Burger King regala un Whopper agli abitanti del Bronx

Burger King regala un Whopper agli abitanti del Bronx

Anna Cardaci · 3 settimane fa · Art

Da quando è uscito nelle sale cinematografiche il film Joker, il quartiere del Bronx, dove è stato per lo più girato, è diventato un luogo affollato di turisti. Oramai non si va più a New York per farsi la foto davanti alla Statua della Libertà o a Times Square ma, bensì, davanti alla soprannominata “Joker Stairs”, i gradini che collegano Shakespeare e Anderson Avenue. Qui i turisti si fanno video e foto vestiti da Joker imitando la performance del vincitore del Golden Globe Joaquin Phoenix. Questa tendenza ha in qualche modo invaso gli abitati del quartiere peggiore – per antonomasia – di New York facendolo diventare una vera e propria attrazione.
Ciò, ovviamente, ha creato un forte scontento tra i residenti e per questo motivo, Burger King, in collaborazione con Uber Eats, ha voluto occuparsi di questa situazione in maniera geniale e divertente. Infatti, il colosso americano di fast food, veterano di questo genere di attivazioni, ha creato una nuova offerta esclusiva solo per i residenti del Bronx. In cosa consiste?

I locali che ordinano da Burger King attraverso il servizio di consegna a domicilio Uber Eats, hanno diritto a ricevere un Whopper gratuito inserendo il codice couponKINGSTAIRS” al momento dell’acquisto tramite l’applicazione.

Burger King, tramite uno spot da ventitré secondi, ha riservato un messaggio speciale per gli abitanti della zona, prendendo in giro Ronald McDonald’s – il clown mascotte della concorrenza – sostenendo:
Caro Bronx, sappiamo che i clown possono essere fastidiosi, ma non preoccupatevi. Se vivete Bronx, usate il codice ‘KINGSTAIRS‘ su Uber Eats per avere un Whopper gratuito. E fai una faccia felice”.

Questa promozione è valida fino al 12 gennaio 2020.

Nel caso ti fosse venuta voglia di rivedere la scena di Joker la trovi qui sotto!

Burger King regala un Whopper agli abitanti del Bronx
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Leon Keer, la sua opera per il Dubai Steet Museum

Leon Keer, la sua opera per il Dubai Steet Museum

Anna Cardaci · 3 settimane fa · Art

L’artista pop-surrealista olandese Leon Keer, in occasione dell’ultima edizione del Dubai Steet Museum negli Emirati Arabi, ha voluto apportare il suo contributo realizzando una grandissima opera d’arte sui muri dei palazzi della città. Prodotto in collaborazione con SAN (StreetArtNews) Projects Brand Dubai e DEWA, questa nuova aggiunta al Dubai Street Museum di Leon Keer è un’altra sbalorditiva illusione 3D che mostra un gigantesco robot che carica le sue batterie a casa.

Leon Keer | Collater.al 1

Leon Keer è uno degli artisti più importanti nell’arte di strada anamorfica in quanto ha creato opere su tela e opere d’arte 3D per le strade di tutto il mondo conquistando così una grossa notorietà e riconoscenza. Oltre a usare l’illusione ottica, spesso presenta la sua arte aggiungendo nuove tecnologie, come la realtà aumentata e il video mapping. Alcune delle sue opere possono essere temporanee, ma le immagini sono condivise in tutto il mondo attraverso i social media.

Il progetto mira a trasformare la città nel più grande museo all’aperto del mondo. Se siete di passaggio a Dubai, potrete trovare oltre 70 murales creati negli ultimi anni. Il robot stesso si trova in Happiness Street nell’area del Trade Center.

Se vuoi scoprire di più dell’artista e dei suoi progetti, qui puoi trovare i suoi profili su Instagram e Facebook!

Leon Keer, la sua opera per il Dubai Steet Museum
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Leon Keer, la sua opera per il Dubai Steet Museum
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Bianco su Bianco, i ritratti figurativi di Salman Khoshroo

Bianco su Bianco, i ritratti figurativi di Salman Khoshroo

Anna Cardaci · 3 settimane fa · Art

L’artista iraniano Salman Khoshroo, di cui ne abbiamo già parlato qui, ha creato una serie di ritratti figurativi intitolati “White on White”. Queste opere sono state realizzate grazie all’utilizzo di pennellate libere sulla tela in cui i tratti del viso dei soggetti non sono definiti. L’obiettivo è quello di catturare una scintilla umana, suscitare curiosità con un intervento minimo. I volti sono il risultato della modellatura della vernice e sono dipinti con un unico pigmento che Salman Khoshroo applica con strati di pittura generosamente spessi, realizzando contorni di volti con una manciata di movimenti rapidi.

Ogni fase del processo di creazione del ritratto dell’artista può essere seguita attraverso la visione delle opere. Il risultato è una serie di dipinti dalla texture vivace che, pur non presentando caratteristiche fisiche, sono impregnati di emozioni umane. Attraverso questo metodo, Khoshroo crea

persone che ti fanno sentire qualcosa, persone che non sapevi nemmeno di cercare.

Come molti dei suoi altri dipinti, le opere in ‘White on White‘ costituiscono immagini astratte composte da una pittura fittamente applicata con pennellate audaci, ottenendo un visual che ricorda i dipinti del movimento artistico impressionista.

Bianco su Bianco, i ritratti figurativi di Salman Khoshroo
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Bianco su Bianco, i ritratti figurativi di Salman Khoshroo
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Le illustrazioni di Luca D’Urbino, specchio dell’attualità

Le illustrazioni di Luca D’Urbino, specchio dell’attualità

Giulia Guido · 3 settimane fa · Art

Sempre più frequentemente ci troviamo a dover ammettere che, oggi più che mai, un’immagine può essere più potente di righe e righe di parole e che un disegno composto da pochi, semplici elementi ma sapientemente calibrati e studiati può avere più forza di uno estremamente dettagliato. 

Esponente di questa corrente di artisti che attraverso uno stile sintetico e minimale vanno dritti al punto è Luca D’Urbino, conosciuto anche com D’Urbo Design

Classe 1988, Luca nasce a Milano, città in cui fin da piccolissimo coltiva la passione per il disegno. Solo una volta laureatosi in Disegno Industriale al Politecnico decide di dedicarsi esclusivamente all’illustrazione e puntare tutto su sul amore per le matite, i colori, i fogli bianchi, iscrivendosi al MiMaster.

Oggi Luca D’Urbino è conosciuto a livello internazionale grazie ai suoi lavori che riescono in maniera brillante, chiara e puntuale a raccontare ciò che succede attorno a noi, affrontando temi che vanno dalla politica al cambiamento climatico. Questa capacità di far dialogare la sua arte con l’attualità ha attirato diverse teste come La Stampa, La Repubblica, il New York Times e, ultimo ma non per importanza, il The Economist di cui è diventato illustratore fisso. 

Scopri una selezione dei suoi lavori nella nostra gallery qui sotto e per scoprirne di più vai sul suo sito

Le illustrazioni di Luca D’Urbino, specchio dell’attualità
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Le illustrazioni di Luca D’Urbino, specchio dell’attualità
Le illustrazioni di Luca D’Urbino, specchio dell’attualità
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Let’s Play Culture, il murales di Nico Skolp su un campo da basket

Let’s Play Culture, il murales di Nico Skolp su un campo da basket

Giulia Guido · 3 settimane fa · Art

È stata terminata pochi giorni fa, Let’s Play Culture, l’ultima opera realizzata da Nico Skolp sulla superficie di un campetto da basket a Matera. 

Classe 1983, Nico Skolp nasce a Bari e fin dall’adolescenza si appassiona all’arte del writing, concentrandosi soprattutto sullo studio della lettera e riuscendo ad andare oltre al semplice concetto di tag. Nelle suo opere, infatti, possiamo notare un approccio inedito che punta tutto sulle forme geometriche e le figure astratte, con le quali Niko è riuscito a portare un metodo quasi scientifico all’interno di un’arte che comunemente è legata all’idea di improvvisazione e totale libertà.

Da cinque anni è particolarmente attivo sulla scena materana grazie al progetto Open Playfull space che ha come obiettivo quello di riqualificare la zona attraverso interventi artistici, ultimo dei quali è proprio Let’s Play Culture. Si tratta di un murales di oltre 400 metri quadrati che copre l’intera superficie di un campo da basket pubblico, realizzato in collaborazione con Quapos – artista tedesco.

L’intento, deducibile anche dal nome dell’opera, era quello di rendere l’arte funzionale al gioco. 

Grazie alla sua arte, Nico Skolp non è conosciuto solo a in Italia, ma anche a livello internazionale: ha partecipato a diversi festival europei di arte urbana e il suo lavoro è apparso su svariate testate online tra le quali spicca www.streetartnyc.org

Ultimo, ma non per importanza, oltre ad essere impegnato con i suoi lavori personali, Nico Skolp è impegnato nella diffusione e nella promozione dell’arte dei graffiti attraverso iniziative come il collettivo Wallness Club e seguendo per Momart – galleria d’arte e spazio creativo – un percorso formativo col fine di creare un primo gruppo di writers della città di Matera. 

Se vuoi scoprire altro su Nico Skolp vai sul suo sito e seguilo su Instagram!

Let’s Play Culture, il murales di Nico Skolp su un campo da basket
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Let’s Play Culture, il murales di Nico Skolp su un campo da basket
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