Art Quali saranno i trend per il mercato dell’arte nel 2023?
Artart

Quali saranno i trend per il mercato dell’arte nel 2023?

-
Giorgia Massari
mercato dell'arte | Collater.al

Come ogni anno, l’azienda di consulenza Deloitte presenta un consuntivo dell’anno appena passato riguardo il mercato dell’arte e i beni da collezione, annunciando allo stesso tempo un report sull’anno in corso, in modo da anticiparne l’andamento e le tendenze che ci aspettano. Questo genere di analisi non si rivela un compito semplice soprattutto a causa della volatilità del mercato dell’arte che, spesso, risulta inversamente proporzionale rispetto ai mercati regolamentati e alla Borsa. Il 2008, ricordato da tutti come l’anno della crisi mondiale, fu l’anno in cui Damien Hirst, il giorno dopo del fallimento della banca Lehman Brothers (che portò alla crisi sistemica), registrò il nuovo record di incassi per un’asta dedicata ad un singolo artista, vendendo 54 opere per un valore complessivo di 70,55 milioni di sterline.

Con questa premessa e grazie al report di Deloitte, siamo pronti a dare un rapido sguardo al 2022 per capire meglio quello che ci aspetta quest’anno. Si può ipotizzare che crescerà sempre di più il nuovo pubblico formato dai Millennial, che ci sarà sempre più una maggiore attenzione verso l’inclusione e la sostenibilità e che aumenterà l’interesse verso gli artisti ultra-contemporanei, con un focus particolare sulle fiere.

mercato dell'arte | Collater.al

Il 2022 è stato decisamente un anno florido, il primo dopo l’emergenza sanitaria a ritrovare una certa tranquillità e stabilità. Complice sicuramente il ritorno degli eventi in presenza che ha portato eccitazione e fermento tra gli attori del mondo dell’arte. Deloitte – nello specifico gli autori del report Roberta Ghilardi e Pietro Ripa – ha individuato due parole chiave per riassumerlo: “fireworks and opacity”. Se da un lato infatti ha registrato una crescita del fatturato complessivo del 12,0% rispetto al 2021, è anche vero che bisogna considerare alcuni elementi non ricorrenti che hanno impattato in maniera significativa l’eccezionale performance del 2022, su tutte spicca la vendita della single owner Collection di Paul G. Allen (co-fondatore di Microsoft), per citare la più eclatante. Da tenere in considerazione sono anche le nuove tipologie di beni, come quelli di lusso, che vengono annesse alla categoria artistica.

mercato dell'arte | Collater.al

Tra i primi trend che dovremmo aspettarci nei prossimi mesi del 2023 c’è la crescita di un nuovo pubblico, costituito dai Millennial. Ciò comporta senza dubbio un focus su specifici settori, determinato dal gusto estetico differente della nuova generazione e, allo stesso modo, porta all’affermazione di nuove metodologie d’acquisto. Su tutte si afferma il modello di “asta ibrida” che sfrutta il potenziale del web, consentendo di partecipare da remoto. In termini di tipologia, i nuovi acquirenti under 40 sembrano apprezzare il design e gli artisti ultra-contemporanei figurativi e dallo stile colorato che, nonostante le quotazioni ancora acerbe, crescono notevolmente. Parallelamente, i Millennial portano ad una crescita nelle vendite dei Passion Assets (borse, sneaker, orologi e vini), “meno impegnativi da un punto di vista economico e più funzionali in tema di rappresentatività sociale”, si legge sulla prefazione di Deloitte (a cura di Ernesto Lanzillo). 

mercato dell'arte | Collater.al

Parlando di novità, non possiamo non citare gli NFT e il loro mercato che, dopo un incredibile boom degli scorsi anni, sta subendo un raffreddamento. Tutti ricordiamo la stupefacente vendita dell’11 marzo 2021, quando Christie’s battè per 69.346.250 di dollari l’opera di Beeple, “Everydays: The First 5000 Days, fissando il terzo prezzo più alto mai realizzato in asta da un artista vivente. Il rallentamento del mercato di NFT si spiega facilmente: le cryptovalute hanno subito un brusco arresto, che però non spezza l’opinione di Mariolina Bassetti (Christie’s) che commenta: “Tutti i mercati hanno bisogno di assestarsi, diamo agli NFT la possibilità di capirsi e di essere capiti, continueranno a far parte del nostro presente e del nostro futuro.” Queste parole trovano concretezza nella recente apertura da parte della casa d’aste della piattaforma NFT dal nome Christie’s 3.0, e nelle sempre più numerose acquisizioni di NFT da parte dei musei e delle istituzioni mondiali. 

Anche la scena mondiale ha subito dei cambiamenti imprevisti dal punto di vista geografico. Il vecchio continente ha visto un ridimensionamento di Londra in favore di Parigi, sicuramente a causa della Brexit e del regime fiscale francese, che risulta molto competitivo rispetto agli altri paesi europei. Purtroppo, in questo senso, l’Italia con le sue poche agevolazioni, rimane indietro, scoraggiando i collezionisti e gli operatori che si trovano in uno dei terreni più penalizzanti d’Europa. Dal punto di vista fieristico, l’Italia segue invece l’onda favorevole che caratterizza il 2022, le fiere infatti tornano ad ospitare lo stesso numero di gallerie che ospitavano nel 2019, soprattutto grazie ad cambio di atteggiamento da parte delle fiere che si aprono ad un dialogo costruttivo. In particolare Miart, la fiera d’arte moderna e contemporanea di Milano, si registra come prima fiera italiana e tra le prime in Europa. Nella penisola si assiste anche al ritorno, dopo due anni, di Arte Fiera di Bologna che vanta nel 2022 ben 25.000 visitatori, raddoppiati nell’ultima edizione di febbraio 2023, confermando l’andamento positivo e l’entusiasmo del pubblico. In generale però, la regina indiscussa delle fiere d’arte rimane Art Basel a Basilea, che nel 2022 vede la presenza di 70.000 visitatori, non riuscendo però a tornare ai suoi soliti numeri pre-pandemia.

Il versante asiatico invece entra in chiaroscuro. Hong Kong che era il principale polo del mercato secondario in Asia, ha ceduto il posto a Singapore, Shangai (Cina), Tokyo (Giappone) e Seoul (Sud Corea), che vivono un periodo di grande fermento. Quest’ultima in particolare, è in lizza per diventare una delle più importanti città mondiali in termini di dinamismo culturale e artistico. Complice l’onda coreana, che vede da anni un’ossessione europea e americana per la cultura e le tradizioni della Corea del Sud, e il governo che aumenta nel 2022 i fondi per l’arte e la cultura (precisamente 3,7 milioni di dollari). Inutile dire che il primato viene confermato nuovamente a New York, prima città mondiale per il mercato dell’arte internazionale. 

Un ultimo punto da considerare è quello che riguarda l’inclusione e la sostenibilità, temi sempre più preponderanti all’interno della sfera artistico-culturale. Su tutti è il design che, grazie alla sua giovane età e per la sua stessa definizione, risulta il più inclusivo. In generale, l’interesse verso la diversità è in continua crescita, basti pensare che nel 2022 si è registrato un aumento di opere di artiste donne e in particolare di artiste afro-americane. Nonostante ciò, la disparità uomo-donna all’interno del mondo dell’arte è purtroppo molto evidente e lontana dalla parità.
In termini di sostenibilità, c’è da dire che la pausa forzata dettata dall’emergenza covid-19 ha permesso al sistema dell’arte di ragionare in un’ottica ecosostenibile, per esempio le case d’asta, come Christie’s e Sotheby’s hanno lanciato dei programmi d’impegno per ridurre le emissioni, e inoltre gli artisti ragionano sempre di più su questa tematica, diffondendola nelle gallerie e nelle istituzioni.

Artart
Scritto da Giorgia Massari
x
Ascolta su