Music La nostra intervista a Ceri per il suo nuovo album “WAXTAPE: I° Movimento”
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La nostra intervista a Ceri per il suo nuovo album “WAXTAPE: I° Movimento”

Cristiano Di Capua

La musica elettronica è come il vino, nella maggior parte dei casi più cresci e più impari ad apprezzarla.
È un mondo che non ascolta le canoniche regole della discografia, perché è retto da appassionati del clubbing che riescono a tenere vivo questo fenomeno.
In Italia comunque è una sotto-cultura, piccola ma più viva che mai e ad avvalorare questa tesi è senz’altro il nuovo album di Ceri (Undamento), che con “WAXTAPE: I° Movimento” ha donato una ventata di aria fresca alla scena della musica elettronica in Italia.

L’album, uscito il 18 febbraio 2022, è stato accompagnato dal videoclip di “Solo Insieme”, con una regia dal carattere europeo che ricorda la fisicità del videoclip di “Territory” di The Blaze, unito a una fotografia che ricorda Trainspotting.
Incuriositi e affascinati da questi suoni acustici ed elettronici che danno forma a melodie minimali ma complesse, Collater.al ha deciso di fare a Ceri qualche domanda sul suo nuovo progetto.

Qual è il tuo primo ricordo legato alla musica elettronica? È un mondo unico nel suo genere e davvero spettacolare, come ti ci sei avvicinato?
Da adolescente producevo rap e nel vangelo del beatmaker di quegli anni uno dei comandamenti era “non si possono usare synth, non si possono usare suoni di plastica”. L’elettronica quindi per me era la musica nemica, da combattere. Gli unici ascolti che mi concedevo fuori dal rap erano i dischi di RJD2, Royksopp, e un po’ di trip-hop. Poi è arrivato il momento Maximal/Fidget House. I Crookers col mixtape, i francesi della Ed Banger. Tutta roba che a livello di attitudine ho subito sentito molto vicina. A 20 anni sono andato a studiare Musica Elettronica al Conservatorio.

Mi sembra di capire che WAXTAPE è un racconto della persona che si cela dietro il tuo nome, quasi come se fosse un’autobiografia col fine di raccontare te stesso. C’è una giusta chiave di lettura per interpretarlo?
Credo che la forza della musica stia nell’infinità delle possibili interpretazioni. Non si può verticalizzare una materia che si muove in uno spazio fatto di molteplici dimensioni. Quindi non mi permetterei mai di dirti che quello che hai visto dentro al mio disco è giusto o sbagliato.

Speriamo che nei tuoi progetti futuri siano contemplati dei live show, pieni di musica elettronica. Puoi già dirci più o meno se e quando balleremo WAXTAPE sottocassa?
Il 10 marzo al Q21 di Milano faremo un festone, siete tutti invitati!

Un artista che consiglieresti a chi vuole approcciarsi al mondo della musica elettronica?
Floating Points.

Che dire, ci vediamo sotto cassa.

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Scritto da Cristiano Di Capua
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