Corpi nudi in mostra fotografati da 30 artiste

Corpi nudi in mostra fotografati da 30 artiste

Collater.al Contributors · 4 mesi fa · Photography

Un repot del 2018 del National Museum of Women in the Arts ha fatto emergere come le opere di artiste femminili nei principali musei europei sono solo il 13% rispetto al totale, una sproporzione legata sicuramente al ruolo della donna nella storia ma ingiustificabile se pensato al circuito dell’arte contemporanea. Al Fotografiska di New York è pronta per essere inaugurata in relazione a questa tenedenza negativa una mostra fondamentale, nella quale sono esposte le fotografie di trenta artiste donne. Le immagini della mostra “NUDE” raffigurano un nudo creativo che si allontana nettamente per intenzioni e visione dalla pornografia, come spesso viene identificata questa espressione artistica da un pubblico superficiale e più gravemente dagli algoritmi, che cancellano il lavoro di creator sui social. L’intenzione degli algoritmi di difendere la sensibilità culturale dei suoi utenti contrasta nella mostra proprio con le venti differenti nazionalità di provenienza delle fotografe.

Nude | Collater.al

NUDE parte da un punto di vista femminile e da un’interpretazione del corpo e della femminilità, seguendo una visione fluida dell’identità di genere e dell’identificazione sessuale. I ritratti raccontano storie in cui non si da una definizione binaria del nudo, che non è solo maschile o femminile ma può subire fasi transitorie, durante le quali vedere i segni di operazioni sulla pelle.
Il direttore della mostra Johan Vikner ha dichiarato che “questa raccolta di artiste contemporanee che usano il corpo nudo come linguaggio, proprio o altrui per amore dell’arte, della bellezza, della rappresentazione, dell’espressione di sé, come soggetto e oggetto, è un esempio di ciò che è davvero la conoscenza del nuovo nudo artistico“. Tra le artiste esposte a NUDE ci saranno tra le altre Malerie Marder, Dana Scruggs, Julia SH, Bettina Pittaluga e Momo Okabe.

La mostra inaugurerà l’11 febbraio al Fotografiska di New York e sarà visitabile fino al primo maggio.

Nude | Collater.al
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Un’estate mediterranea: gli scatti di Arturo Bamboo

Un’estate mediterranea: gli scatti di Arturo Bamboo

Giulia Guido · 4 mesi fa · Photography

I caldi raggi del sole, il segno dell’abbronzatura, le spiagge affollate, il sale che si secca sulla pelle, i capelli sempre bagnati, i tramonti sul mare, le case estive. Quella raccontata nelle fotografie di Arturo Bamboo è l’estate perfetta. 

Arturo Bamboo è il nome d’arte scelto dal duo olandese formato da Arthur Groeneveld e Bamboo van Kampen, partner nel lavoro e nella vita. Dopo aver già parlato del loro progetto “Privè”, quello che vogliamo sottoporre alla vostra attenzione è il loro primo lavoro, realizzato qualche anno fa durante un’estate trascorsa in alcune delle località più belle del Mediterraneo. 

In un momento come quello che stiamo vivendo, in cui, mentre le temperature e l’aria calda ci avvisano che la stagione estiva è già cominciata, gli impegni, la situazione lavorativa e quella economica ricordano a molti che quella di quest’anno non potrà essere un’estate come le altre, gli scatti della serie fotografica Summer Diary arrivano con la forza e la delicatezza della brezza che rinfresca le sere d’agosto. 

Quello offertoci da Arturo Bamboo è un viaggio che va da Formentera alla Grecia, passando per il sud Italia e che grazie all’utilizzo di una macchina analogica sembra il ricordo lontano di un’estate adolescenziale. 

Non c’è spazio per i problemi, la calda luce naturale avvolge ogni cosa spazzando via i pensieri negativi e l’unica cosa che vorremmo è sentire quella libertà che vediamo negli scatti. 

Scoprite gli altri lavori di Arturo Bamboo sul loro sito e seguiteli su Instagram per non perdere i prossimo scatti. 

Un’estate mediterranea: gli scatti di Arturo Bamboo
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Un’estate mediterranea: gli scatti di Arturo Bamboo
Un’estate mediterranea: gli scatti di Arturo Bamboo
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Lo sapevi che la NASA scatta ogni giorno una foto dell’universo?

Lo sapevi che la NASA scatta ogni giorno una foto dell’universo?

Giorgia Massari · 4 mesi fa · Photography

La notte del 10 agosto, i nostri occhi sono rivolti al cielo, speranzosi di intercettare una stella cadente ed esprimere il fantomatico desiderio. Ma, purtroppo, soprattutto se ci si trova in città, è diventato sempre più difficile osservare questo fenomeno, a causa dello smog. Ricercando nel web soluzioni e luoghi ideali per osservare le stelle, ci siamo imbattuti in un sito della NASA ancor più interessante. Quindi, se stasera sarete delusi dalla vostra sessione contemplativa, abbiamo una notizia che potrà consolarvi.
Sapevate che ogni giorno la NASA scatta una foto dell’universo? Il telescopio spaziale Hubble, lanciato nell’orbita terrestre nel 1990, scatta tutti i giorni una foto dell’Universo e la NASA la condivide con il mondo su questo sito.

NASA | Collater.al
5 aprile 2023: La galassia di Rubin | Ph Credits: NASA, ESA, B. Holwerda (Università di Louisville)

Le immagini hanno una risoluzione estremamente elevata grazie all’orbita esterna del telescopio. Oltre a scattare incredibili fotografie, le misurazioni ottenute con l’ausilio dell’Hubble hanno permesso alla NASA di compiere importanti scoperte. L’età dell’Universo, che prima era stimata tra i 10 e i 20 miliardi di anni, venne corretta a circa 13,7 miliardi. Inoltre si riuscì a stimare il numero dei buchi neri e la loro diffusione in altre galassie vicine, nel 2012 Hubble scoprì la quinta luna di Plutone e nel 2016 rilevò la galassia più lontana dalla Terra mai registrata (GN-z11). Oltre ad Hubble, la NASA si serve di altri telescopi e osservatori, come l’Osservatorio a raggi X Chandra e di fotografi professionisti.

Ma tornando alle fotografie, il sito permette la ricerca per giorno, mese e anno, potendo così andare alla ricerca del giorno della vostra nascita e scoprire il fenomeno osservato quel giorno! Inoltre, ogni fotografia è accompagnata da una spiegazione, ecco alcuni esempi.

NASA | Collater.al
25 luglio 2023: La Nebulosa dell’Aquila con stelle calde a raggi X  | Ph Credits: Raggi X: Chandra
15 agosto 2017: Battaglia di stelle, gas e polvere nella Nebulosa della Carena  | Image Credit: NASA, JPL-Caltech, Spitzer Space Telescope, 2MASS
25 dicembre 2022: Geminids and the Mittens | Image Credit & Copyright: Chuck Derus
11 luglio 2022: Andromeda over the Sahara Desert | Credit & Copyright: Jordi Coy
10 agosto 2020: Le meteoriti Perseidi nella costellazione di Perseo | Image Credit & Copyright: Petr Horálek
4 settembre 2019: La nebulosa del Ragno in infrarossi | Image Credit: NASA, JPL-Caltech, Spitzer Space Telescope, 2MASS
6 ottobre 2013: Hubble Remix: Active Galaxy NGC 1275 | Crediti Immagine: Hubble Legacy Archive, ESA, NASA; Elaborazione – Al Kelly
7 marzo 2013: Il casco di Thor | Credito immagine e copyright: Martin Rusterholz (Osservatorio CXIELO)
27 gennaio 2011: Tesori nascosti di M78 | Credito: ESO / Igor Chekalin
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Lo sapevi che la NASA scatta ogni giorno una foto dell’universo?
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Mònica Figueras fotografa l’essenza dell’estate

Mònica Figueras fotografa l’essenza dell’estate

Giulia Guido · 4 mesi fa · Photography

Il profumo del mare, le spiagge gremite in estate e deserte d’inverno. Questa è l’essenza della fotografia di Mònica Figueras, giovane fotografa spagnola di cui avevamo già parlato in precedenza qui.  

Mònica è nata a Palamós, una piccola e bellissima località della Costa Brava, uno di quei classici paesini che in estate si riempiono di gente e in inverno si svuotano completamente, diventando quasi irriconoscibili. 

Questa doppia personalità del luogo in cui ha vissuto finché non si è trasferita a Barcellona e il suo amore per il mare sono cose tangibili nelle sue fotografie. Guardando le sue immagini si respira la nostalgia per l’estate, ma anche la calma e tranquillità delle spiagge vuote che perdono i colori caldi tipici dei mesi estivi e si coprono di un filtro meno saturo. 

Dato che i luoghi e i soggetti che Mònica Figueras fotografa fanno parte della sua vita da sempre, sfogliare i suoi scatti è come entrare nel suo diario personale. Guardiamo ciò che lei ha guardato, siamo circondati da ciò che circondava lei nel momento in cui scattava. 

Dopo poco, il suo stile ha iniziato a interessare diversi clienti, così per i lavori commissionati propende per la fotografia digitale, mentre per i suoi progetti personali opta spesso per l’analogico, che le permette di ottenere delle texture e dei colori migliori senza dover ritoccare successivamente l’immagine. 

Qui sotto trovi una selezione delle sue immagini, per scoprirne di più vai sul suo sito, sul suo profilo Instagram e Tumblr

Mònica Figueras fotografa l’essenza dell’estate
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Mònica Figueras fotografa l’essenza dell’estate
Mònica Figueras fotografa l’essenza dell’estate
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Il Mar Morto negli scatti di Alexander Bronfer

Il Mar Morto negli scatti di Alexander Bronfer

Giulia Guido · 4 mesi fa · Photography

Quella del Mar Morto è sicuramente una delle aree della Terra più interessanti e misteriose. Essendo da sempre il bacino idrografico più basso e salato al mondo, fin dall’antichità prede il nome di mare. I luoghi che si affacciano sulle sue sponde sono protagonisti di leggende e racconti biblici, basti pensare alle antiche città di Sodoma e Gomorra, che plausibilmente sorgevano dove ora si trova il Monte Sodoma, all’interno della Riserva Naturale del Deserto della Giudea e poco lontano dalla spiaggia di Ein Bokek

Oltre a rappresentare un importante sito archeologico, dove per esempio sono stati ritrovati i resti di una fabbrica di cosmetici e di fanghi terapeutici risalente al tempo di Erode, oggi Ein Bokek rappresenta una meta frequentata soprattutto da turisti provenienti da Paesi differenti. 

È proprio in questa località posizionata sulla riva occidentale del bacino inferiore del Mar Morto e dove la profondità dell’acqua non supera mai i 2 metri che il fotografo Alexander Bronfer è tornato quasi ogni settimana per circa due anni, catturandone l’anima più vera e profonda. 

Alexander Bronfer è nato in Ucraina e ha studiato in Russia, a San Pietroburgo. Una volta finiti gli studi si è trasferito in Israele, prima a Tel Aviv e poi ha vissuto in diversi Kibutz nel sud del paese.

Questa esperienza lo ha portato a frequentare spesso l’area del Mar Morto, della quale si è innamorato immediatamente. 

Tutti gli scatti che ha realizzato in questa zona sono racchiusi nella serie fotografica The Dead Sea, che negli anni si è trasformata in una collezione di immagini che restituiscono esattamente l’atmosfera quasi surreale che si può vivere in questo luogo. 

Alexander Bronfer

Ciò che si può toccare con mano guardando le sue foto è la tranquillità del posto, una tranquillità che a volte può essere scambiata per abbandono, come se il mondo si fosse dimenticato della sua esistenza.

Alexander Bronfer

Poi, però, soprattutto durante la stagione estiva, alcune decine di turisti riescono a raggiungere Ein Bokek e riempire lo spazio vuoto, appropriandosene giusto per il tempo di una giornata.

Persone di diverse culture e religioni si incontrano sulla spiaggia per godere dei benefici naturali offerti dal Mar Morto, abbandonarsi alle sue acque e spesso e volentieri trascorrere ore a galleggiare tenuti a galla dalla massiccia quantità di sale. 

Visti gli studi più recenti secondo i quali il bacino inferiore del Mar Morto è destinato a scomparire ed evaporare del tutto, le fotografie di Alexander Bronfer non sono solo uno studio su uno dei luoghi più antichi del mondo, ma rappresentano anche la testimonianza di qualcosa che tra qualche anno potrebbe non esserci più. 

Alexander Bronfer
Alexander Bronfer
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Il Mar Morto negli scatti di Alexander Bronfer
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Il Mar Morto negli scatti di Alexander Bronfer
Il Mar Morto negli scatti di Alexander Bronfer
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