Da qualche settimana stiamo seguendo l’artista Andrea Crespi nel suo viaggio in Centro America, precisamente a San Salvador. Qui l’artista ha partecipato a un progetto di rigenerazione urbana con CMS Foundation, operando sulla gigantesca parete di un palazzo del quartiere popolare di Zacamil. Dopo un lungo lavoro in sinergia con alcuni assistenti locali, l’opera è ora pronta. Nel classico stile di Crespi, fatto di linee illusorie per svelare e nascondere allo stesso tempo un messaggio, il murales prende vita. Le linee curve custodiscono la figura di una colomba che spicca il volo, offrendo al quartiere un simbolo di speranza e pace. Lo abbiamo incontrato per farci raccontare qualche retroscena e il perché di questo soggetto.
Perché hai scelto proprio questo soggetto e questi colori?
Andrea Crespi: «Ho scelto questo soggetto perché la colomba, in maniera universale, simboleggia pace e speranza. La città di San Salvador, in particolare questo quartiere, sta uscendo da un grande periodo di difficoltà sociale, tra criminalità e violenza. Quest’opera per me nasce dalla volontà di sancire un nuovo inizio per il quartiere e per i suoi abitanti. I colori – sempre legati a una connessione con i messaggi di pace e di vivacità – diventano qui un linguaggio comprensibile a tutti, così che l’opera possa parlare con chiunque, cosa che per me dovrebbe sempre fare l’arte pubblica.»

Com’è stato lavorare in questa zona? Quali sono state le sfide che hai affrontato?
Andrea Crespi: «Le sfide più grandi sono state due. Da un lato le dimensioni dell’opera e dall’altro le condizioni meteorologiche. Essendo nel periodo delle piogge abbiamo dovuto far fronte ad acquazzoni improvvisi che hanno rallentato il processo, ma fortunatamente siamo riusciti ad affrontarli e a portare a portare a termine l’opera.»
Perché per te è importante operare a livello pubblico su spazi che possono vedere tutti e perché scegli sempre queste zone con situazioni difficili?
Andrea Crespi: «Questa zona in particolare è molto complicata. Fino a qualche anno fa c’era un morto ogni tre ore circa. Devo dire che oggi il contesto è molto migliorato, siamo stati accolti con tantissimo entusiasmo e supportati dalle persone locali. L’arte e la creatività arricchiscono il mondo, rendendo il ruolo dell’artista fondamentale nel riflettere e modellare la nostra società.»





