La Vision AVTR, l’auto del futuro ispirata ad Avatar è firmata Mercedes-Benz

La Vision AVTR, l’auto del futuro ispirata ad Avatar è firmata Mercedes-Benz

Giulia Guido · 3 settimane fa · Design

Il futuro della mobilità è qui! 

Immaginatevi un’automobile senza il volante e che si collega al corpo del guidatore, un’automobile dal design essenziale e pulito realizzato con materiali sostenibili, un’automobile con una struttura in grado di collegare esterno e interno dell’abitacolo. Impossibile? No, oggi è realtà. 

È stata presentata ieri al CES di Las Vegas l’automobile del futuro, la Vision AVTR targata Mercedes-Benz ispirata ad Avatar, il capolavoro di James Cameron, capostipite di quel filone cinematografico caratterizzato dall’utilizzo di effetti speciali e del 3D.

Salta subito all’occhio, infatti, il legame tra il titolo della pellicola e il nome scelto per questo gioiellino del mondo dei motori che, caso vuole, sia anche l’acronimo di “Advence Vehicle Transformation”. 

Se nel film di Cameron sono gli umani a evolversi affidando i propri corpi alla tecnologia e diventando, appunto, degli Avatar, ovvero una versione migliore di loro stessi; oggi, nella realtà, sono le auto a subire questo upgrade, o almeno lo sono secondo Mercedes-Benz. 

È un veicolo che è in grado di migliorare le capacità del proprio corpo – come l’idea di un Avatar nel film. – Gordon Wagener, chief design officer di Mercedes-Benz

La Vision AVTR è una versione aggiornata della Vision EQS presentata qualche mese fa a Francoforte, che fonde la tecnologia Mercedes-Benz con un design che non può non ricordare quello di Pandora, dei suoi paesaggi e dei suoi abitanti, i Na’vi

La superficie esterna dell’automobile ricorda la pelle degli esseri umanoidi blu del film di Cameron grazie a quelli che sono stati definiti 33 lembi bionici che permettono di creare un dialogo tra l’interno dell’abitacolo e l’esterno. Inoltre, l’AVTR emula i Na’vi e la loro estrema capacità di movimento anche nella possibilità di guidare in più direzioni, non solo avanti e indietro, ma anche a destra e a sinistra. 

Non volevamo creare un’auto, volevamo creare qualcosa di simile a un organismo vivente. – Gordon Wagener

Anche i funzionamento dell’AVTR è particolarmente simile a quello degli avatar: all’inizio del film l’ex marine Jake Sully viene collegato al suo avatar attraverso il suo DNA, per guidare l’AVTR il conducente deve collegarsi attraverso una lettura biometrica all’intera tecnologia dell’auto, solo a quel punto appariranno sul palmo della mano una serie di comandi attraverso cui selezionare diverse funzioni. 

Ovviamente, dato che si parla sempre di una macchina di lusso, Mercedes-Benz ha posto particolare attenzione all’utilizzo di materiali riciclabili e sostenibili ma dal design d’impatto, come la pelle vegan per gli interni e il rattan per il pavimento. 

A sancire definitivamente il legame tra la Vision AVTR e il film campione di incassi è stata la presenza sul palco dello stesso Cameron durante la presentazione al CES. 

D’ora in poi faremo sicuramente più attenzione a ciò che vedremo nei film, anche quelli fantasy, sapendo che prima o poi potrebbe diventare realtà! 

La Vision AVTR, l’auto del futuro ispirata ad Avatar è firmata Mercedes-Benz
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La Vision AVTR, l’auto del futuro ispirata ad Avatar è firmata Mercedes-Benz
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Rafael Esparza-Prieto e il Maggiolino in ferro battuto

Rafael Esparza-Prieto e il Maggiolino in ferro battuto

Anna Cardaci · 3 settimane fa · Design

Lo scorso febbraio 2019, come ne abbiamo già parlato qui, è stato il settantesimo anniversario di una delle macchine più iconiche di tutti i tempi, il Volkswagen Beetle, per noi comuni mortali il fantomatico Maggiolino. Per rendere omaggio a questa vettura, oltre al video commemorativo rilasciato dalla casa automobilistica tedesca, è stata realizzata un’opera da Rafael Esparza-Prieto, un artigiano specializzato nella creazione di oggetti in ferro e acciaio. L’artista ha creato una serie limitata di maggiolini composti da una carrozzeria in ferro battuto.

Rafael Esparza-Prieto, cresciuto lavorando in una bottega in Messico, proviene da una lunga stirpe di fabbri. Quando ha accettato un secondo lavoro in un negozio di ricambi gli è stato chiesto dal proprietario del negozio se fosse in grado di costruire un’auto in ferro battuto da usare come insegna per l’azienda. Il prodotto, una volta completato, è stato posto su una piattaforma rotante all’interno del negozio dove, in un secondo momento, qualcuno della fabbrica Volkswagen lo ha visto e ha chiesto a Rafael Esparza-Prieto se poteva costruirne un altro. La Volkswagen finì per ingaggiarlo con l’obiettivo di fargli costruire strutture promozionali per i giochi olimpici del 1968 e, successivamente, per le concessionarie della casa automobilistica in tutto il mondo.

Il design del maggiolino presenta 2.600 disegni individuali a riccioli d’ispirazione floreale che ricordano molto dei ghirigori ed è stato creato utilizzando solo due strumenti: un martello e un’incudine prima di essere verniciato di bianco. Questa particolare versione è stata presentata al ristorante Casa Linda di Barajas a Montecito, in California, nel 1985 ed è rimasta a lungo, fungendo da navetta occasionale per il trasporto dei clienti del ristorante verso la vicina città di Santa Barbara. Il suo proprietario, José Barajas, ha commissionato un proprio pezzo in ferro battuto all’inizio degli anni ’80 e recentemente è stato venduto per 78.400 dollari in un’asta tenuta da RM Sotheby’s.
Rafael Esparza-Prieto ha realizzato ufficialmente diverse auto per la Volkswagen, all’incirca 20.

Rafael Esparza-Prieto e il Maggiolino in ferro battuto
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Rafael Esparza-Prieto e il Maggiolino in ferro battuto
Rafael Esparza-Prieto e il Maggiolino in ferro battuto
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St. Nicholas Greek Orthodox Church di Santiago Calatrava

St. Nicholas Greek Orthodox Church di Santiago Calatrava

Anna Cardaci · 3 settimane fa · Design

Correva l’anno 2012 quando a New York, in zona World Trade Center era stato avviato il progetto di costruzione della St. Nicholas Greek Orthodox Church per opera dell’architetto, ingegnere e scultore spagnolo naturalizzato svizzero Santiago Calatrava. Completamente distrutta a causa della caduta della Torre Sud durante gli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001, la St. Nicholas Greek Orthodox Church verrà ricostruita nella parte est del nuovo Liberty Park.

Il progetto è guidato da The Friends of St. Nicholas, un’organizzazione no-profit con un consiglio di amministrazione indipendente composto da 13 membri. Dati i ritardi, il progetto è stato posticipato con l’obiettivo di aprire al pubblico la chiesa entro l’11 settembre 2021, nel giorno del ventesimo anniversario degli attacchi terroristici che hanno colpito tutta la zona limitrofa.

Il progetto St. Nicholas Greek Orthodox Church è stato presentato ufficialmente nel 2013 e l’idea era quella di sviluppare l’edificio seguendo il modello della Chiesa del Santo Salvatore di Istanbul. La struttura ha raggiunto il suo apice nel 2016 ma, a causa di problemi finanziari, nel 2017 la costruzione è stata interrotta. La struttura si illuminerà dopo il tramonto, come un faro di speranza nel campus del World Trade Center. La chiesa si presenterà con un design innovativo, dalle mura esterne bianche che nonostante il contrasto con gli edifici circostanti, si immergerà perfettamente nello scenario newyorkese.

St. Nicholas Greek Orthodox Church di Santiago Calatrava
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Atmos Facemask, la nuova maschera per filtrare l’aria

Atmos Facemask, la nuova maschera per filtrare l’aria

Anna Cardaci · 2 settimane fa · Design

A causa dei cambiamenti climatici che stanno prendendo piede sempre più velocemente negli ultimi tempi, sono molti i brand che cercano di apportare il loro contributo per migliorare questa situazione. In particolare, è stato progettata da Aō AIR, la Atmos Facemask, un’alternativa alla maschera o al respiratore che fornisce una protezione innovativa dall’inquinamento atmosferico e dagli agenti patogeni presenti nell’aria.

Atmos Facemask è stata presentata al CES 2020, una fiera svolta a Las Vegas, e viene mostrata come una maschera trasparente che attraversa il viso, coprendo la bocca e il naso. Al suo interno è incorporato un sistema di ventilazione che si adatta perfettamente alla respirazione di chi lo indossa pulendo e purificando l’aria attraverso la maschera.

Le maschere di filtraggio dell’aria sono molto popolari in alcune parti del mondo come in India, dove vi è il più alto tasso di inquinamento dell’aria. Sono molto popolari anche in Cina, dove la popolazione indossa mascherine per evitare che i loro germi possano infettare altre persone e viceversa. Tuttavia, queste ultime non hanno alcun tipo di tecnologia non possedendo valvole di scarico con prestazioni di pulizia.

Il debutto di Atmos Facemask è prossimo a causa delle fiamme che si stanno divulgando in Australia e le crescenti preoccupazioni per i cambiamenti climatici che potrebbero aggravare la situazione, rendendo le stagioni degli incendi più lunghe e più intense.

Oltre alle fiamme, l’aria inquinata dal fumo è incredibilmente pericolosa e può provocare asma e altre condizioni respiratorie che portano a ictus, malattie cardiache e anche il cancro.

L’aria della Atmos Facemask assicura una protezione fino a 50 volte superiore a quella dei suoi concorrenti. La maschera pulisce l’aria a circa 240 litri al minuto e i suoi filtri durano circa un mese, a seconda della qualità dell’aria ambientale. Le batterie durano circa cinque ore, a seconda della capacità polmonare e dell’attività fisica svolta.

Ao Air | Collater.al 1
Atmos Facemask, la nuova maschera per filtrare l’aria
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Archstudio rinnova un Siheyuan in Cina

Archstudio rinnova un Siheyuan in Cina

Anna Cardaci · 2 settimane fa · Design

A Pechino, in Cina, all’interno di un quartiere storico della città, Archstudiostudio di architettura e design cinese – ha completato la ristrutturazione di un Siheyuan, un palazzo storico composto da tre cortili adiacenti e da degli edifici che creano uno spazio abitativo che fonde l’architettura tradizionale con il design contemporaneo. Il progetto si intitola Qishe e prevedeva la ristrutturazione di un edificio in stato di decadimento.

Nell’affrontare il progetto, il team di Archstudio si è posto due obiettivi: rinnovare il vecchio e inserire il nuovo per fonderli insieme.
I progettisti non si sono limitati solo a riordinare le case, riparare tutte le superfici dell’edificio e rinforzare le strutture, ma si sono spinti a creare uno spazio abitativo più funzionale e unificato. Per fare ciò la veranda è stata pensata come un percorso di circolazione, rimodellando lo schema spaziale e gli strati, e fornendo un’esperienza di passeggiata giocosa oltre a viste impressionanti.

Archstudio | Collater.al 2

I tre cortili presenti hanno invece diverse funzioni: quello anteriore è utilizzato principalmente come garage. Archstudio ha mantenuto il tetto a falde, ha spostato la porta d’ingresso di lato in modo da lasciare più spazio per il parcheggio. Il team di progettazione ha anche restaurato e conservato molti elementi storici di valore, come la porta d’ingresso e gli intagli dell’apertura della porta ad arco, e persino un albero.

Il cortile centrale è diventato uno spazio di attività pubblica in quanto, in precedenza, conteneva delle abitazioni. Sulla base della disposizione originale del Siheyuan, Archstudio ha allestito in quest’area un soggiorno, una sala da tè, una sala da pranzo e una cucina. È, inoltre, stata adottata una disposizione simmetrica per attribuire alla struttura un senso di formalità. La sala da pranzo è dotata di una porta a soffietto che consente di aprire completamente l’interno verso l’esterno, estendendo di fatto le attività interne al cortile.

Archstudio | Collater.al 2

Infine, il cortile posteriore è stato adibito a spazio abitativo, composto principalmente da due camere da letto, una sala da tè e uno studio; sono stati sia mantenuti i materiali architettonici tradizionali, ma ne sono stati inseriti, allo stesso tempo, dei nuovi.

Archstudio rinnova un Siheyuan in Cina
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