Style La consapevolezza nella Spring/Summer 2022 di Marine Serre
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La consapevolezza nella Spring/Summer 2022 di Marine Serre

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Andrea Tuzio

In questi due anni vissuti con difficoltà e abituandoci a nuovi modi di stare insieme come comunità, siamo stati quasi costretti a trovare un nuovo dialogo con noi stessi, con gli altri e con l’intero mondo che ci circonda. 

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Con la collezione Spring/Summer 2022, Marine Serre ha setacciato a fondo queste dinamiche immaginando quale potrebbe essere il futuro se tutti noi cambiassimo radicalmente le nostre abitudini e provassimo a comportarci in maniera più rispettosa nei confronti del nostro pianeta, partendo da un consumo del cibo più sostenibile, dal modo in cui scegliamo di spostarci e muoverci, agli abiti che indossiamo. 

La solitudine come scelta – quando abbiamo bisogno di riconnetterci con noi stessi, e non come imposizione dovuta alle circostanze – significa tornare a vivere e a riprenderci i nostri spazi sia fisici che emotivi.

“Ostal24”, questo il titolo della SS22 di Marine Serre, significa casa in occitano, una lingua storica parlata nella zona del sud della Francia dove la stilista è cresciuta e dove ha imparato a conoscere e fare propri quei valori che poi ha impiantato nella sua collezione.

 
 
 
 
 
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Attraverso un impegno leal, un’attenzione ai nostri istinti primari e un atteggiamento generale più consapevole, è possibile ricreare quel senso di accoglienza, di familiarità e serenità che i danesi sono riusciti a racchiudere in una sola parola: Hygge.

“Voglio che la gente senta la bellezza e la semplicità dello stare insieme e trovare la gioia nel cucinare, mangiare, ballare, fare yoga. E allo stesso tempo riconoscere che ogni giorno facciamo delle scelte che hanno un impatto. La moda è qualcosa di più che drappeggiare tessuti e fare profitti, può essere un luogo dove siamo liberi di intraprendere azioni significative”, ha dichiarato la Serre.

Una collezione ampia, composta al 90% di tessuti riciclati o rigenerati e che abbraccia un ampio spettro di materiali e lavorazioni: dal patchwork in denim rigenerato alle tovaglie olandesi ricamate, alle calze di nylon riciclate che rinascono in mantelli, cappelli e portaborracce dove su tutto domina l’ormai iconico logo della mezzaluna, simbolo del brand.

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Scritto da Andrea Tuzio

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