Photography Cinematography – Ratched
Photographycinematographyphotography

Cinematography – Ratched

-
Giordana Bonanno

Ratched è l’infermiera dall’animo spietato che ancora una volta ha fatto parlare di sé con la serie Netflix diretta dal genio Ryan Murphy (American Horror Story, Carol, 12 anni schiavo).

La storia si ispira all’iconico e indimenticabile personaggio dell’infermiera Ratched di Qualcuno volò sul nido del cuculo del 1976 creato da Evan Romansky, questa volta interpretata dall’attrice Sarah Paulson (nel cast d’eccezione anche Sharon Stone, Cynthia Nixon, Finn Wittrock…). 

L’infermiera Mildred Ratched giunge in California per entrare a far parte del team di infermieri che lavorano all’interno di un centro psichiatrico, gestito dal visionario dott. Richard Hanover, dove vengono attuate sperimentali pratiche molto cruente per curare la mente umana. Mildred si presenta con un aspetto perfetto, ma entrando sempre di più nel sistema sanitario della struttura viene a galla il vero motivo per il quale è andata a lavorare in quel luogo.

A differenza degli eventi raccontati da Romansky, il riadattamento della storia di Ryan Murphy ha luogo durante gli anni Quaranta (e non Sessanta) in California, tra Santa Monica e Monterey, esattamente nel prestigioso e fittizio Lucia State Hospital dove si svolge gran parte del film. Sebbene Lucia sia una reale città della California, il Lucia State Hospital non è una vera struttura psichiatrica, così la Villa del King Gillette Ranch a Calabasas, in California è stata scelta come controparte reale dell’ospedale. Costruito per il magnate del rasoio King C. Gillette nel 1928, l’edificio è stato progettato dall’architetto dell’età dell’oro della California, Wallace Neff.

I creatori della serie hanno meravigliosamente ricreato l’estetica degli anni Quaranta, compresi i colori pop-pastello. Judy Becker, production designer di Ratched, ha parlato del set: “Ryan voleva che sembrasse un hotel di lusso riadattato ad ospedale, ma che conservasse ancora molto del suo fascino”.

È stato definito un dramma horror dal ritmo incalzante, una storia conosciuta che ha comunque creato suspense e inquietudine grazie alla perfetta integrazione di luci a tratti psichedeliche e violini stridenti che accompagnano in sottofondo le azioni dei personaggi. Nonostante la premessa, la perfezione estetica talmente curata e l’attenzione per il dettaglio hanno reso alcune scene molto vuote, dei momenti morti, come attente fotografie di contorno (che comunque non guastano).

A questo proposito ho risfogliato le immagini della fotografa Tania Franco Klein, che per certi aspetti sembrano appartenere allo stesso set cinematografico: sono forse gli studi in ambito architettonico che hanno influenzato il suo stile e il modo di percepire l’ambiente perfettamente integrato con i soggetti della scena, “i miei personaggi sono quasi anonimi, si fondono con i luoghi, svaniscono in essi, alla costante ricerca di una possibilità di fuga”. E per finire, la luce e i colori selezionati donano ai suoi scatti un velo malinconico da film hollywoodiano. 

Lo sapevi che: Murphy usa il colore nei costumi e nelle scenografie per rappresentare dei temi: giallo / inganno, blu / neutro, rosso / malvagità, bianco / purezza, verde / onestà. A volte i costumi cambiano leggermente tonalità man mano che un tema passa all’altro.

Genere: Dramma, horror
Regista: Ryan Murphy
Direttore della fotografia: Nelson Cragg
Scrittori: Ryan Murphy, Evan Romansky
Cast: Sarah Paulson, Sharon Stone, Cynthia Nixon, Finn Wittrock

Photographycinematographyphotography
Scritto da Giordana Bonanno
x
Ascolta su