e una tensione emotiva costante, in equilibrio fragile tra gioia e dolore.

Il paesaggio diventa così un interlocutore intimo. La natura, gli esseri viventi, gli spazi domestici e quelli aperti sembrano desiderare un contatto diretto con l’autore, rinnovando una relazione costruita nel tempo. In questo dialogo silenzioso, Filippo Barbero rielabora il proprio retaggio affettivo, trasformando il vissuto personale in una materia visiva capace di parlare di appartenenza, crescita e legami familiari senza mai scadere nella nostalgia esplicita.

Il tempo, in Borderland, non è lineare. Scorre, si stratifica, ritorna. Il passato si insinua nel presente e suggerisce direzioni future, come un vento leggero che accompagna le immagini e i ricordi: le notti estive, le conversazioni con il nonno, lo sguardo rivolto al cielo da un prato umido in lieve pendenza. Sono frammenti di vita che affiorano senza essere mai completamente spiegati, lasciando spazio a una dimensione onirica e sospesa.

Più che un libro fotografico, Borderland è un processo di riscatto intimo. Un tentativo di riconciliare ciò che è stato con ciò che è, accettando l’instabilità come condizione necessaria per continuare a cercare. In questo spazio di confine, Barbero non offre risposte definitive, ma invita a sostare, ad ascoltare, a riconoscere il valore delle tracce lasciate dal tempo.

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Scritto da Anna Frattini

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