Follow God, il video del nuovo singolo di Kanye West

Follow God, il video del nuovo singolo di Kanye West

Collater.al Contributors · 1 mese fa · Music

Da un po’ di tempo a questa parte Kanye West ha introdotto nella sua vita un filone religioso. Una sorta di percorso di redenzione e di purificazione per il rapper di Atlanta.

La svolta alla religione cristiana ha significato tanto per lui, talmente tanto da farla diventare l’elemento principale del nuovo disco Jesus Is King e che punta a suggellare un legame definitivo con Dio.

La musica contenuta in questo disco rimanda al gospel fin dal primo istante e non è un caso che sia proprio il coro del Sunday Service, celebrato da Kanye durante un corso a Calabasas, a inaugurare il suo ultimo lavoro in studio.
Ma veniamo al singolo: per la pubblicizzazione del video del primo estratto la moglie di West, Kim Kardashian, ha pubblicato sulle sue stories di Instagram parti del video trailer.

L’elemento fondamentale della traccia è l’invito di Kanye a essere seguaci di Cristo rivisitando dei temi religiosi della sua precedente Father Stretch My Hands, Pt. 1 del 2006.
Il brano, che utilizza anche il sample di Can You Lose By Following God di Whole Truth del 1974, sprona a non cedere, nonostante la vita sia piena di ostacoli e momenti bui.
Girato nel Wyoming, il video presenta Kanye insieme a suo padre Ray West. I due camminano attraverso una pianura innevata fino ad arrivare a un ATV in attesa. I due si interrogano su una tematica importante della storia americana: la schiavitù dei neri e il razzismo istituzionale che è da sempre uno dei problemi culturali più importanti del paese.

L’incontro tra i due si svolge in una località dove solitamente Kanye West si rifugia per trovare ispirazione per i suoi lavori. Si potrebbe dire che questo luogo sia per lui quasi un mausoleo della creatività, un luogo spirituale dove si ritira per concentrarsi meglio.
Le riprese del video sono state volutamente svolte in quella località che è lontana dall’America Hollywoodiana spesso rappresentata dai colleghi. Kanye infatti, oltre a essere emotivamente legato a quel luogo, ha deciso di girare il video in una realtà più vera lontana dai riflettori e dalla caoticità che caratterizza le grandi città americane quasi a voler rendere il tutto un po’ più intimo, una vera chiacchierata tra padre e figlio.

Dopo aver visto il video di West “Follow God” puoi ascoltare Jesus Is King qui sotto!

Testo di Anna Cardaci

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Quattro domande per Funk Shui Project e Davide Shorty

Quattro domande per Funk Shui Project e Davide Shorty

Claudia Maddaluno · 1 mese fa · Music

Punta di diamante dell’hip-hop italiano è quest’album che mette insieme il collettivo funk-jazz Funk Shui Project con il rapper Davide Shorty.
Si intitola “La Soluzione” e arriva dopo la collaborazione dello scorso anno con “Terapia di gruppo”.

Il disco è un’ulteriore conferma del talento di questo progetto che mescola le influenze della black music con il rap italiano di Neffa e il jazz.
Le otto tracce scivolano leggerissime dentro le nostre orecchie, pur affrontando temi e mood molto differenti tra loro: l’amore, ma anche l’ironia, le difficoltà di essere musicisti oggi e l’incertezza del futuro, i problemi e, appunto, le soluzioni.

Abbiamo raggiunto il collettivo per scoprire qualcosa in più sulla loro recente uscita.

Ciao ragazzi, siamo molto curiosi di sapere come nasce “La soluzione”, i problemi che vi hanno spinto e la soluzione che avete trovato

Questo disco è nato spontaneamente, nel senso più stretto del termine.
L’esperienza di “Terapia di gruppo”, man mano che si susseguivano i concerti in giro, ha fisiologicamente intensificato sia i rapporti tra di noi che la sintonia artistica. “La Soluzione” è la consapevolezza di essere sulla strada giusta e di aver superato la tempesta.
Lo abbiamo partorito nelle pause tra una data e l’altra ed è stato impossibile frenare il flusso, così eccoci di nuovo qua!

Il vostro è un disco in cui si respirano mood e generi differenti. C’è un album che più di tutti vi ha ispirato in fase di creazione? 

Swimming di Mac Miller è un disco che ci ha ispirato già nel periodo del nostro lavoro precedente, è una costante dei nostri ascolti recenti. Le vere ispirazioni di questo album però si possono individuare direttamente dai sample e dal sound che abbiamo voluto imprimere nei pezzi. Queste nette connotazioni si delineano attraverso l’influenza  dei grandi compositori italiani di nostro riferimento che ci hanno appunto ispirato per questo disco.

A proposito di processo creativo, come lavorano in studio il collettivo Funk Shui Project e Davide Shorty?

Diciamo che non abbiamo un vero e proprio iter fisso, tutto può nascere da un’idea di ciascuno di noi anche se, normalmente, Natty Dub tira fuori dal cilindro qualche sample o direttamente qualche scheletro d’arrangiamento, Jeremy segue con le sue linee di basso ed il tutto passa nelle mani e nella penna di Davide. Ovviamente poi segue l’insert di tutti gli strumenti necessari e delle session di rifinitura in studio. Ma questo è un esempio, di fondo lasciamo che sia l’ispirazione a far scattare la scintilla per la creazione di ogni canzone.

La vostra traccia preferita dell’album e perché.

“La Soluzione”, perché è la più rappresentativa sia per come tratta la il tema della situazione sociale che il testo racconta, sia per il sound con il suo gusto classico ma che non rimane ancorato alla classicità come schema musicale.

Quattro domande per Funk Shui Project e Davide Shorty
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Ecco il programma della 5ª edizione di Linecheck

Ecco il programma della 5ª edizione di Linecheck

Giulia Guido · 4 settimane fa · Music

Prende il via oggi Linecheck, lo showcase festival che attraverso un denso programma di  incontri, workshop, live show e concerti affronterà il tema della musica di oggi e di come evolverà in futuro. Il focus di quest’edizione sarà sugli anni ’20, quelli che ci accingiamo a vivere, perché per ogni secolo la soglia del primo ventennio sancisce un punto di svolta in cui il secolo precedente sbiadisce come un ricordo lontano e i nati negli anni ’00 fanno capolino sulla scena. Inoltre, il tema chiave sarà quello della diversità e dell’ inclusione, sempre affrontato all’interno del contesto musicale, che si adatta alla perfezione anche alla scelta del Guest Country di quest’anno, ovvero il Canada, Paese che con il suo 22% di cittadini stranieri diventa simbolo del multiculturalismo per eccellenza. 

#SoundsLikeDiversity

Inserito all’interno della Milano Music Week – di cui è content partner – Linecheck 2019 animerà per sei giorni la città di Milano, dividendo gli eventi tra gli spazi di BASE Milano, dove recentemente sono state aperte la musicROOMS con un piccolo anfiteatro interno la CAPSULA dotata di suono immersivo in 3D, i Magazzini Generali e sei locali in Zona Navigli (Caffè Zanardi, Jacaranda Liuteria Artigiana, Ex Fornace, NonostanteMarras, Ostello Bello, Rocket). 

Linecheck ha in serbo una scaletta di artisti e ospiti nazionali e internazionali come Seun Kuti, figlio del musicista e attivista pioniere dell’afrobeat Fela Kuti, che oggi ha preso il suo posto come cantante negli Egypt 80; Giorgio Poi, artista italiano attivo a livello internazionale arrivando a essere chiamato dai Phoenix per aprire le date del loro tour mondiale e il canadese Pierre Kwenders che attraverso il collettivo Moonshine punta a diffondere l’originalità culturale di Montréal. 

Appaiono nella line-up del Linecheck anche il sound anni’80 dei Karpov Not Kasparov, la voce sensuale di Emmanuelle, la fusione di soul, jazz, funk e rap di Blu Samu, l’R’n’B di Arlo Parks, l’indie-folk di Eugenia Post Meridiem e il prog-post-math rock dei The Pier

Anche il Canada farà la sua parte con i Godspeed You! Black Emperor, i Doomsquad, i Plants and Animals, Ouri, i Booty EP, Gan aka respectfulchild e Tanya Tagaq che porteranno i suoni del loro Paese, dimostrando ancora una volta che la musica è lo strumento perfetto per abbattere le barriere e i confini. 

Ma non ci saranno solo live show e concerti, a intrattenere il pubblico ci sono in programma esperienze create ad hoc come quella di WAAM Tours che racconta le trasformazioni di Tortona, da quartiere operaio a polo creativo e museale e quella di ARTKADEMY incentrata sulla street art.

Scopri tutti i dettagli di Linecheck 2019 sul sito ufficiale e preparati a sei giorni di eventi con la loro playlist che trovi qui sotto! 

Ecco il programma della 5ª edizione di Linecheck
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Ecco il programma della 5ª edizione di Linecheck
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Hand Solo, la canzone contro i tabù dell’autoerotismo femminile

Hand Solo, la canzone contro i tabù dell’autoerotismo femminile

Anna Cardaci · 2 settimane fa · Music

Nel mondo femminile, si sa, ci sono un’infinità di argomenti tabù. Questioni un po’ scomode che ogni volta che vengono affrontate, le donne si sentono in imbarazzo. Mestruazioni, sesso e molti altri sono solo una piccola parte di questi. Quello che però accomuna più donne e che può essere definito come il Re dei tabù, è sicuramente la masturbazione. In genere, tutto il mondo della sessualità è un argomento difficile da esternare per una donna. Per un uomo è semplice parlarne. Probabilmente perché si sono instaurate dinamiche sociali inspiegabili tali per cui esprimere qualcosa riguardo questo argomento così intimo possa mettere in soggezione molte donne.

Per questo motivo Marika Hackman, una cantante inglese, ha scritto Hand Solo, un brano estratto dall’album Any Human Friend, uscito lo scorso agosto il cui testo della canzone sembra essere un vero e proprio inno alla masturbazione femminile. Questo celebra il tema porgendo una sorta di accusa alla società fortemente maschilista in cui da sempre viviamo.

La traccia è accompagnata anche da un video diretto del regista Samuel J. Bailey il quale ha voluto realizzare un cortometraggio di quasi quattro minuti. Qui viene trattato l’argomento con molta ironia e con metafore che rappresentano in maniera astratta l’atto della masturbazione dall’inizio alla fine. Seppur molto esplicito, il filmato non è volgare e non presenta scene troppo spinte. All’interno sono presenti delle mani che accarezzano degli oggetti come torte, lavandini, mollette per stendere gli abiti, lenzuola, cappuccini, ventagli ecc. Il video di Hand Solo inizia con una citazione di Susie Bright, una giornalista e scrittrice americana molto attiva sul fronte del femminismo:

Dietro ogni condanna erotica c’è un ipocrita ardente.

Per il progetto, Marika Hackman e Bailey hanno anche raccolto anonimamente pensieri e storie sulla masturbazione da parte delle donne. Questi appaiono alla fine del filmato come se fossero i titoli di coda.

Hand Solo, la canzone contro i tabù dell’autoerotismo femminile
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Hand Solo, la canzone contro i tabù dell’autoerotismo femminile
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Il video di “Oceano”, nuovo singolo di Don Said!

Il video di “Oceano”, nuovo singolo di Don Said!

Giulia Guido · 1 settimana fa · Music

Classe 1999, Nicolò nasce a Catania, dove affiora subito la sua passione per la musica e per la scrittura e, ispirandosi a uno dei personaggi del celebre film L’odio di Mathieu Kassovitz, adotta ufficialmente il nome d’arte Don Said
In seguito a un periodo di gavetta e live decide di trasferirsi a Milano dove il suo percorso continua e si intensifica. 

Oggi, dopo una serie di singoli tra cui spiccano “Socio” e “Non mi disturbare”, Don Said è pronto a cominciare un nuovo percorso e lo fa con “Oceano”. 
Prodotto da Collater.al e distribuito da The Orchard, il brano si differenzia dai precedenti sia per le musicalità, sia per il contenuto. 

Don Said | Collater.al

 Il testo, attraverso una forte metafora, racconta il logorante rapporto con le dipendenze come se fosse una relazione d’amore che, al contrario di far bene a entrambe le parti ne distrugge una. 

Eri ciò che mi uccideva e ciò che mi faceva vivere
Mi hai tolto dal delirio, non eri una qualunque:
Eri ciò che mi serviva per non perdere il controllo.

Le parole trovano la loro perfetta posizione sulle atmosfere tristi e malinconiche evocate dalla strumentale,  prodotta da Federico Maccherone e Thomas Feriero, valorizzate dalla chitarra suonata dallo stesso Don Said. 

Con te è tutto più sereno
Sto annegando in questo oceano
Siamo antidoto e Veleno
E siamo ciò che ci manca,
Ciò che ci manca, siamo ciò che ci manca

Un brano del genere non poteva non essere accompagnato da un videoclip altrettanto all’altezza delle aspettative. Con la regia di Enrico Cerovac e la direzione artistica di Marco Aurelio Mendia e Andrea “Muten” Carveni, il video riesce in maniera brillante a mostrare ciò che il testo racconta, alternando scene in ampi spazi aperti a scene al chiuso, che restituiscono quel senso di oppressione dato dalle dipendenze. 

Mi sono detto tante volte di raccontare questa storia, di provare a sfogarmi e alleggerirne il peso con la musica. Non l’ho mai voluto fare perché non amo parlare di ciò che mi affligge, nemmeno con le persone a me care. Questo brano è stato scritto più col cervello che col cuore, ho cercato tutti i punti d’incontro fra la vera storia che c’è dietro e una storia d’amore.

Ascolta Oceano e guarda il video qui sotto! 

PH Marco Aurelio Mendia

Il video di “Oceano”, nuovo singolo di Don Said!
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Il video di “Oceano”, nuovo singolo di Don Said!
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