La stella di “Sirio”, il nuovo album di Lazza

Cristiano Di Capua · 2 mesi fa

A partire dall’8 aprile sarà disponibile su tutti gli store digitali e fisici “Sirio”, il nuovo studio album di Lazza, diretto da Low Kidd e Drillionare.
All’interno della tracklist sono presenti dei nomi della scena italiana e mondiale: Geolier, Sfera Ebbasta, Noyz Narcos, French Montana e Tory Lanez. A primo impatto dunque si prospetta il lavoro più ambizioso del rapper classe ’94, che ci propone un viaggio in un cielo costellato da 17 tracce, tutte con metriche killer e beat interessanti.
È sempre bello vedere l’Italia che esce dai propri confini geografici e musicali, risveglia una sorta di campanilismo presente in ognuno di noi soprattutto perché il nostro paese, dopo 5 anni, è rientrato nuovamente nella top 10 dei mercati discografici mondiali.
C’è tanta carne al fuoco per Lazza, questo è il motivo per cui abbiamo deciso di andarlo a trovare e fargli qualche domanda per scandire ancora meglio il suo lavoro sul nuovo album “Sirio”.

Lazza

Come va Jacopo? Gasato? Raccontami un po’ come stai.

Sono un po’ teso, è il terzo disco sai com’è.
Sento un po’ la pressione, io in primis non sono una di quelle persone che si concentra sul parere delle persone. Come ho detto e stradetto: la prima persona per cui faccio musica sono io. Mi fa stare bene, riesco ad esprimere concetti che parlando non riuscirei a esternare. Nasce come un’esigenza.

Mi sono reso conto che la gente spesso non è mai contenta, se gli avessi dato un altro disco come Re Mida molto probabilmente mi avrebbero accusato di rimanere sempre lo stesso. In Sirio ho voluto spaziare, a livello di sound e tematiche. Spero che nel lungo periodo gli ascoltatori capiranno cosa ho cercato di fare.

Sirio è una stella bianca, la più luminosa del cielo notturno. Ti definisci come una delle stelle più luminose del firmamento rap in Italia?

Tanta gente mi ha definito così, e li ringrazio, ma non sta a me dirlo.
Per quanto riguarda il fatto di chiamare l’album Sirio diciamo che ha una doppia valenza: c’è un concept rap del “brillare su gli altri” sicuramente, ma esiste anche un altro lato della medaglia che vede Sirio brillare nel cielo anche quando non ci sono altre stelle, spicca anche in un cielo poco buio. Il nostro settore è stato completamente dimenticato negli ultimi 2 anni, soprattutto la dimensione live.
In questi anni mi sono sentito solo, molte domande mi frullavano nella testa. È stato un malessere generale dettato da terzi e continuavo a domandarmi se sarei mai tornato a fare il mio lavoro, sul palco, col pubblico, perché questa è la mia vita. I miei album vengono fatti soprattutto con la finalità di suonarli dal vivo, vivere la reazione delle persone. 

Ok, immagino allora che tu abbia preso questa solitudine come una sorta di riscatto per te stesso, per ripartire in maniera ancora più esplosiva.

Certo assolutamente, ci mancherebbe.

Siamo arrivati al terzo capitolo di “Ouverture”. Se la tua vita fosse un pianoforte, diresti che ha avuto più tasti bianchi o tasti neri? Sei soddisfatto?

Domanda strana questa. I tasti neri non li vedo in maniera negativa, Chopin stesso ci ha fatto uno studio solo sui tasti neri del pianoforte ed è una cosa che suona super happy, dopotutto servono anche i tasti neri, no?

Lazza

Tutti gli italiani ricordano dov’erano nel 2006 quando hanno vinto i mondiali, con tutte le emozioni date dalla vittoria. Dov’eri e com’è stato sentire la voce di Tory Lanez per la prima volta su una delle tue tracce?

Ricordo che ero a casa mia, con la mia ragazza. È arrivato improvvisamente un file audio con una strofa incredibile e ovviamente all’inizio non ci credevo. L’ho ascoltato una cosa come 18 volte sin da subito, ho chiamato gli amici a me più vicini e ho raccontato a tutti la cosa e continuavo a non crederci.
Considera che avevo già parlato con Tory, perché ci tengo a stringere un rapporto personale e diretto con gli artisti con cui collaboro. La musica ne risente ed è sicuramente più ispirata
È stato bello ovviamente, soprattutto perché aldilà dei termini contrattuali effettivamente gli andava davvero di reccare su quel pezzo. C’è molto rispetto tra di noi.

Ho notato con tantissimo piacere la presenza di Noyz Narcos nel disco. Nella tua scrittura hai mai riscontrato influenze dell’immaginario Truce Klan?

Sono contentissimo di avere Noyz nel disco. Quest’anno so che ha rifiutato un bel po’ di featuring essendo molto selettivo in quello che fa, quindi il fatto che mi abbia detto di sì è stato veramente un onore. Da ragazzino me lo sono pompato di brutto, ancora oggi sono fan di quella roba. 
Mi sento di dirti, però, di non essere stato influenzato dal loro immaginario. Sirio lo avverto comunque come un disco molto rap, a livello di tematiche, metriche e barre – a parte qualche pezzo che strizza l’occhio al pop – ma mi reputo più un fan di quella roba, per il resto diciamo che io e Noyz abbiamo due interpretazioni diverse della stessa cosa, lui è crudo, io a volte sono un po’ più – passami il termine – fighettino. 

 
 
 
 
 
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Parliamo un po’ di live show adesso. Finalmente dopo anni siamo tornati al 100% della capienza e si respira nuovamente l’aria del pre-covid ai concerti. Il pianoforte ti accompagnerà nel prossimo tour? Ci farai un pensierino?

Bello che siamo di nuovo al 100%, finalmente.
Per il pianoforte non ti saprei dire, poi vediamo. So per certo che alla gente piace, intanto spero che le date andranno bene.

Ultima domanda, il tuo disco vanta una seconda collaborazione oltreoceano, quella di French Montana. Una delle sue più grandi hit è “No stylist” con Drake. Mi ricollego a questa cosa chiedendoti: qual è il tuo rapporto con la moda?

Ti rispondo in modo semplice, no stylist. Perché alla fine mi vesto da solo.
Comunque sicuramente mi sento di dirti che la moda mi piace e anche tanto, soprattutto i brand giapponesi. In generale mi piace tutto, infatti purtroppo spendo un sacco di soldi in vestiti (n.d.r. ride). Infatti si dice che i soldi vanno “in-vestiti”. Considera che ho anche una collezione di 400 Jordan.
Tornando a French Montana invece ti posso dire che ci siamo sentiti su FaceTime ed è stato tutto molto sincero, mi ha detto che il pezzo gli piaceva, che avrebbe finito di reccare una strofa per Kanye e che poi avrebbe lavorato al mio. Tra l’altro ti racconto questo aneddoto: gli avevo mandato il pezzo col buco della sua strofa di 12 barre. La mattina poi mi arriva di nuovo il pezzo, ma invece di 12 barre ce n’erano 16.

Beh immagino, enorme soddisfazione.

Certo, enorme. La ruota gira.

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