Style Gli Uffizi contro Jean Paul Gaultier
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Gli Uffizi contro Jean Paul Gaultier

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Andrea Tuzio

Questa è una storia dai contorni un po’ ambigui e indistinti. 
A quanto pare le Gallerie degli Uffizi di Firenze hanno ingaggiato una battaglia legale contro il couturier francese Jean Paul Gaultier

La questione è semplice, almeno nella sua descrizione: Jean Paul Gaultier ha rilasciato sul mercato nel mese di Aprile una capsule collection chiamata “Le Musée”, e che consiste in una serie di capi caratterizzati da stampe raffiguranti famosi dipinti rinascimentali, tra cui “La nascita di Venere” di Sandro Botticelli, conservato presso le Gallerie degli Uffizi a Firenze. 

 
 
 
 
 
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Questo, secondo l’istituzione museale italiana più famosa nel mondo, viola il Codice dei Beni Culturali secondo il quale “Gaultier ha utilizzato l’immagine del capolavoro custodito nel museo per realizzare alcuni capi di abbigliamento, pubblicizzandoli anche sui propri social e sul proprio sito senza chiederne il permesso, concordarne le modalità dell’uso e pagare il canone così come è invece espressamente previsto dalla legge”, nonostante l’opera d’arte sia di pubblico dominio.

A quanto pare però, nonostante l’invio di una comunicazione formale di diffida da parte dell’ufficio legale delle Gallerie e indirizzata a Jean Paul Gaultier, nella quale si chiedeva di cessare la vendita dei capi contraddistinti dalla raffigurazione de “La nascita di Venere” oppure di contattare il museo per trovare un accordo commerciale, la maison francese ha ignorato ogni tipo di avvertimento. 

 
 
 
 
 
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Per adesso l’unica “risposta” ufficiale sembra essere la rimozione dei capi “sotto indagine” dallo shop online del sito di Jean Paul Gaultier ma restano comunque in vendita su SSENSE. Ma non è bastato.
Infatti, le Gallerie degli Uffizi hanno specificato che: “gli Uffizi hanno intrapreso le vie giudiziarie: è stata già avviata una azione legale che prevede, oltre al ritiro degli abiti ‘illegittimi’, anche una richiesta di risarcimento danni in favore del museo”.
Vi terremo aggiornati sulla prosecuzione della questione.

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Scritto da Andrea Tuzio
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