Art Flaminia Veronesi costruisce un universo magico da GERMI
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Flaminia Veronesi costruisce un universo magico da GERMI

Giorgia Massari
flaminia veronesi

Creature magiche, draghi, arcobaleni, dinosauri, questo è l’immaginario che l’artista Flaminia Veronesi porta da GERMI per il primo appuntamento del nuovo format milanese Contaminazioni, tenutosi ieri 10 aprile. Dopo il successo della trilogia Look At Me, un format di mostre temporanee nei luoghi della notte milanese, le curatrici Manuela Nobile e Sara Van Bussel continuano a far incontrare il mondo dell’arte con altre sfere, questa volta con quella della musica. In dialogo con l’universo magico e in miniatura di Veronesi – l’anno scorso protagonista al flagship store di Marni – sono le canzoni dolci dalle sonorità eterogenee dei Delicatoni. Il palco del locale, che ha visto nascere gli Afterhours, ha accolto la band che si è esibita con alle spalle un’opera video dell’artista. Il risultato è stato un incontro perfetto, come fatto su misura. I due immaginari, quello artistico e quello musicale, hanno trovato il loro denominatore comune nella dimensione intima, che ha riportato i partecipanti alla spensieratezza tipica dell’infanzia.

flaminia veronesi
FLAMINIA VERONESI, Fantasieria | Ph Angelo Guttadauro

Flaminia Veronesi e l’esercizio dell’assurdo

«Affascinata dalle miniature fin da bambina, per anni Flaminia Veronesi ha realizzato interi mondi in dimensioni minuscole, spesso incastonati su supporti come cappelli, mobili o dorsi di balene e animali» spiega il duo curatoriale SVB-MN, Nobile – Van Bussel. In effetti, i dipinti e le sculture presenti da GERMI sono come la concretizzazione materiale di uno sguardo infantile sul mondo. Veronesi le definisce un esercizio dell’assurdo, un modo di coltivare la memoria fantasiosa che appartiene a ognuno di noi, ma affievolita dall’età adulta. Come un bambino che dà vita a oggetti inanimati, così fa Flaminia, che rende un dinosauro giocattolo una lampada. Ancora, è l’opera Fantasieria a incuriosire particolarmente rimandando senza equivoci all’infanzia – soprattutto alla girlhood – guardando alle nostre case delle bambole e a tutti i sogni che custodivano. Se da un lato nelle opere di Flaminia Veronesi c’è un ritorno al nostro passato, dall’altro la tecnica e i soggetti portano inevitabilmente ancora più indietro nel tempo, fino ad arrivare alla dimensione primordiale e mitica, rispecchiando in tutto e per tutto la nostra storia e quella del mondo.

flaminia veronesi
Ph Angelo Guttadauro

Personalissima nella sua natura, la mostra vuole porsi come la messa a nudo di Flaminia che nel suo cosmo di cose piccole vede l’archetipo della sua pratica tutta, di una visione dell’arte e della poetica creativa che è mani, sforzo, sogno, gioco ma soprattutto cura. 

Manuela Nobile & Sara Van Bussel

La mostra è visitabile fino a domenica 14 aprile dalle 18 a mezzanotte da GERMI, via Cicco Simonetta 14/A, Milano.
Il progetto è realizzato grazie a galleria Tommaso Calabro, con Istituto Italiano di Fotografia IFF e Rolling Stone.

Courtesy Flaminia Veronesi

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Scritto da Giorgia Massari
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