Mancano due settimane alla fine di questo 2019, un anno in cui le strade del mondo si sono colorate con le opere di artisti e creativi. Oltre ai classici murales realizzati con bombolette spray, siamo stati testimoni di un’evoluzione delle tecniche e dei materiali usati, arrivando anche a creare tag sul fondo del mare.
Rivediamo le opere di street art più emblematiche dell’anno, sperando di stupirci ancora di più nel 2020.
Banksy si autoinvita alla Biennale con la sua opera Venice in Oil
Tra le varie opere di Banksy apparse quest’anno quella che ha riscosso maggiore successo e che ha stupito maggiormente amanti dell’arte, ma non solo è Venice in Oil. Apparsa a Venezia in concomitanza con la Biennale, l’artista di Bristol – con l’aiuto di un misterioso pittore – ha deciso di esporre una sua nuova opera a piazza San Marco, in mezzo a quelle di tanti altri artisti di strada.

L’artwork rappresenta una gigantesca nave da crociera attraversare il Canal Grande, sfiorando palazzi e gondolieri. La critica non troppo sottile è stata apprezzata da tutti.
JR entra in una prigione e la trasforma in opera d’arte

JR, il poliedrico artista francese, anche quest’anno ha dato vita a un capolavoro. Scegliendo come tela il cortile esterno del carcere di massima sicurezza di Tehachapi e come aiutanti i detenuti, JR ha realizzato un gigantesco murales visibile dall’alto rappresentante i detenuti stessi. L’opera è stata il pretesto per raccontare le loro storie e porre al suo pubblico un solo quesito: “Un uomo può cambiare?”
Floating World il murales che si rivela specchiandosi nell’acqua
Lo street artist Ray Bartkus, nato a Vilnius, è conosciuto mondialmente soprattutto per un’opera, Floating World. Si tratta di un lavoro che occupa tutta la superficie esterna di una casa che si affaccia sul fiume Šešupė e che a prima vista potrebbe non sorprendere. Ma facendo attenzione si può notare che il vero risultato finale si rivela nel suo riflesso nell’acqua.

Le tre grazie, TVBOY celebra l’amore tra PD e M5S

TVBOY, l’artista italiano più volte accostato alla figura di Banksy, ormai specializzato in murales a sfondo politico, quest’anno ci ha deliziato con Le Tre Grazie che rappresenta Conte, Di Maio e Zingaretti e un Renzi nei panni di un cupido pronto a scoccare la sua freccia.
Per questo lavoro lo street artist si è ispirato a due dei grandi pittori del Rinascimento italiano, Raffaello e al suo quadro omonimo, e a Botticelli a cui ha rubato la figura di cupido.
Il murale di Utrecht che sembra lo scaffale di una biblioteca
Grazie agli street artist olandesi Jan Is De Man e Deef Feed hanno trasformato un condominio di Utrecht in un’enorme libreria. Infatti, la parete dell’edificio a tre piani è diventata la tela perfetta per dipingere una libreria composta da diversi scaffali, che comprendono una selezione dei libri preferiti dei due artisti, oltre ad alcuni titoli inventati.

Il grigiore degli edifici si trasforma in qualcosa di nuovo: è così che la città diventa colorata e divertente.
Empire, il nuovo progetto dello street artist Rone

Quest’anno l’artista Rone ci ha stupito con un progetto che ha trasformato un palazzo in stile Art Déco del 1930 rimasto disabitato per oltre 20 anni, in qualcosa di nuovo e bellissimo.Rone ha più volte dichiarato che la sua intenzione è quella di far entrare le persone nella casa disabitata per potersi chiedere cosa sia accaduto prima nello stesso posto e perché sia stato lasciato cadere in rovina.
Sirante, lo street artist senza volto tutto italiano
Oltre a TVBOY, anche per lo street artist italiano Sirante la politica italiana è un’infinita fonte di ispirazione. Esattamente come Banksy, Sirante utilizza la sua arte come mezzo di denuncia, e i suoi murales sono talmente d’impatto che non hanno bisogno di una grande pubblicità sui social perché bastano le decine di quotidiani che puntualmente testimoniano la cosa e le foto che immortalano polizia o carabinieri levare le sue opere dai muri.

1UP, la crew tedesca ha realizzato il primo murales subacqueo

Sull’isola di Nusa Penida, a largo di Bali, la crew tedesca di street artist 1UP ha realizzato il primo murales subacqueo. Ebbene sì, grazie all’aiuto di diversi enti tra cui PangeaSeed Foundation, Sea Walls: Artists for Oceans e il Coral Guardian, 1UP è riuscita a progettare e poi creare concretamente il loro tag perfetto per sopravvivere sott’acqua. L’atto della crew 1UP è un perfetto esempio di come l’arte possa essere un mezzo di denuncia e di sensibilizzazione, unico e originale.
Hizkunta, il murale che si rivela di notte
A Baiona, una piccola città sulla costa sud-occidentale della Francia, in Pasta Plaza, i due artisti barcellonesi María López e Javier de Riba hanno dato sfogo a tutta la loro creatività realizzando Hizkunta. Si tratta di un murales che a prima vista, o meglio, alla luce del sole sembra essere una semplice sagoma di una balena. Bisogna aspettare che il sole sia calato del tutto per ammirare l’opera nel suo reale splendore, che con il buio rivela un disegno luminoso.

CŎR, il murales che palpita in mezzo alla città

Ultimo, ma non per importanza è CŎR, l’immenso lavoro dello street artist Jorge Rodriguez-Gerada che ha portato un cuore palpitante al centro della città spagnola di Santa Coloma de Gramanet.
L’ispirazione per questo artwork è venuta all’artista pensando proprio alla piccola cittadina, che ospita una comunità di 114 nazionalità differenti. È un CŎR, un cuore, in cui convivono storie diverse, persone diverse e culture diverse rendendo la città estremamente viva.
