Simone Rotella e le sue illustrazioni distopiche

Simone Rotella e le sue illustrazioni distopiche

Collater.al Contributors · 1 mese fa · Art

Simone Rotella è un graphic designer e illustratore italiano che vive la sua vita tra Londra e Torino.
A renderlo noto è stata la pubblicazione dei suoi lavori e delle sue illustrazioni su quotidiani come il Corriere della Sera e su progetti più complessi come il libro “For the Gods of Girsu”, scritto da un archeologo per il British Museum di Londra.

Grazie alla sua spiccata creatività ha vinto numerosi premi nell’ambito dell’illustrazione quali i WIA-World Illustration Awards 2019 e i 3×3 Awards 2018 in cui ha ricevuto una menzione d’onore.
La sua ispirazione e il suo approccio gli permettono poter rappresentare diverse tematiche e veicolarle in diversi format: dai libri archeologici alle illustrazioni per bambini e ai racconti. Alcune delle sue opere si ispirano anche all’arte di strada – il suo primo amore, nato durante la sua infanzia – e ad artisti come: Blu, Alessandro Gottardo “Shout”, Dran e Niels Shoe.

Le sue illustrazioni sono caratterizzate da uno sguardo onirico che trasforma la realtà in una possibilità, credibile ma straniante e che ci costringe a trovare una chiave personale di lettura dell’enigma. Sembra quasi approcciare un filone filosofico che sta alla base di ogni suo complesso lavoro.
Infatti, ogni sua opera è molto concettuale e possiede un forte richiamo al vintage tramite la combinazione di diversi elementi quali la silhouette, le textures e i filtri grafici.
L’obiettivo della sua arte è quello di attirare ovviamente l’attenzione di chi la osserva e stimolare un pensiero retrospettivo e interiore dato dal dialogo tra le immagini e le sensazioni visive.
Il suo stile è ben riconoscibile in quanto riesce a conciliare da una parte la spontaneità utilizzando un tratto a mano libera e dall’altra il controllo, la consapevolezza e tutte le possibilità che offre il digitale.
Tutte le sue opere vengono realizzate secondo determinate palette cromatiche che le rendono quasi dei veri e propri quadri.

Simone trova ispirazione nei fumetti di cui è molto fan, in particolare quelli di Hugo Pratt, Crepax e Sergio Toppi e nell’arte prediligendo il pittore francese Henri Matisse, uno dei più noti artisti del ventesimo secolo nonché il maggior esponente della corrente artistica dei Fauves. Del pittore ammira l’uso meticoloso del colore e dei suoi accostamenti.
Oltre alle collaborazioni già svolte, l’illustratore torinese aprirà la sua prima mostra intitolata “hashtag” dove esporrà tutti i suoi lavori più ambiziosi.

Simone Rotella | Collateral3
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Simone Rotella | Collateral3

Testo di Anna Cardaci

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Berlino, Visions in Motion celebra la caduta del muro

Berlino, Visions in Motion celebra la caduta del muro

Collater.al Contributors · 1 mese fa · Art

Era esattamente il 9 novembre del 1989 quando il Muro di Berlino venne abbattuto. La sua caduta è stata significativa sia per la Germania sia per tutto il mondo e, fin dalla sua nascita, simboleggiava la separazione di una nazione e le differenze tra persone, ideologie e politiche.
Ma facciamo un salto indietro di quasi sessant’anni: il Muro divenne il simbolo concreto dell’immaginaria linea di confine tra le zone europee filoccidentali. Questo circondava Berlino Ovest e divise in due la città per ben 28 anni, più precisamente dal 13 agosto del 1961 fino al 9 novembre 1989, giorno in cui il governo tedesco-orientale si vide costretto a decretare la riapertura delle frontiere con la Repubblica Federale.

Le fondamenta del muro sono state erette quasi da un giorno all’altro. Verso la mezzanotte del 13 agosto gli ufficiali dell’esercito fecero rotolare chilometri di filo spinato attraverso la città fino a raggiungere la campagna periferica. Questo evento divenne noto come la “Domenica del Filo Spinato”. Anche se il complesso processo di riunificazione fisica e ideologica del paese ha richiesto circa un anno intero, il 9 novembre è considerato un giorno di riferimento. Per celebrare questo anniversario l’artista di Los Angeles Patrick Shearn – rinomato per le sue grandi installazioni cinetiche che lui chiama “Skynets”- è stato incaricato di realizzare un’opera commemorativa.
Il lavoro commissionato continua la serie dinamica di installazioni artistiche galleggianti ultraleggere, montate in maniera tale da sembrare che queste fluttuino a mezz’aria.
Il nome dell’installazione è Visions in Motion ed è stata esposta al pubblico dal 4 al 10 novembre. È stata scelta la Porta di Brandeburgo di Berlino come luogo ospitante in quanto era stato precedentemente utilizzato come un confine di divisione.

L’opera cinetica si estende su una superficie di circa duemila metri quadrati ed è composta da trentamila nastri parzialmente riflettenti che danno movimento decorando così la città. I colori dei nastri sono il giallo, l’azzurro/blu e il viola. La scelta di queste tonalità non è stata un caso ma studiata in quanto richiamano e trasmettono l’idea di speranza e di possibilità di cambiamento, miglioramento, il progresso ma anche il ricordo della Guerra Fredda.
Sviluppare una consapevolezza storica è il primo obiettivo di questa installazione per far si che nulla venga dimenticato e per evitare che ciò che è successo in passato si possa ripetere anche in futuro.

Visions in Motion | Collateral2
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Testo di Anna Cardaci

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WRDSMTH, quando la parola si fa street art

WRDSMTH, quando la parola si fa street art

Claudia Fuggetti · 1 mese fa · Art

WRDSMTH è il nome di un autore, sceneggiatore, ex copywriter pubblicitario e artista di strada emergente: sì, stiamo parlando di una sola persona. Nato e cresciuto nel Midwest, si è trasferito a Los Angeles e ha iniziato a lavorare a Hollywood, inseguendo il grande sogno americano.

Nel corso del tempo l’artista ha identificato il suo stile come un perfetto mix tra passato e presente. WRDSMTH ha definito la propria arte “una combinazione unica di stenciling e wheatpasting“, una tecnica che gli ha permesso di lasciare il segno non solo sui muri di Los Angeles, ma anche su quelli di varie parti del mondo.

I pensieri e i messaggi si fanno indelebili, come a voler mettere un punto fisso all’interno di un mondo che cambia in continuazione e che non garantisce alcuna certezza.

Segui WRDSMTH su Instagram.

WRDSMTH è il nome di un artista poliedrico di Los Angeles che scrive sui muri pensieri e parole indelebili. Dai un'occhiata alla nostra gallery!
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Factourism, fatti e aneddoti curiosi diventano originali illustrazioni

Factourism, fatti e aneddoti curiosi diventano originali illustrazioni

Giulia Guido · 1 mese fa · Art

Lo sapevate che su un iPhone ci sono più batterei che sulla tavoletta del water? E che, in media, ogni 5 secondi viene venduta una libreria Billy dell’IKEA? 

Se andate sempre in cerca di curiosità e aneddoti strani e curiosi allora Factourism fa per voi, ma andiamo per gradi. 

Factourism è un sito che nasce nel 2018 con un unico intento, quello di raccontare “fatti reali del mondo reale basati su fonti reali” attraverso immagini e vignette divertenti e dal forte impatto. 

Il sito è opera dell’agenzia infografica di Copenhagen Ferdio che ogni giorno cerca di trasformare le informazioni in immagini e storie. 

L’aspetto più interessante di Factourism, e il motivo per il quale vi consiglio di non limitarvi a guardare il loro profilo Instagram, ma di andare anche sul sito, è che ogni illustrazione è accompagnata dalla fonte, spesso testate e giornali rinomati. In questo modo anche i più scettici, quelli sempre pronti a sfatare e dare la loro opinione, dovranno cedere all’evidenza. 

Nella nostra gallery trovate una selezione delle immagini. 

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Traces, l’installazione di The Krank con 500 sacchi della spazzatura

Traces, l’installazione di The Krank con 500 sacchi della spazzatura

Giulia Guido · 4 settimane fa · Art

Sempre più spesso ci troviamo a leggere notizie sconcertanti sulla situazione del nostro Pianeta. I problemi sono molti, il cambiamento climatico, l’estinzione di intere specie animali, l’inquinamento, l’accumulo dei rifiuti. Abbiamo a disposizioni decine e decine di dati, su quanto consumiamo, su quanto ricicliamo, su quanto tempo ci resta prima che la situazione diventi irrecuperabile, ma sono numeri difficili da visualizzare. 

Per questo The Krank, artista greco che vive e lavora a Berlino, ha deciso di mostrare, attraverso un’installazione davvero suggestiva, quanti rifiuti produciamo e non riusciamo a riciclare. L’opera si chiama Traces ed è stata allestita all’interno del centro culturale X LANE, durante la mostra Graphic Days #14 ospitata a ottobre. 

L’intero pavimento di un salone dell’edificio è stato ricoperto da 500 sacchi della spazzatura neri. Un senso di spaesamento pervade lo spettatore che, abituato a vedere al massimo una decina di sacchi insieme, si trova completamente circondato da essi. Inoltre, l’installazione viene anche illuminata da luci rosse, per dare un ulteriore senso di pericolo imminente. 

Traces di The Krank fa riflettere, presto le strade delle nostre città, le spiagge, i parchi potrebbero avere l’aspetto di quest’installazione. Noi speriamo di no.  

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Traces, l’installazione di The Krank con 500 sacchi della spazzatura
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Traces, l’installazione di The Krank con 500 sacchi della spazzatura
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