Photography Hashem Shakeri ha immortalato un paradiso mancato fuori da Teheran
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Hashem Shakeri ha immortalato un paradiso mancato fuori da Teheran

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Collater.al Contributors

Con la serie Cast Out of Heaven, il fotografo iraniano Hashem Shakeri porta lo sguardo su una realtà che molti preferiscono ignorare: le città satelliti sorte intorno a Teheran come risposta all’emergenza abitativa, oggi diventate simbolo di un paradiso mancato. Luoghi pensati come rifugio accessibile, che si rivelano invece zone di confino, sospese tra l’illusione del progresso e l’amara constatazione di un’esistenza precaria.

Le sue fotografie raccontano torri residenziali che si stagliano nel vuoto, strade infinite che sembrano non condurre da nessuna parte, quartieri che non hanno ancora trovato una vera vita. Intorno, la vastità del paesaggio desertico dell’Iran rende queste architetture ancora più spettrali, come isole artificiali nel nulla. Eppure, in quell’assenza di calore umano, Shakeri riesce a trovare una strana, magnetica bellezza.

Alla base di tutto ci sono corruzione, politiche economiche neoliberali, sanzioni internazionali e una moneta in caduta libera. È in questo contesto che il Mehr Housing Project – il più grande progetto abitativo finanziato dallo Stato, avviato nel 2007 – ha trasformato l’idea di casa accessibile in una distopia. Le città di Parand, Pardis e Hashtgerd, nate per alleggerire Teheran, oggi ospitano centinaia di migliaia di persone prive dei servizi essenziali: scuole, ospedali, trasporti. I pendolari affrontano ogni giorno viaggi di due o tre ore per raggiungere la capitale, mentre disoccupazione, dipendenze e malessere sociale si diffondono inesorabilmente.

In queste nuove città, la promessa di un futuro migliore si è infranta contro una quotidianità fatta di alienazione e sacrifici. Non a caso, Shakeri parla di un popolo “espulso dal proprio paradiso”: i cittadini di Teheran, spinti lontano dalle proprie radici e costretti ad abitare in luoghi che sembrano esistere solo a metà.

Cast Out of Heaven non è un progetto isolato, ma parte di una trilogia con cui Shakeri esplora tre questioni sociali centrali dell’Iran contemporaneo: l’esilio, l’isolamento e l’auto-alienazione. Il suo lavoro restituisce così immagini che risultano come metafore visive di un’intera condizione esistenziale.

Gli scatti di Hashem Shakeri sono in mostra al Fotografia Calabria Festival fino al 12 ottobre.

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Scritto da Collater.al Contributors

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