In questi giorni Basilea pullula di novità, fra vecchie conoscenze e nuovi arrivati. Ma non solo Art Basel; vale la pena anche dare un occhio a cosa sta succedendo a Liste, uno dei tantissimi eventi satellite rispetto alla main fair che si concentra su artisti per lo più emergenti. Uno dei booth che più ci ha colpiti è quello di Super Dakota, una galleria con sede a Bruxelles che insieme a Chris Dorland, Yein Plee ha presentato Danica Lundy e Janne Schimmel. Ma scopriamo qualcosa in più su questi due artisti e sulla mission di Liste.
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Gli intricati tableaux di Danica Lundy
Le opere di Danica Lundy, classe ’91 e origini canadesi, saltano subito all’occhio. Le sue tele si presentano come intricati tableaux, affollati scenari narrativi che raccontano il teatro della vita di noi umani. Dalle tinte scure e con una forza figurativa preponderante, a primo impatto le opere appaiono quasi cupe. Il processo creativo di Lundy si evolve a partire da disegni dettagliatissimi fino a completarsi in una serie di pennellate precise, dalla forte componente espressionista. Le due opere in mostra a Liste – posizionate in quella che appare come una simmetria perfetta – trasmettono una malinconia quasi magnetica, perfettamente in linea con la poetica di Lundy.

L’architettura dei videogames di Janne Schimmel
Janne Schimmel si presenta come uno degli artisti più promettenti nella cornice di Liste. Il suo processo creativo parte dalla decostruzione di dispositivi elettronici per andare a ricreare sculture che riflettono sul nostro rapporto con la tecnologia. A questo si deve aggiungere la sua passione per i videogames, una costante nel suo percorso. Schimmel riesce nell’intento di smontare e rielaborare qualcosa che a noi comuni mortali sempre sigillato e inaccessibile, quasi incomprensibile.

Ma cosa sta succedendo a Liste? La fiera satellite a pochi metri da Art Basel quest’anno ha un motto ben preciso: “My gaze, your gaze: the importance of positionality”. Nel costruire il tema di Liste gli organizzatori si sono accorti che ci troviamo davanti a una generazione di artisti in grado di osservare e che non utilizzano solo medium tradizionali ma anche quello che si può definire time-based media, riferendosi a video, suoni, odori e performance per di puntare il dito verso questioni socio-politiche. Il tutto accompagnato dalle moltissime novità portate dall’AI (come nel caso di Chris Dorland sempre presentato da South Dakota) che sembra pronta per conquistare una bella fetta di mercato nel mondo dell’arte. In definitiva, occasioni come quella di Liste ci danno la possibilità di dare una sbirciata sul futuro di questo settore, guardando sopratutto agli artisti emergenti.




Per saperne di più su Danica Lundy e Janne Schimmel qui i loro profili Instagram.
Ph. courtesy South Dakota e artisti
