Ha aperto ieri, a Shangai, la mostra The Artist is Present nata dalla collaborazione tra Gucci e Maurizio Cattelan per rendere omaggio all’arte della copia. Dopotutto, chi meglio della maison celebre per le sue scelte kitsch e per appropriarsi di immagini sia sacre sia profane, e dell’artista italiano abituato a citare opere dell’arte classica ma anche della cultura pop per realizzare un’intera mostra che celebri la copia?
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Già il titolo scelto riprende quello della celeberrima performance del 2010 al MoMa di Marina Abramovic, che è diventata anche la protagonista dei murales realizzati per sponsorizzare l’esposizione di Shangai.
Il catalogo della mostra, The New Work Times, è una copia del noto The New York Times. Anche questo curato da Cattelan conterrà storie a saggi, notizie quotidiane a pubblicità, cosparse di fatti e curiosità.
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Infine, la mostra vera e propria è costituita da una serie di opere di più di 30 artisti selezionati dall’artista italiano e dal direttore creativo di Gucci, Alessandro Michele. L’intento è quello di esplorare l’età in cui viviamo, in cui tutto è riprodotto e in cui i principi sacri dell’arte nell’era moderna, originalità, intenzione e espressione, sono caduti.
La mostra vuole dimostrare come la riproduzione possa essere considerata prodotto d’arte originale e come le copie aiutino a conservare nel tempo gli originali.
La mostra rimarrà aperta al Museo Yuz di Shangai fino al 16 dicembre.
Kapwani Kiwanga, Pink – Blue, 2017
Josh Kline, Eternity
Maurizio Cattelan, Untitled, 2018
Josh Kline, Eternity
Andy Hung Chi-Kin, Gucci Style Bag Made With Lego Bricks
Wim Delvoye, Cloaca

